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L'Associazione donatori e volontari personale della Polizia di Stato, Donatorinati, continua anche per il 2026 la sua attività di raccolta sangue. L'invito a donare il sangue è rivolto a tutti i cittadini in buona salute e di età compresa tra 18 e 65 anni. Si ricorda che per effettuare una donazione di sangue è necessario avere un peso corporeo non inferiore a 50 chili.Inoltre, è essenziale recarsi al prelievo a digiuno, con l'eccezione di poter bere un caffè, un tè o un succo di frutta. Non è consentito ingerire latte e derivati (Requisiti).Consultate la locandina nazionale per conoscere le date e le città dove è possibile donare nel mese di gennaio.
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La Befana della Polizia di Stato è tornata anche quest’anno al policlinico universitario Agostino Gemelli, per offrire un momento di gioia ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici dell’ospedale.L’evento è stato organizzato dall’Ufficio comunicazione istituzionale del Dipartimento della pubblica sicurezza.La Befana è arrivata a bordo della nuova Lamborghini Huracan, accompagnata dai poliziotti della Stradale, Postale, questura di Roma e dagli atleti del Gruppo sportivo Fiamme oro della Polizia di Stato. Ha portato peluche e dolcetti ai piccoli degenti con la speranza di riuscire a regalare un sorriso e far sentire la vicinanza e la solidarietà di tutta la famiglia della Polizia di Stato.Ad accogliere la Befana il direttore dell’Ufficio comunicazione istituzionale della Polizia di Stato Domenico Cerbone, il direttore scientifico della Fondazione policlinico universitario Gemelli Antonio Gasbarrini, il direttore del Dipartimento di Scienze della salute, della donna, del bambino e di sanità pubblica Eugenio Mercuri, il direttore del Reparto di pediatria Roberta Onesimo, la direttrice del Centro clinico Nemo area pediatrica Marika Pane, il direttore oncologia pediatrica Antonio Ruggiero e la responsabile del Reparto di neuropsichiatria Chiare Veredice.Nell’ ingresso dell’ospedale, i bambini incuriositi si sono avvicinati alla Befana che poi, accompagnata dai poliziotti, ha visitato i Reparti di pediatria e chirurgia pediatrica, Nemo pediatrico e neuropsichiatria infantile.Nei giorni scorsi, sempre a Roma, nei reparti dell’Ospedale San Camillo e dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani, si sono svolte iniziative analoghe, dove i piccoli pazienti hanno ricevuto la visita di alcuni agenti che hanno voluto donare loro giochi e dolciumi.
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I poliziotti della Squadra mobile di Teramo hanno arrestato una persona per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.All’interno dell’abitazione dell’uomo, gli investigatori hanno scoperto un vero e proprio magazzino della droga e sequestrato, complessivamente, più di 100 chilogrammi di stupefacenti di cui 70 di hashish, circa 30 di cocaina e oltre 3 di eroina.Le droghe sono state trovate in un locale adibito a rimessa per gli attrezzi e all’interno di due fusti interrati nel giardino di casa.Nel corso della perquisizione sono saltati fuori circa 30 chilogrammi di sostanza per il taglio degli stupefacenti, quattro bilancini di precisione, una macchina per il sottovuoto, una pressa idraulica e materiali per il confezionamento.
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Con la chiusura dell’anno 2025, la Polizia di Stato traccia il bilancio delle attività realizzate dalla Polizia ferroviaria e dagli Artificieri.Quest’ultimo, con i suoi 29 nuclei, incardinati presso le principali Questure e alcuni uffici della Polizia di frontiera, conta 129 artificieri altamente specializzati che operano secondo procedure condivise con le Forze Armate italiane, sulla base delle direttive del Dipartimento della pubblica sicurezza, e che collaborano anche con gli uffici investigativi, fornendo un prezioso supporto tecnico nei sequestri di materiale pericoloso per la tutela della sicurezza pubblica e la prevenzione di gravi rischi per la collettività.Nel corso del 2025, l’attività degli artificieri si è concretizzata in oltre 7.500 interventi su tutto il territorio nazionale, tra cui ispezioni e bonifiche dei luoghi interessati da manifestazioni pubbliche, congressi e altri grandi eventi, accompagnati da una capillare attività di contrasto alla commercializzazione illegale dei materiali esplosivi, svolta in concorso con gli uffici di Polizia amministrativa delle Questure, che ha consentito il sequestro di 27.500 kg di materie esplodenti.L’attività operativa è stata supportata dall’impiego di tecnologie avanzate, tra cui robot telecomandati, sistemi di ispezione radiografica portatile e dispositivi di protezione individuale di ultima generazione, sofisticate attrezzature che hanno consentito di ridurre significativamente i rischi per gli operatori e la collettività.Particolare attenzione è stata riservata anche alla formazione e all’addestramento del personale, con numerosi corsi di aggiornamento tecnico-operativo e simulazioni di alta complessità, indispensabili per mantenere elevati gli standard di sicurezza ed efficacia.Accanto all’attività operativa, nel 2025 è stata ulteriormente rafforzata l’azione di prevenzione e sensibilizzazione: gli Artificieri hanno partecipato, infatti, a oltre 230 incontri formativi presso istituti scolastici, nonché a molteplici eventi di prossimità, promuovendo la cultura della sicurezza e sensibilizzando i giovani sui rischi connessi all’uso improprio di materiale pirotecnico, sulle corrette modalità di utilizzo dei prodotti normativamente consentiti e sulle gravi conseguenze derivanti dalla manipolazione degli artifici illegali.Il bilancio di fine anno racconta il valore di un impegno quotidiano che ha contribuito a ridurre i rischi e a proteggere spazi di vita comune, rafforzando un legame concreto tra sicurezza e fiducia dei cittadini.Non da meno il bilancio per il 2025 della Polizia ferroviaria che conta 4.853.788 persone controllate (con un incremento pari al 7% rispetto al 2024), 14.076 indagati e 1.146 arrestati.In particolare, nel corso dell’anno sono state impiegate 42.924 pattuglie a bordo di 97.670 convogli, anche a tutela delle tratte interessate dal fenomeno del pendolarismo, spesso caratterizzate dai flussi di traffico più elevati.Allo scopo di contrastare in modo specifico furti e truffe ai danni dei viaggiatori, sia negli scali che sui treni, sono stati predisposti 8.526 servizi antiborseggio in abiti civili.Elevate oltre 10.577 contravvenzioni: 4.538 sanzioni sono quelle relative al regolamento di polizia ferroviaria e 1.491 al codice della strada. 45.842 i bagagli sottoposti a controllo, anche con l’uso di metal detector e 335 le ispezioni svolte presso i depositi bagagli.Numerosi anche i sequestri, tra cui 379 armi, 22 kg di hashish e 1,3 kg di cocaina.Ulteriore impulso all’attività di controllo del territorio è stato dato dal Piano Stazioni Sicure nelle stazioni di Roma Termini, Milano Centrale e Napoli Centrale, che ha potenziato i servizi di presidio e controllo degli scali e delle aree limitrofe alle stazioni: oltre 1.003.608 gli identificati (352.541 a Milano Centrale, 387.200 a Roma Termini e 263.867 a Napoli Centrale), 2.582 sono stati i denunciati (1.466 a Milano Centrale, 638 a Roma Termini e 478 a Napoli Centrale) mentre 533 sono le persone tratte in arresto (240 a Milano Centrale, 179 a Roma Termini…
