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Nucleare, il tempo dell’incertezza
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📖 Iran: la diplomazia riprende, ma l’escalation resta sullo sfondo. Leggi l’ultima newsletter Med This Week: https://www.ispionline.it/en/publication/iran-diplomacy-returns-escalation-looms-229394
🎙️ L’Iran oggi: paura, repressione e la ricerca di un accordo con Trump. Ascolta la prima puntata del nuovo podcast MED Insights: https://www.ispionline.it/en/publication/med-insights-what-life-for-iran-fear-repression-and-the-quest-for-a-deal-with-trump-229338
L’Iran in standby
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🎥 Iran–USA: attacco evitato o solo rimandato? Guarda la nuova puntata di The World This Week: https://youtu.be/zFD47P7Yu4A?si=zkMbPdrSrCTcT_gI
Draghi e l’Europa federale
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Gaza: aperture e incertezze
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🎥 Il mondo nel 2026: le imprese, tra rischi e opportunità. Rivedi la conferenza: https://www.ispionline.it/it/evento/il-mondo-nel-2026
Iran, l’ora della massima pressione
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Iran, la resa dei conti
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🎥 Il nuovo disordine mondiale: cosa ci aspetta nel 2026? Guarda la nuova puntata di The World This Week: https://youtu.be/d69HuWyifSQ?si=BdhScZWmT-xzEPjw
Trump, l’Europa e la Nato in bilico
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📖 Scarica il Rapporto ISPI 2026 "Liberi tutti?": https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/rapporto-ispi-2026-liberi-tutti-227438
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L’intesa Europa–India in un mondo diviso
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📖 Equilibri in cambiamento in Asia meridionale. Leggi il Dossier ISPI: https://www.ispionline.it/en/publication/shifting-balances-in-south-asia-228247
Minneapolis, Trump e ‘l’American carnage’
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Da Davos ad Abu Dhabi: una crisi da non sprecare
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📖 Petrolio: torna la sete per l’oro nero. Leggi l'ultimo Global Watch, lo Speciale ISPI dedicato alla geoeconomia: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/global-watch-n-213-petrolio-torna-la-sete-per-loro-nero-227750
Il ‘Board of Peace’ di Trump: la pace come club privato
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📖 Siria: l’offensiva di al-Sharaa contro le SDF ridisegna gli equilibri di potere. Leggi l’ultima newsletter Med This Week: https://www.ispionline.it/en/publication/syria-al-sharaas-offensive-against-the-sdf-reshapes-the-balance-of-power-228063
🎥 A year later: il mondo di Trump. Rivedi l'incontro: https://www.ispionline.it/it/evento/a-year-later-il-mondo-di-trump
Trump a Davos: una mezza svolta, molte ambiguità
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Un anno di Trump: Medio Oriente senza pace
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Un anno di Trump: l’Occidente non è più lo stesso
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📖 Siria: la resa dei conti tra “curdi” e Al-Sharaa, all’ombra di Trump. Leggi l'approfondimento: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/siria-la-resa-dei-conti-tra-curdi-e-al-sharaa-allombra-di-trump-227801
Groenlandia, il punto di rottura
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📖 Iran e Trump: fermare l’attacco, non la repressione. Leggi l’ultima newsletter Med This Week: https://www.ispionline.it/en/publication/iran-and-trump-holding-back-the-strike-not-the-repression-227639
📅 A year later: il mondo di Trump. Ne parleremo lunedì 19 gennaio, alle ore 18:00, in un evento a Palazzo Clerici, con Ferruccio de Bortoli, Paolo Magri, Mariangela Zappia, e interventi di esperti internazionali: https://www.ispionline.it/it/evento/a-year-later-il-mondo-di-trump
🇺🇦🇷🇺 Russia-Ucraina: ancora stallo
Si è concluso ad Abu Dhabi il secondo giorno di colloqui tra Ucraina e Russia, promossi da Washington. Sebbene le delegazioni abbiano raggiunto un accordo importante sullo scambio di 314 prigionieri, un’intesa sulla fine della guerra sembra ancora lontana. La notte scorsa un’ondata di droni russi si è abbattuta su Kiev, causando feriti e danni alle infrastrutture. Nonostante i numerosi tentativi di mediazione internazionali, Putin ha ribadito di volere il ritiro delle truppe Ucraine nell’area mentre Zelensky insiste per congelare il conflitto lungo l’attuale linea del fronte. Nel frattempo, il bilancio delle vittime russe sul campo di battaglia rimane drammatico e nettamente superiore a quello ucraino, a fronte di conquiste territoriali limitate.