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I poliziotti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica Sardegna e quelli del Centro nazionale per la pedopornografia online (Cncpo) di Roma, nel corso dell’operazione denominata “Domain expansion”, hanno arrestato una persona di Sassari e denunciato altre quattro, residenti nella stessa provincia e in quella di Cagliari, per il reato di detenzione di materiale pornografico realizzato mediante lo sfruttamento di minorenni.Tramite le indagini, alle quali hanno collaborato gli esperti dell’organizzazione no profit Child rescue coalition, gli investigatori della Polizia postale hanno localizzato gli utilizzatori degli account adoperati per condividere e scaricare immagini e video di pornografia minorile.Attraverso le cinque perquisizioni, all’interno di altrettante abitazioni, sono stati scoperti numerosi dispositivi informatici e sottoposti a sequestro vari supporti di memoria per un totale di oltre 21 terabyte di dati.Nel corso della ricerca dentro la casa dell’uomo arrestato, sono stati sequestrati quasi 2mila file pedopornografici. Leonardo Bruno
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Lo scoppio dei botti di Capodanno per festeggiare l’arrivo del 2026, anche quest’anno, ha provocato feriti gravi e, purtroppo, un evento mortale che si è registrato nella Capitale causato dall’esplosione di un petardo.Il dato complessivo relativo ai feriti si è assestato a 283, di cui 54 ricoverati. Sono stati invece 12, i ferimenti da colpi d'arma da fuoco.In relazione alla gravità delle lesioni riportate, 245 feriti hanno avuto una prognosi inferiore o uguale a 40 giorni. Per quanto riguarda i feriti gravi, con prognosi superiore a 40 giorni, sono stati 50. Infine tra i feriti, anche 68 minori.Durante il periodo del rilevamento che ha interessato l’intero mese di dicembre 2025, sono state denunciate 330 persone e ne sono state arrestate 45.Il materiale sequestrato invece, è il seguente: 306 strumenti lanciarazzi, 15 armi comuni da sparo, 8.721 munizioni, 3.135 chili di polvere da sparo, 57.251 chili di manufatti appartenenti alla IV e V categoria del Testo unico delle Leggi di Pubblica sicurezza (Tulps), 43.029 chili di manufatti recanti la marcatura "CE", 30.688 chili di prodotti comunque non riconosciuti e cioè non ricompresi nelle categorie Tulps o "CE" perché illegali, non correttamente etichettati, non conformi alle norme CE, non rispondenti ai decreti di riconoscimento e classificazione, abusivi o altro, 929.454 parti di articoli pirotecnici di varia natura, 776 capsule innescanti e 8 detonatori.Nella seguente tabella sono rappresentati i dati concernenti le attività di controllo svolte dalle Forze di Polizia nell’arco di tutto il mese di dicembre 2025 presso le fabbriche, i depositi, gli esercizi di minuta vendita con licenza di Pubblica sicurezza di esplosivi e senza licenza.In conclusione, anche quest’anno i dati riferibili alle numerose attività info investigative operate sul territorio, quali i controlli amministrativi, gli arresti e i sequestri, testimoniano come l’impegno prodotto dalle Forze di Polizia, abbia consentito di prevenire l’illecita immissione in commercio di grandi quantitativi di prodotti pirotecnici illegalmente detenuti e il conseguente contenimento degli eventi dannosi.
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Con l’avvicinarsi dei festeggiamenti per Capodanno non si ferma l’attività di contrasto alla vendita illegale di fuochi d’artificio effettuata dalla Polizia di Stato in tutta Italia.Per prevenire eventuali incidenti sono stati rafforzati i controlli degli esercizi commerciali così da evitare l’immissione sul mercato di prodotti pirotecnici illegali e privi della necessaria certificazione che potrebbero creare danni ai cittadini che inconsapevolmente li utilizzano.In particolare, in queste ore sono stati numerosi i sequestri di materiale esplodente in diverse province.A Catania, in particolare, i poliziotti delle Volanti hanno sequestrato una vera e propria bomba artigianale, la più grande finora rinvenuta dalla Polizia in Italia, del peso di 11,5Kg. L’ordigno era contenuto, insieme a quasi 250 chili di artifici pirotecnici illegali, in delle scatole trasportate da 3 uomini in un furgone, 2 dei quali in possesso della licenza di fuochino e titolari di una azienda di famiglia che produce fuochi d’artificio. Tutti e 3 sono stati arrestati e denunciati.Sempre a Catania, agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico nel corso di alcuni controlli hanno sorpreso due uomini che avevano improvvisato un banchetto in strada sul quale avevano esposto per la vendita articoli pirotecnici. Da successivi controlli, inoltre, i due sono stati trovati in possesso di alcune bombe carta, per cui sono stati tratti in arresto con l’accusa di detenzione e porto di ordigni rudimentali. Sempre in provincia di Catania i poliziotti del Nucleo artificieri hanno scoperto un vero e proprio deposito illegale di artifizi pirotecnici in un negozio di casalinghi a Trecastagni, rinvenendo in alcuni scatoloni 21 chili di botti custoditi senza alcuna precauzione, come anche nel comune di Misterbianco, dove in un esercizio commerciale gli agenti hanno trovato numerosi articoli pirotecnici in vendita senza la necessaria licenza. I titolari sono stati denunciati.A Legnano (Milano) i poliziotti del commissariato hanno sequestrato 250 chili di artifizi, di cui 33 di esplosivo, ad un 29enne che li deteneva in assenza delle regolari autorizzazioni, motivo per cui è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.Anche a Caserta i poliziotti del commissariato di Maddaloni hanno denunciato un uomo per i reati di detenzione illegale e commercio abusivo di materiali esplodenti dopo essere stato fermato mentre procedeva in auto a fari spenti, destando i sospetti degli agenti che hanno rinvenuto 25 chili di fuochi d’artificio per la cui vendita è necessaria una specifica licenza. All’uomo è stata anche ritirata la patente di guida a causa del trasporto di merci pericolose.A Crotone, i poliziotti delle Volanti, della Polizia amministrativa, degli artificieri e della Polizia scientifica, hanno rinvenuto e sequestrato in un esercizio commerciale del centro cittadino circa 400 chili di materiale esplodente, oltre a tabacco venduto illegalmente. L’attività si somma alle altre condotte nel capoluogo e in provincia durante le quali stati sequestrati complessivamente circa 1.000 chili di materiale pirotecnico e denunciate all’autorità giudiziaria 8 persone per i reati connessi.A Siracusa, invece, durante i controlli presso alcuni esercizi commerciali sono stati sequestrati oltre 1.500 kg di “botti”. In particolare, gli agenti delle Volanti hanno sequestrato 5mila petardi che erano nascosti in un casolare in disuso, mentre, a Lentini, i poliziotti del commissariato hanno invece rinvenuto 320 chilogrammi di botti in un garage di un 45enne che è stato denunciato per detenzione di materiale esplodente non autorizzato.A Torino, infine, un 28enne è stato arrestato nell'ambito dell'attività condotta dalla Divisione P.A.S. della Questura di Torino. I poliziotti avevano notato una fitta consegna di pacchi sospetti presso un’abitazione del Comune di Trofarello. Sul posto, hanno rinvenuto quasi 120kg di botti artigianali, per la maggioranza delle vere e proprie “bombe carta”, stipati in una cantina, il cui potenziale esplodente è…
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I poliziotti della Polizia stradale di Albano Laziale (Roma), della squadra di Polizia giudiziaria del compartimento Polizia stradale Lazio e Umbria e della sezione Polizia stradale di Roma, hanno arrestato nove persone residenti nella Capitale, nei comuni di Nettuno e Anzio della provincia e nel comune abruzzese di Giulianova (Teramo) per reati legati al riciclaggio di veicoli e denaro.Le indagini sono iniziate quando gli agenti della Stradale di Albano Laziale hanno seguito alcune persone indiziate di essere dei prestanome, in quanto acquistavano direttamente o tramite intermediari auto gravemente incidentate o non riparabili.Una volta ottenuti i documenti di queste macchine, gli indagati si impegnavano nella ricerca di auto rubate identiche o simili a quelle incidentate appena comprate.Sulle vetture rubate, la banda ripunzonava i numeri di telaio “genuini” relativi ai documenti in suo possesso e, dove possibile, applicava le relative targhe, oppure faceva reimmatricolare le automobili con nuove targhe.I veicoli, una volta ripuliti, venivano quindi rivenduti a terzi acquirenti, i quali li compravano in buona fede.Dall’analisi dei conti correnti degli arrestati, sono state scoperte movimentazioni per quasi un milione di euro.Nel corso dell’operazione denominata “Lilliput”, oltre alle nove persone arrestate, sette sono state denunciate perché coinvolte negli stessi reati. Le 34 auto sequestrate invece, sono state restituite ai proprietari.
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Sta per iniziare il conto alla rovescia per salutare il nuovo anno. Ricordiamo che i “botti di Capodanno”, se non utilizzati in modo consapevole e responsabile, possono essere molto pericolosi se non letali.Ecco i consigli degli artificieri della Polizia di Stato, per trascorrere le ultime ore che ci separano dal 2026 senza rischi: Acquistate, soltanto da rivenditori autorizzati, fuochi d’artificio con marchio CE ben esposto ed evitate i botti fai da te; Leggete attentamente le istruzioni riportate sulla confezione degli oggetti che acquistate; Accendete i fuochi d'artificio solo in condizioni di buona visibilità; Non accendeteli mai in presenza di vento; Accendeteli soltanto all’aperto, a distanza da bambini, abitazioni, alberi e lontano da altri oggetti facilmente infiammabili; Non lasciateli incustoditi; In caso di malfunzionamento, non provate a riaccenderli neppure a distanza di ore ma segnalate la presenza al Numero unico di emergenza 1-1-2 (Nue); Non raccogliete fuochi inesplosi o apparentemente integri perché il loro spostamento, sfregamento o urto potrebbe provocare un’esplosione improvvisa; Verificate se nel vostro Comune sia in atto un’ordinanza che ne vieta o regola l’utilizzo.Infine, è bene ricordare che, cani e gatti, sono estremamente sensibili alle luci e ai rumori intensi provocati dalle esplosioni, quindi i poliziotti del Reparto cinofili, raccomandano di non lasciarli in giardino o in luoghi potenzialmente esposti a questi rischi, di non abbandonarli a loro stessi e, qualora avessero paura, cercare di distrarli con il gioco. Se i nostri migliori amici a quattro zampe, dovessero restare soli in casa, è buona norma chiudere il più possibile le finestre, nascondere eventuali oggetti con cui potrebbero farsi del male e assicurarsi che non ci siano possibilità di fuga.Festeggiamo il Capodanno in allegria e sicurezza.
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Durante il Natale in molti raggiungono le proprie famiglie e i propri cari per trascorrere insieme un periodo di festa, ma sono anche tanti i cittadini e i turisti che affollano le città tra le vie illuminate e i caratteristici mercatini natalizi. È proprio in questi giorni che l’impegno delle donne e degli uomini della Polizia di Stato si intensifica per garantire che tutto si svolga in sicurezza.A loro si è rivolto oggi il capo della Polizia Vittorio Pisani che, in collegamento dalla Sala operativa della questura di Roma, ha ringraziato via radio i poliziotti in servizio nella Capitale alla Vigilia di Natale, anche per quanto fatto durante tutto l’anno Giubilare, facendo giungere loro, e idealmente a tutti i poliziotti italiani, il suo personale ringraziamento e gli auguri di buon Natale.Il prefetto Pisani, accompagnato dal questore di Roma Roberto Massucci e dal capo della segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza Diego Parente, nel suo messaggio radio ha sottolineato l'importanza di essere presente in questo giorno e nella questura di Roma per ringraziare tutti al termine di questo anno impegnativo sotto il profilo della gestione dell'ordine pubblico, superato con grande professionalità ed equilibrio.Il Capo della Polizia ha evidenziato come il lavoro svolto, in particolare nella Capitale durante grandi eventi come il funerale di Papa Francesco e l'intronizzazione di Papa Leone XIV, abbia dato lustro alla Polizia a livello mondiale."A voi che siete smontanti e che lavorerete questa notte, a voi che montate in servizio e che garantirete la sicurezza nel giorno di Natale, e alle vostre famiglie, rivolgo i miei più cari auguri di buon Natale".Le sue parole rappresentano un riconoscimento concreto del lavoro svolto quotidianamente dai poliziotti, spesso lontani dalle proprie famiglie, proprio durante le festività. È un segno di attenzione verso chi lavora sulle strade, nei commissariati, nei centri operativi e in tutti quei luoghi in cui la presenza dello Stato è fondamentale per assicurare serenità e sicurezza in un periodo particolarmente delicato.Gli auguri di Natale, quindi, diventano un momento di unità e condivisione, come accade in una grande famiglia. Ricordano a ogni operatore che il proprio impegno non è isolato, ma è parte di una missione condivisa: esserci sempre per garantire la sicurezza delle comunità.