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📊 Materiali critici: Washington fa squadra?
Le delegazioni di più di 50 paesi, tra cui i membri del G7, dovrebbero raggiungere oggi Washington per il summit sulle materie prime critiche, con lo scopo di creare un fronte comune per garantirne approvvigionamento e stabilità dei prezzi. Un tema diventato ancora più centrale, visto il crescente pericolo che la Cina, forte del suo controllo quasi totale dei processi di estrazione e raffinazione, ne limiti le esportazioni. Dopo mesi in cui l’unilateralismo di Trump ha più volte creato tensioni con partner e alleati, la decisione di fondare una nuova alleanza allargata sembra rappresentare un passo (indietro?) verso un rinnovato multilateralismo a guida USA. Oppure Washington si sarà resa conto di non poter fare tutto da sola?
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🇮🇳 India: cambio di fornitori?
India e Usa hanno siglato oggi un accordo commerciale che riduce i dazi americani al 18%, dopo l’escalation dei mesi scorsi. Cancellato, quindi, il dazio aggiuntivo del 25% imposto da Washington, una “concessione” legata all’impegno indiano di interrompere le importazioni di petrolio russo, che potrebbe essere sostituito da quello statunitense, anche se i dettagli dell’accordo sono stati confermati solo da Trump. L’India ha beneficiato a lungo dei prezzi bassi del petrolio russo, un vantaggio che si è però progressivamente ridotto. Nell’ultima settimana New Delhi ha portato a casa due accordi commerciali con i principali mercati di consumo globali, ma nel 2025 Mosca era ancora il suo principale fornitore di petrolio.
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🇺🇸 Il Congresso blocca ICE?
Dopo meno di due mesi dall’ultimo shutdown, gli Stati Uniti sono di nuovo (parzialmente) bloccati. Pomo della discordia, questa volta, sono i finanziamenti all’ICE, passati da circa 10 a 85 miliardi nel 2025 con l’approvazione del Big Beautiful Bill a firma Trump. La stretta su Minneapolis, dove agenti dell’ICE hanno ucciso due cittadini americani, ha portato anche rappresentanti repubblicani a dubitare del modus operandi dell’ICE e, soprattutto, che necessiti di tutti questi fondi. Il presidente, forse mosso dai sondaggi, ha sostituito Bovino (ex capo delle operazioni a Minneapolis) con Homan (lo “zar delle frontiere”) per segnalare un cambio di registro. Basterà per trovare una coalizione al Congresso che confermi l’enorme budget dell’agenzia?
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🇺🇸 Fed, passaggio di testimone
Poche ore fa Donald Trump ha annunciato che, quando il mandato di Jerome Powell terminerà a maggio, nominerà Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve. Una scelta non del tutto “trumpiana”, perché se negli ultimi mesi Warsh ha fatto eco alle richieste del presidente di tagliare i tassi, il suo profilo rimane più quello di un “falco”: prudente sull’inflazione e favorevole a una riduzione della liquidità (il che tende a far salire i tassi di lungo periodo). E se questo rende la conferma della nomina da parte del Senato un po’ più semplice, resta da capire chi rassicurerà Trump quando la Fed farà, ancora una volta, quello che non vuole lui.