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Il Natale è da sempre un simbolo di pace, gioia e solidarietà. Per la Polizia di Stato, questo periodo rappresenta un'occasione speciale per dare concretezza al motto "Esserci Sempre", trasformando l’impegno istituzionale in gesti di vicinanza verso chi vive momenti di fragilità. (Foto)In tutta Italia, le Questure e i Reparti della Polizia hanno dato vita a iniziative di solidarietà.A Bari e a Brindisi, ad esempio, i poliziotti hanno visitato i reparti pediatrici degli ospedali della città, trasformando le corsie d'ospedale in luoghi di festa e condivisione per i piccoli pazienti.A Vibo Valentia, la magia del Natale ha fatto tappa alla Fondazione Casa della Carità. In questa occasione speciale, i poliziotti della Questura sono stati accompagnati da un ospite d'eccezione: Babbo Natale in persona che con il sacco colmo di doni ha varcato la soglia del centro di riabilitazione estensiva della città per incontrare i piccoli ospiti della struttura.A Firenze presso l’ospedale Meyer, i poliziotti della Questura hanno consegnato doni in vista del Natale strappando tanti sorrisi anche alle loro famiglie e a al personale sanitario. Particolarmente apprezzato è stato l'elicottero di legno del Reparto Volo, che ha permesso ai piccoli di sognare di essere piloti per un giorno.A Torino gli agenti del Reparto Mobile e del Reparto prevenzione crimine Piemonte hanno fatto visita all’ospedale "Regina Margherita", portando un momento di luce e spensieratezza ai "piccoli guerrieri" che lottano contro la malattia.A Milano, la solidarietà è arrivata anche grazie alle unità cinofile: i cani Zeus e Barolo hanno rallegrato la giornata dei bambini ricoverati all'ospedale San Paolo, regalando loro momenti di gioco e distrazione invece a Bergamo i poliziotti hanno raccolto beni di prima necessità, come pasta, riso, olio, legumi, dolci e tanto altro alla Caritas di Bergamo.Questi gesti dimostrano che la missione della Polizia di Stato va oltre la sicurezza: si tratta di una presenza costante e affidabile, capace di manifestarsi attraverso la solidarietà a sostegno delle comunità, specialmente nei momenti di festa.
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I poliziotti della divisione Polizia amministrativa e sociale della questura di Lodi hanno ispezionato, a Sant’Angelo Lodigiano, un esercizio commerciale autorizzato a vendere fuochi d’artificio e articoli pirotecnici per intrattenimento e svago, per i quali non sono richieste da parte degli utilizzatori particolari competenze specialistiche.Nel corso del controllo, sono state riscontrate gravi irregolarità per quel che riguarda lo stoccaggio dei prodotti pirotecnici. Gli articoli, infatti, venivano conservati all’interno di un magazzino interrato tra prodotti di facile infiammabilità quali oli lubrificanti per auto, materiale elettrico, confezioni in carta e capi d’abbigliamento, senza il rispetto delle previste distanze di sicurezza.L’operatore commerciale è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per detenzione di materiale esplodente senza l’adozione delle necessarie tutele per l’incolumità pubblica mentre i circa 200 chilogrammi di merce, custoditi pericolosamente, sono stati sequestrati.
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La Polizia di Stato anche quest’anno augura buone feste con uno spot che ha come protagoniste le persone, di cui i poliziotti si prendono cura garantendone la sicurezza. Donne, anziani, uomini, bambini con in mano un addobbo natalizio della Polizia di Stato si susseguono nelle immagini a ritmo di musica: un’allegoria per dimostrare la vicinanza e l'impegno quotidiano al servizio di tutti cittadini. Sorrisi e abbracci sono il motivo conduttore del video augurale, che si conclude con uno sguardo al futuro: una bambina che, con l'aiuto di un poliziotto, riesce a raggiungere la cima dell’albero. Un gesto simbolico del essercisempre della Polizia di Stato, anche vicino alle nuove generazioni e al loro fianco per la legalità.
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L’aumento dei furti in abitazione messi a segno nella provincia di Verona nei mesi di novembre e dicembre ha spinto i poliziotti della Squadra mobile scaligera a predisporre numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento nei quartieri della città più colpiti dal fenomeno criminale.L’analisi delle dinamiche dei furti ha portato gli investigatori a evidenziare un modus operandi comune messo in atto in diversi colpi, arrivando a identificare quattro persone, di età compresa tra 25 e 28 anni, sottoposte a fermo di indiziato di delitto, accusate di essere responsabili di furti in abitazione.Nel corso dei servizi di prevenzione effettuati dagli agenti della Mobile, è stata individuata un’auto presente durante diversi furti e, indagando su questa, gli investigatori hanno fatto luce sull’attività di un gruppo criminale specializzato proprio in quel genere di reati e che utilizzava sempre la stessa tecnica.La banda operava in diversi quartieri, in orario pomeridiano o serale; dopo aver individuato l’abitazione da depredare, due componenti del gruppo rimanevano in auto a fare da palo, mentre gli altri due scendevano, muniti di strumenti atti all’effrazione, tra i quali anche un flessibile (apparecchio portatile utilizzato per il taglio di pietre o metalli mediante un disco di materiale abrasivo) contenuto in un borsone.I due ladri si arrampicavano e arrivavano sui balconi, sempre in contatto radio con i loro complici nell’auto, forzavano la porta finestra, utilizzando all’occorrenza anche il flessibile e, una volta entrati, mettevano a soqquadro l’appartamento alla ricerca di preziosi, oggetti di valore e denaro contante. Se trovavano una cassaforte la manomettevano con il flessibile. Tutta l’azione durava al massimo 15 minuti.Lo scorso 19 dicembre il gruppo criminale è stato fermato nel comune di Garda dopo aver messo a segno due furti in abitazione, in uno dei quali era stata asportata una cassaforte contenente monili d’oro e denaro contante.I quattro, tutti con precedenti penali per reati contro il patrimonio e due di loro anche per furti in abitazione, sono stati sottoposti a fermo. Nella loro auto gli agenti hanno trovato, oltre al provento dei due furti appena commessi (cassaforte, monili e denaro contante), numerosi arnesi atti allo scasso, un flessibile con sei dischi e tre radioline ricetrasmittenti.La successiva perquisizione presso la loro abitazione ha consentito ai poliziotti di trovare e sequestrare numerosi oggetti d’oro, denaro contante e altri oggetti di valore, probabilmente rubati e sui quali sono in corso accertamenti per individuarne i titolari.Alla luce di quanto emerso nel corso delle indagini, è possibile che il gruppo criminale abbia consumato numerosi altri furti nel territorio della provincia di Verona.
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Contattavano telefonicamente le vittime spacciandosi per appartenenti alle Forze dell'ordine e con l’inganno si facevano consegnare gioielli e denaro.Quattro persone sono state identificate e denunciate dai poliziotti della Squadra mobile di Aosta per esser ritenute responsabili di una serie di truffe aggravate.Il modus operandi dei quattro uomini, di età compresa tra i 20 e i 61 anni, era sempre lo stesso: al telefono riferivano alle vittime che un parente, spesso un nipote o un figlio o un fratello, fosse stato fermato per un incidente stradale e che per evitare l’arresto, sarebbe stato necessario pagare una somma di denaro a titolo di cauzione.Le vittime, cittadini tra i 30 e i 60 anni, spinte dall'ansia di aiutare i propri cari hanno ceduto al ricatto emotivo consegnando il denaroSecondo l’indagine, la somma sottratta in poco tempo ammonta a circa 83000mila euro che grazie alla tempestività degli investigatori di Aosta in parte è stata recuperata attraverso il sequestro preventivo dei beni agli indagati.Tale somma, circa 30 mila euro, verrà riconsegnata alle vittime del raggiro.Per evitare di cadere in queste trappole è fondamentale ricordare poche e semplici regole: le Forze dell’ordine non chiedono mai soldi, bonifici o dati bancari; le notizie riguardanti incidenti o provvedimenti giudiziari non vengono mai anticipate al telefono, ma comunicate di persona e se si riceve una chiamata sospetta, riattaccare subito e chiamare il Numero Unico di Emergenza 112 per verificare la veridicità dei fatti.Se si pensa di esser stati truffati, contattare immediatamente la propria banca per bloccare i pagamenti e sporgere una denuncia.
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È stato fermato dai poliziotti del commissariato di Desenzano del Garda (Brescia) l’uomo accusato di essere l’autore dell’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni ucciso a coltellate il 5 gennaio in un parcheggio nei pressi della stazione ferroviaria di Bologna.L’uomo, 37 anni, è stato identificato grazie alle indagini avviate subito dopo l’omicidio dagli investigatori della Polizia di Stato di Bologna che hanno analizzato le immagini dei numerosi impianti di videosorveglianza installati nell’area della stazione.In particolare, gli investigatori hanno potuto osservare che al suo arrivo in stazione la vittima era stata seguita per diverso tempo e, apparentemente, senza motivo, dall’uomo che è stato arrestato.
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Quattro pistole e più di mille munizioni sono questi i risultati dell’operazione eseguita oggi dai poliziotti della questura di Palermo nel quartiere Zen.Circa 100 tra investigatori della Squadra mobile e del commissariato San Lorenzo, agenti della Scientifica e dei Reparti prevenzione crimine, mobile, e cinofili hanno effettuato numerose perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi, munizioni ed esplosivi lungo le vie della zona.Nel corso dei posti di controllo e blocco sono state identificate 100 persone, controllate 61 macchine, contestati oltre mille euro per violazioni al codice della strada.Un mezzo è stato sottoposto a sequestro amministrativo e un altro a fermo amministrativo, due carte di circolazione sono state ritirate.Una moto di grossa cilindrata, precedentemente rubata, è stata riconsegnata al legittimo proprietario.Sono state 16 infine, le dosi di cocaina scoperte e sequestrate, insieme a un bilancino di precisione, a carico di ignoti.
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In Brasile deve scontare una condanna a 20 anni di reclusione inflitta dal Tribunale penale di san Paolo per il reato di stupro di persone vulnerabili, consumato nel suo paese d’origine, l’uomo arrestato a fine anno dai poliziotti della Squadra mobile di Torino.Dopo la richiesta dell’Autorità giudiziaria brasiliana giunta al Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, gli agenti torinesi, coordinati dal Servizio centrale operativo, nell’ambito del progetto “Wanted”, hanno portato avanti una attività di indagine fatta di pedinamenti e appostamenti.Una volta avuta la certezza dell’identità del latitante, gli investigatori hanno tratto in arresto il 41enne accusato di violenza sessuale su minori, avvenute tra il 2012 e il 2018 tra le mura domestiche comuni ad alcuni suoi parenti che, in virtù del loro stretto rapporto familiare, gli avevano affidato in più occasioni le bambine.Mentre l’Autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto, il latitante è ora detenuto nel carcere di Ivrea dove è in attesa della procedura di estradizione per il Brasile. Alessio Evangelista
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La Polizia stradale ha divulgato il consuntivo delle attività svolte nel 2025.Nell’anno appena trascorso sono state impiegate per il controllo di strade e autostrade 423.328 pattuglie che hanno controllato 2.014.439 persone e contestato 1.602.794 infrazioni.Le violazioni accertate per eccesso di velocità sono state 462.312. Sono state ritirate 63.537 patenti di guida e 41.788 carte di circolazione. Sono stati infine decurtati 2.794.271 punti patente.I conducenti controllati con etilometri e precursori sono stati 821.444, di cui 11.126 sanzionati per guida in stato di ebbrezza alcolica mentre quelli denunciati per guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti sono stati 1.469.Nelle 180 tratte autostradali, pari a 1.800 chilometri, la Polizia stradale controlla la velocità media attraverso il “tutor” e, dal 1° gennaio al 31 dicembre, ha rilevato 362.792 infrazioni per superamento dei limiti di velocità.Sono proseguiti i controlli nel settore del trasporto professionale che ha portato al controllo di 334.439 veicoli pesanti, accertando 490.972 infrazioni.Particolarmente efficace è stata anche l’attività di Polizia giudiziaria che ha consentito di assicurare alla giustizia complessivamente 16.823 persone di cui 735 arrestate e 16.088 denunciate in stato di libertà. Oltre 2.800 chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrate.Gli esercizi pubblici controllati sono stati 4.644 di cui 1.496 autofficine, 1.078 autorivendite, 252 autoscuole, 450 carrozzerie, 406 agenzie di pratiche automobilistiche, 92 autodemolizioni e 870 altri esercizi. 