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🇬🇧🇨🇳 Regno Unito, un piede in due scarpe
Oggi a Pechino Keir Starmer, primo ministro britannico, ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping. Più che l’agenda, a contare sul piano politico è stato il viaggio, il primo dal 2018. Soprattutto alla luce delle parole della settimana scorsa del primo ministro canadese Mark Carney dal palco di Davos di fronte alle minacce di Trump sulla Groenlandia (“se non sei al tavolo, sei sul menù”), e che proprio qualche giorno prima aveva incontrato Xi a Pechino per lanciare una partnership strategica. Il terreno, però, è scivoloso: nel weekend, Trump ha minacciato nuovi dazi del 100% al Canada “se fa un accordo con la Cina”. Andrà così anche con Londra?
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💵 Dollaro, svalutazione competitiva?
Il dollaro continua a perdere terreno, ma a Trump va bene così. Da gennaio 2025 ha perso il 14% del suo valore contro l’euro e il 5% contro il renminbi cinese. Pesano ragioni di natura politica ed economica come l’aumento del deficit federale, i dazi e le pressioni di Trump sulla Federal Reserve, che riducono la fiducia degli investitori verso il biglietto verde. Certo, se il mantra della Casa Bianca rimane quello di correggere la bilancia commerciale, un dollaro più debole aiuta a sostenere le esportazioni. Ma gli Stati Uniti hanno anche un enorme debito pubblico da rifinanziare. E, in questo campo, un dollaro scivoloso non aiuta.
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🇺🇸 ICE, Trump fa marcia indietro?
Lo “zar delle frontiere” di Trump, Tom Homan, è in arrivo a Minneapolis. Sostituirà Gregory Bovino come alto funzionario dell’ICE per le operazioni urbane, con l’obiettivo di smorzare le tensioni dopo l’omicidio di Alex Pretti, che si è trasformato in un boomerang per la Casa Bianca. Trump sembra così fare un passo indietro, schiacciato tra le minacce di shutdown da parte dei democratici e l’indignazione di molti repubblicani per il modo in cui il governo federale ha scelto di descrivere gli eventi. Una bocciatura trasversale, che potrebbe contribuire a distendere il clima, che nelle ultime settimane avevano raggiunto livelli di tensione critici. Ma la distanza ideologica tra repubblicani e democratici (e il loro parere sull’operato dell’ICE) rimane altissima.
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🇮🇳🇪🇺 India, l’UE ci riprova
Von der Leyen e Costa, i presidenti della Commissione e del Consiglio europei, sono a New Delhi per il 16° vertice UE-India di domani. Occhi puntati sulla firma di un trattato di libero scambio, risultato di negoziati cominciati quasi vent’anni fa (2007) e accelerati dopo le escalation commerciali di Trump. L’UE spinge sull’accesso al mercato auto indiano (il terzo al mondo), mentre New Delhi punta su tessile e farmaceutico, ma soprattutto mira a disinnescare la stretta europea sulle importazioni d’acciaio (tra nuovi dazi e “tasse” verdi). Come con il Mercosur, però, dopo l’annuncio del primo passo la parte difficile comincia da domani.
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🇫🇷 Bilancio francese, un passo alla volta
Come Von der Leyen ieri (per la quarta volta), oggi anche il primo ministro francese Lecornu è riuscito a superare ben due mozioni di sfiducia. A portare al voto di oggi il fatto che Lecornu, rimangiandosi le promesse di ottobre, aveva deciso di fare ricorso al fatidico articolo 49, una misura che permette di approvare il bilancio senza un voto in parlamento, esponendosi, però, a possibili sfiducie. Determinanti i voti dei socialisti che, dopo aver ottenuto concessioni dal governo su tasse e sostegni alle fasce più basse, non hanno sostenuto nessuna delle due mozioni. Certo, resta ancora molta strada da fare per riportare il deficit di bilancio francese, oggi oltre il 5%/PIL, sotto la soglia del 3%.