1.933 sono state le infrazioni rilevate di cui 1.632 per le quali è prevista una sanzione amministrativa e 301 di rilevanza penale.La Polizia stradale, inoltre, ha contribuito, con personale specializzato, alle attività di contrasto al fenomeno dello sversamento illecito dei rifiuti nella “terra dei fuochi” tra le province di Napoli e Caserta.Nel corso dell’anno appena trascorso le attività operative, con l’impiego di 907 pattuglie, hanno permesso di sottoporre a controllo complessivamente 3.522 veicoli adibiti al trasporto di rifiuti, accertando 3.830 infrazioni per un importo delle sanzioni pari a 2.292.533,54 euro.Risultati positivi anche sul piano della cooperazione con altri Stati. È stata consolidata la cooperazione per lo svolgimento di pattugliamenti congiunti in ambito transfrontaliero con la Svizzera e la Slovenia.A tal riguardo nel corso del 2025 si sono svolti 45 servizi congiunti in Svizzera, di cui 24 nel Cantone Ticino, 12 nel Cantone dei Grigioni e 9 nel Cantone Vallese che hanno portato al controllo di 758 veicoli, 1023 persone e alla rilevazione di 209 infrazioni al codice della strada.Inoltre, nell’ambito della cooperazione con le autorità slovene sono stati effettuati 13 servizi congiunti finalizzati al controllo dei veicoli trasportanti merci e passeggeri, e alla verifica dello stato psico-fisico dei conducenti, nell’ambito dei quali sono stati controllati 416 veicoli e rilevate 189 infrazioni al codice della strada.Di particolare rilievo la collaborazione con l’Autorità europea del lavoro (Ela), nel cui ambito, sono state effettuate 3 operazioni congiunte rispettivamente a Tarvisio (Udine), a Vilnius (Lituania) e a Milano, finalizzate al controllo del traffico commerciale, che hanno visto la partecipazione oltre che delle Autorità di Polizia, delle Autorità dei trasporti e delle Autorità del lavoro di Austria, Belgio, Croazia, Francia, Lituania e Slovenia. Nell’ambito di queste operazioni, sono stati controllati 112 veicoli e rilevate 155 infrazioni al codice della strada.Con l’operazione “JAD Mobile 8”, promossa dall’agenzia europea Frontex, con la partecipazione delle principali Forze di Polizia europee, oltre a Europol e Interpol, è stata realizzata una massiva attività di Polizia in contemporanea in 17 Paesi dell’Unione europea e nel territorio di altri 8 stati terzi partecipanti, per il contrasto al fenomeno del riciclaggio dei veicoli e al traffico di stupefacenti.I controlli sono stati estesi anche a diversi esercizi…
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I poliziotti della questura di Messina hanno eseguito un decreto di sequestro patrimoniale emesso, ai sensi del codice antimafia, dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Messina, su proposta congiunta del procuratore della Repubblica e del questore di Messina, riguardante beni immobili, per un valore complessivamente stimato di quasi un milione di euro, riconducibili a due fratelli di Oliveri (Messina), uno dei quali, fino al recente passato, dirigente dell’Ufficio tecnico dello stesso comune, l’altro, ingegnere e libero professionista.Tramite le indagini, gli investigatori della Divisione anticrimine di Messina, hanno ricostruito i modi in cui i due arricchivano il proprio patrimonio. In particolare, l’uomo che ricopriva la funzione di responsabile dell’area tecnica, abusando dei poteri correlati all’incarico, nell’arco temporale dal 2000 al 2012, in cambio di benefici di vario genere, ha rafforzato l’operatività del clan di Cosa nostra dei “barcellonesi”, attivo soprattutto nel settore degli appalti pubblici.L’ex dirigente è stato giudicato in via definitiva, responsabile del reato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, in quanto sfruttando la posizione pubblica rivestita ha agevolato la Mafia, truccando sistematicamente le gare d’appalto e al tempo stesso, segnalando ai referenti del clan, ai quali era asservito, i nomi degli imprenditori aggiudicatari di lavori pubblici, da sottoporre a estorsione.L’altro uomo, ingegnere e libero professionista, obbligava diverse persone, interessate ad avviare operazioni di lottizzazioni o in generale di costruzione di complessi immobiliari, a affidargli la progettazione delle opere, prospettando, in caso contrario, che il fratello responsabile del Comune, li avrebbe ostacolati nella fase di approvazione dei relativi lavori.L’ingegnere avrebbe indicato ai committenti anche le ditte che, per la realizzazione delle opere, avrebbero dovuto fornire i materiali.Attraverso le indagini, gli agenti hanno scoperto che il professionista sarebbe stato socio occulto di due società fra di loro collegate, entrambe in liquidazione, che avrebbero conseguito illeciti profitti, per effetto dell’attività edilizia realizzata nel territorio del comune di Oliveri, in forza di provvedimenti autorizzatori illegittimi, in quanto contrastanti con gli strumenti urbanistici.Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca riguarda sei immobili, ritenuti fittiziamente intestati ad altri congiunti, il cui acquisto viene considerato sproporzionato rispetto alle capacità reddituale e patrimoniale degli intestatari.
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Capodanno è spesso il momento in cui si tirano le somme e si effettuano i bilanci del lavoro svolto durante l’anno appena terminato. Un’occasione anche per ringraziare le donne e gli uomini della Polizia di Stato che, per 12 mesi, hanno contribuito a garantire la sicurezza e la tranquillità dei cittadini.Per far giungere a tutti loro il suo personale “Grazie”, questa mattina, il capo della Polizia Vittorio Pisani si è videocollegato, dalla Sala operativa della questura di Napoli, con le altre 105 Questure italiane, i Compartimenti della Polizia stradale e ferroviaria, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della Polizia postale e gli Ispettorati di Pubblica sicurezza.Nel suo messaggio augurale il Capo della Polizia ha espresso il suo sentito ringraziamento ai tanti poliziotti che hanno garantito la sicurezza nelle città durante la notte di Capodanno e che lo faranno anche in questo primo di gennaio, portando loro anche i ringraziamenti del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.Il prefetto Pisani ha inoltre manifestato la sua vicinanza ai questori di Roma e Torino, città fortemente impegnate durante la notte appena trascorsa, in particolare il capoluogo piemontese dove durante una manifestazione sono stati feriti alcuni carabinieri. Anche a loro ha voluto far giungere il suo "Grazie".Il Capo della Polizia ha ricordato, poi, il grande impegno derivante dalle olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, che vedrà l'intera Polizia di Stato in prima linea per garantire la sicurezza in varie località, esprimendo un saluto e ringraziamento ai questori di Belluno, Sondrio e Milano che saranno maggiormente coinvolti dall'organizzazione degli eventi olimpici.Infine, il prefetto Pisani ha inviato ai questori e ai dirigenti videocollegati gli auguri di buon anno e, per loro tramite, a tutti i poliziotti italiani e alle loro famiglie.La scelta della Sala operativa come luogo da cui collegarsi sottolinea l’importanza di un ufficio che rappresenta il cuore pulsante dell’attività di Polizia, sempre attivo, anche nei giorni di festa come il Capodanno. Da qui, infatti, vengono coordinati gli interventi di chi è in strada a contatto con la comunità, ogni giorno dell’anno.Il saluto di inizio anno del Capo della Polizia è, inoltre, l’occasione per rafforzare il senso di appartenenza alla grande famiglia della Polizia di Stato e ricordare a tutti i poliziotti quanto siano importanti la collaborazione e la presenza costante sul territorio per rinnovare e cementare il legame di fiducia con i cittadini.
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Sono tutti minorenni i sei attivisti che nei mesi scorsi, durante alcune manifestazioni, si sono resi responsabili di episodi di violenza, per i quali, oggi, sono stati colpiti da un provvedimento cautelare di permanenza in casa eseguito dai poliziotti della Digos di Torino.I ragazzi, di età compresa tra i 16 e i 17 anni, sono indagati a vario titolo di resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale e nei loro confronti, inoltre, gli agenti hanno eseguito perquisizioni domiciliari inerenti ad altri episodi criminosi come l’occupazione di binari alle stazioni ferroviarie di Porta nuova e Porta Susa, e l’irruzione all’interno della sede del giornale “La Stampa” avvenuta il 29 novembre scorso.In particolare, a rendere necessari i provvedimenti sono stati due episodi: il primo, a fine ottobre, all’esterno di un liceo del capoluogo, quando una decina di studenti, tutti aderenti al “Kollettivo Einstein” ha interrotto un volantinaggio organizzato da “Gioventù nazionale Torino sezione D’Annunzio”.L’azione di disturbo ha reso necessario l’intervento dei poliziotti della Digos che, aggrediti con calci e spinte, hanno fermato uno degli attivisti e, successivamente, mentre tentavano di trasportarlo in Questura sono stati presi di mira da alcuni dei destinatari della misura cautelare, rendendo necessario l’intervento degli agenti del Reparto mobile per ristabilire l’ordine, con un bilancio finale di tre poliziotti feriti.L’altro episodio incriminato risale a metà novembre, quando al termine del corteo promosso per il “No Meloni day” i manifestanti hanno fatto irruzione all’interno della sede della Città metropolitana di Torino.In tale circostanza gli aggressori hanno fronteggiato i poliziotti con lancio di oggetti, tra cui un estintore poco prima svuotato contro gli agenti che gli impedivano l’accesso alla sede istituzionale.Proprio in seguito a quell’occasione era già stato effettuato l’arresto in flagranza differita di uno dei manifestanti maggiorenne. Alessio Evangelista
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Prendevano gioielli, pietre preziose e orologi di ingente valore, tutti oggetti provenienti da furti per poi rivenderli in Italia e all’estero, è questa l’accusa per le quattro persone arrestate dai poliziotti della Squadra mobile di Milano.Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati tre orologi di pregio, una bilancia di precisione per la pesatura di metalli preziosi, numerosi dispositivi elettronici, quattro auto di lusso, 900 grammi di gioielli e circa 6mila euro in contanti.Gli indagati erano i principali referenti degli autori di una lunga serie di colpi in abitazione, commessi nell’arco di sei mesi a Milano e nelle province vicine, che gli investigatori avevano già bloccato in una precedente operazione dove era stata recuperata della refurtiva per un valore stimato di circa un milione di euro. Leonardo Bruno
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Al termine dell’operazione “Domino”, nove persone sono state arrestate dai poliziotti della Digos in raccordo con la Direzione centrale della Polizia di prevenzione e dai militari della Guardia di finanza di Genova perché accusate di fare parte e di avere finanziato, attraverso delle associazioni benefiche di solidarietà col popolo palestinese, l’organizzazione terroristica Hamas, il movimento della resistenza islamica.L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo (Dda) di Genova, ha preso il via subito dopo l’attacco terroristico attribuito ad Hamas compiuto il 7 ottobre 2023, grazie ad impulso della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, partendo dall’analisi di una serie di segnalazioni per operazioni finanziarie sospette individuate prima del 7 ottobre 2023, riguardanti alcuni degli indagati.Gli indagati sono accusati in particolare di aver effettuato operazioni di finanziamento che si ritiene abbiano contribuito alle attività terroristiche, per un ammontare di circa sette milioni di euro.Tra gli arrestati, definiti dagli investigatori membri del comparto estero dell'organizzazione terroristica Hamas, anche il leader della cellula italiana terroristica, nonché i referenti e i componenti di alcune filiali presenti sul territorio italiano.Altri tre indagati sono accusati di concorso esterno dell’associazione con finalità di terrorismo.Oltre all'esecuzione delle misure cautelari, è stato effettuato anche il sequestro di beni per un valore complessivo di circa otto milioni di euro.L’attività investigativa, nata dall’analisi di segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, si è sviluppata grazie a scambi informativi anche con le autorità dei Paesi Bassi e di altri Paesi dell’Unione europea (svoltisi anche nell’ambito di riunioni organizzate da Eurojust).L’indagine ha svelato un complesso sistema di raccolta fondi effettuato attraverso associazioni benefiche e di solidarietà col popolo palestinese, con sede a Genova e filiali a Milano.Gli indagati raccoglievano donazioni destinate alla popolazione civile di Gaza, tuttavia, è emerso che oltre il 71 per cento di questi fondi veniva dirottato nelle casse di Hamas per finanziare l’ala militare, il sostentamento dei familiari di attentatori suicidi o detenuti per terrorismo.È stato accertato che alcuni indagati avevano legami con persone residenti in Turchia che fungevano da ponte per il trasferimento dei contanti verso Gaza.Alla Jihad e ai relativi ruoli e compiti degli indagati fanno apertamente riferimento anche alcune conversazioni intercettate nelle quali si esprimeva il compiacimento per le violenze commesse negli attentati, mentre il rinvenimento di documenti nei server degli indagati mostra l'addestramento militare di studenti e la celebrazione del "martirio". Dalle stesse intercettazioni si percepisce l’esistenza di una estesa rete organizzata a livello internazionale di soggetti/istituzioni impegnati nella raccolta fondi, apparentemente da destinare a scopi benefici e a sostegno della popolazione e della causa palestinesi.Uno dei documenti rinvenuti illustra le attività “da’wa” (l’invito al reclutamento di nuovi attivisti del movimento) che vanno da quelle educative svolte nel settore studentesco a quelle legate al settore militare e all’educazione sullo status di martiri e prigionieri.
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I poliziotti della Squadra mobile di Como al termine di un’indagine hanno arrestato due persone, un uomo e una donna, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio ritenuti responsabili di almeno 14 furti in abitazione avvenuti solo in questo mese tra Como e la provincia; i due sono inoltre responsabili di una tentata rapina impropria avvenuta durante un furto in abitazione in centro città. In particolare, l’indagine è partita da una serie di furti commessi o tentati dai due indagati in un quartiere di Milano e gli investigatori hanno accertato che gli stessi si muovevano su autovetture a noleggio e utilizzando per le comunicazioni durante gli eventi delittuosi delle radio ricetrasmittenti. Gli obiettivi da depredare erano scelti con cura effettuando diversi passaggi nei pressi delle abitazioni precedentemente individuate, per la maggior parte condomini nelle zone periferiche di Milano ma anche case singole di Como e provincia.Una volta deciso l’obiettivo l’uomo scendeva dal veicolo e accedeva agli appartamenti scardinando porte e finestre mentre la donna attendeva in auto per garantire una via di fuga sicura e veloce. Si è inoltre riscontrata una particolare determinazione della banda che entrava nelle abitazioni anche in presenza dei proprietari. L’arresto è stato effettuato nell’abitazione utilizzata come loro base operativa a Milano e nel corso delle perquisizioni sono stati trovati molti oggetti provenienti dai furti come denaro contante, oro, monete, orologi di lusso, borse firmate e altro materiale.I due indagati avevano, inoltre, disponibilità di attrezzi da scasso per scardinare le abitazioni da colpire. L’uomo è finito in carcere mentre la donna è stata messo agli arresti domiciliari.