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🇸🇾 Siria, curdi sotto assedio
La tregua tra il governo ad interim e le Forze democratiche siriane a guida curda (SDF), annunciata martedì, potrebbe essere già entrata in crisi. Damasco ha infatti accusato i curdi di aver condotto alcuni attacchi contro forze governative, causando 11 vittime. Nel giro di un paio di settimane, l’esercito siriano e tribù arabe alleate hanno conquistato vasti territori nella regione nordorientale del Paese, controllata per anni dalle SDF, con un’offensiva lampo. Offensiva che non sarebbe quasi sicuramente avvenuta senza l’implicito appoggio degli USA, che sembrano fidarsi della garanzia ricevuta da al-Sharaa di potersi sostituire ai curdi nella lotta allo Stato islamico nella regione. E che sanno che una Siria “riunificata” non potrà fare a meno del controllo su una regione da cui, prima del 2011, proveniva più del 90% del petrolio.
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🇪🇺 Questo Mercosur non s’ha da fare
Oggi il Parlamento europeo ha votato (con soli 10 voti di scarto) per chiedere il parere della Corte europea di giustizia sulla legittimità del trattato di libero scambio con i paesi del Mercosur, firmato solo sabato scorso. La mossa, che sa di tattica dilatoria piuttosto che di bocciatura, congela la ratifica dell’accordo per 18-24 mesi, quanto di solito occorre alla Corte per pronunciarsi. Decisive le defezioni di alcuni membri della coalizione di maggioranza (in particolare PPE e S&D). Ora la Commissione dovrà decidere se applicare il trattato in via provvisoria, scontrandosi con il Parlamento, o attendere.
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🇺🇸 Trump scatenato: quanto durerà?
A un anno dall’inizio del suo secondo mandato, Trump è il presidente più impopolare di sempre. Con una sola eccezione: il sé stesso di dieci anni fa. E se il calo di consensi nel primo anno dall'insediamento è una costante per tutti i presidenti USA degli ultimi 20 anni, le ragioni della rabbia verso Trump sono chiare: gli elettori pensano stia facendo “benino” su immigrazione e sicurezza nazionale, ma male o malissimo su inflazione, tasse e lavoro. Proprio i temi che tendono a essere cruciali alle elezioni di metà mandato. E, anche se sembra lontano, novembre è ormai dietro l’angolo.
👉 Scopri il nuovo DataLab ISPI "Un anno di Trump: 7 grafici sulla presidenza che ha sconvolto il mondo": https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/un-anno-di-trump-7-grafici-sulla-presidenza-che-ha-sconvolto-il-mondo-227758
🇺🇸🇪🇺 UE: ramoscello d’ulivo o “bazooka”?
Da oggi a mercoledì i leader mondiali si riuniscono a Davos per il World Economic Forum, ma quest’anno l’economia passerà inevitabilmente in secondo piano. Sarà infatti la prima volta che Trump calcherà il suolo europeo dopo l’escalation sul futuro della Groenlandia. Nel weekend il presidente americano ha reagito all’invio di truppe europee sull’isola minacciando dazi aggiuntivi del 10% verso 8 paesi europei, tra cui 6 membri UE. La Commissione ha pronto un piano di contro-dazi per 93 miliardi di euro, mentre dell’attivazione dello strumento anti-coercizione si parlerà giovedì. Tra USA e UE, chi farà il primo passo indietro?
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🤝 UE-Mercosur, è (quasi) fatta
Domani ad Asunción, capitale del Paraguay, verrà sottoscritto il trattato di libero scambio tra UE e paesi del Mercosur. Ma chi, Von der Leyen compresa, spera che ci si stia avvicinando all’ultimo atto dopo 25 anni di negoziati resterà probabilmente deluso. Il Parlamento europeo deve ancora ratificare il trattato e non mancano i contrari all’interno dello stesso PPE, gruppo da cui proviene la presidente della Commissione. Inoltre, la prossima settimana gli europarlamentari dovranno decidere se chiamare in causa la Corte europea di giustizia per verificare la legalità del trattato: se ci sarà una maggioranza, l’entrata in vigore del trattato sarà rimandata al 2027 o ancora più in là.
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