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I poliziotti della Squadra mobile di Pistoia e del commissariato di Montecatini hanno individuato cinque persone che, nella serata del 21 dicembre scorso, avevano ferocemente aggredito, con mazze e coltelli, un uomo nel centro storico della cittadina pistoiese.Attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza della zona, sia pubbliche che private, gli investigatori hanno identificato i primi tre aggressori. Gli altri due uomini invece, sono stati individuati, grazie all’intuizione di un agente della sottosezione della Polizia stradale di Montecatini. Il poliziotto infatti, si è insospettito per l’acquisto di coltelli, mazze, passamontagna e martelli da parte degli altri due ricercati e ha fornito la targa della macchina nella quale viaggiavano ai colleghi che indagavano.Nel corso delle perquisizioni, sono stati trovati i capi indossati al momento dell’aggressione, alcuni ancora intrisi di sangue e gli strumenti offensivi utilizzati.Tutti i responsabili sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto e accompagnati nel carcere di Pistoia.
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È accusato di violenza sessuale commessa ai danni di un 14enne, l’uomo di 63 anni di Partinico (Palermo), arrestato dai poliziotti del commissariato di Taormina (Messina).Attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, iniziate a seguito di una segnalazione proveniente dalle autorità scolastiche, gli investigatori hanno scoperto che, l’indagato, approfittava dei momenti in cui il minore gli veniva affidato, per costringerlo a compiere e subire atti sessuali, all’interno della sua macchina oppure nel garage.Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Messina, al termine delle indagini, ha disposto che l’uomo venisse recluso nella casa circondariale messinese.
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È stato trovato in possesso di 54 chili di bulbi di papavero, da cui si ricava l’oppio, e per questo è stato arrestato in flagranza di reato.L’uomo era alla guida di un’auto fermata dai poliziotti del commissariato di Aprilia (Latina) sulla strada statale 148 Pontina mentre, proveniente da Nord, procedeva a velocità sostenuta verso Sud.Il carico, raccolto in 13 balle di plastica di colore blu, era molto voluminoso, tanto da essere visibile dall’esterno e attirare subito l’attenzione degli agenti.Alla richiesta di cosa trasportasse, il conducente dell’auto ha parlato genericamente di oggetti destinati alla propria abitazione, ma la scusa non ha retto ad una verifica più approfondita del carico.Nelle balle c’erano numerosi bulbi essiccati di papavero e circa 24 grammi di una sostanza resinosa grezza, risultata poi essere la cosiddetta “paglia di papavero” (insieme dei residui secchi del papavero da oppio, noti per le loro proprietà sedative), classificata come stupefacente dalla normativa vigente.Trovati nell’auto anche 11.500 euro in contanti, di cui l’uomo non ha saputo fornire giustificazione.
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La Polizia di Stato porta la magia del Natale e la solidarietà negli ospedali di Roma. Con il volo di Babbo Natale al Policlinico Umberto I di Roma i poliziotti dei Nocs (Nucleo operativo centrale di sicurezza) si sono trasformati in tanti Babbo Natale che con audacia ed emozione si sono calati dal tetto dell’ospedale, scivolando lungo la facciata e regalando un’esperienza indimenticabile ai bambini del reparto oncologico pediatrico. Una discesa acrobatica che ha lasciato senza fiato piccoli, genitori e medici, trasformando una grigia mattina di ricovero ospedaliero in una fiaba e poi, il momento più dolce con l'ingresso in corsia per distribuire giochi, colori e, soprattutto, quel calore umano che vale più di mille regali.La solidarietà ha raggiunto anche altri ospedali della Capitale: al San Giovanni Addolorata e all’Istituto nazionale tumori Regina Elena i poliziotti della Postale hanno portato prodotti di bellezza ai pazienti ricoverati mentre alla comunità di Sant’Egidio, sono stati consegnati sacchi pieni di dolci e donati tanti sorrisi agli ospiti della comunità.Il Natale non è solo sicurezza, ma è anche solidarietà e con le sue iniziative, la Polizia di Stato, riafferma il valore dell'esserci sempre, portando sostegno e vicinanza proprio a chi ne ha più bisogno.
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In diverse province italiane i poliziotti delle Squadre mobili coordinati dal Servizio centrale operativo hanno concluso una vasta operazione di controllo finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e dei reati di criminalità diffusa connessi a tale attività criminale legati alla cosiddetta "mala-movida" e ai regolamenti di conti.A termine dell’attività investigativa, supportata dai Reparti prevenzione crimine sono state identificate 95.164 persone (tra cui oltre 10mila minori e 16mila cittadini stranieri); arrestate 384 persone, di cui 166 stranieri e 6 minorenni, e indagate in stato di libertà 655 persone, di cui 256 stranieri e 39 minorenni, soprattutto per reati contro la persona e il patrimonio nonché per spaccio di sostanze stupefacenti e porto illegale di armi.Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 35 chili di cocaina, 1.370 di cannabinoidi e 1 chilo di eroina; inoltre, sono state sequestrate 41 armi da fuoco e 80 armi bianche nonché oltre 300mila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.Elevate 565 sanzioni amministrative, la maggior parte delle quali, per uso di sostanze stupefacenti e somministrazione illegale di bevande alcoliche.Gli investigatori inoltre hanno individuato diversi profili social sui quali sono in corso verifiche sui contenuti, apparentemente riconducibili ai fenomeni criminali in questione e per l’eventuale segnalazione alle competenti Autorità giudiziarie ai fini dell’oscuramento.Nel medesimo ambito, sono stati anche svolti mirati controlli per verificare l’applicazione del nuovo quadro normativo inerente anche alla vendita di prodotti a base di canapa nei cannabis shop.I controlli specifici hanno consentito di controllare 312 negozi in tutta Italia; sequestrare 5 cannabis shop in tre diverse città, arrestare 3 persone e denunciarne 141 tra i titolari o gestori di cannabis shop e sequestrare 296 chili di cannabinoidi risultati, dalle prime analisi, avere le caratteristiche di stupefacenti.
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