In questo modo, da gran peccatore quale era, divenne un grande santo.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Concedi a questa tua famiglia, o Padre,
di celebrare con fede
i misteri della passione del tuo Figlio
per gustare la dolcezza del tuo perdono.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
************** «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato,
e Dio è stato glorificato in lui». (Gv 13,31)
In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
LUNEDÌ 30 MARZO 2026
LUNEDÌ DELLA SETTIMANA SANTA
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«Signore, accusa chi mi accusa, combatti chi mi combatte.
Afferra scudo e corazza e sorgi in mio aiuto,
Signore mio Dio, forza che mi salva». (Sal 34,1-2; Sal 139,8)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 12,1-11).
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Origene [(ca 185-253) sacerdote e teologo], Commento sul Cantico dei Cantici, II,9; SC 375
«Tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento»
La sposa del Cantico di Cantici dice: «Il mio nardo spande il suo profumo» (1,12)...; ma si può anche leggere «il Suo profumo»... La sposa si è avvicinata allo Sposo, l'ha unto con i suoi unguenti, e sorprendentemente, è come se il nardo non avesse sparso odore prima, finché era nelle mani della sposa, ma soltanto quando entra in contatto col corpo dello Sposo, per cui è meno probabile che questi abbia preso l'odore dal nardo, che non il nardo da lui...
Presentiamo qui la sposa Chiesa nella persona di Maria: si dice che ella porta una libbra di nardo di grande valore, unge i piedi di Gesù, li asciuga coi suoi capelli, e riceve in qualche modo per se stessa, attraverso la sua capigliatura, un profumo impregnato della qualità e potenza del corpo di Gesù... Ella si cosparge la testa di un profumo squisito che viene meno dal nardo che da Cristo, e dice (con la sposa): «Il mio nardo, versato sul corpo di Cristo, mi ha portato in cambio il Suo profumo»...
«E tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento». Ciò indica sicuramente che il profumo della dottrina che proviene da Cristo ed il dolce profumo dello Spirito Santo hanno riempito tutta la casa del mondo, o la casa di tutta la Chiesa. O almeno, hanno riempito tutta la casa di quell'anima che ha ricevuto di condividere il profumo di Cristo, dopo avergli offerto il dono della sua fede come nardo puro, e ricevendo in cambio la grazia dello Spirito Santo ed il dolce profumo della dottrina spirituale..., per poter dire anch'ella: «Noi siamo dinanzi a Dio il profumo di Cristo» (2 Cor 2,15). Perché quel nardo è stato riempito di fede e di un amore preziosissimo, perciò Gesù le rende questa testimonianza: «Ella ha compiuto verso di me un'opera buona» (Mc 14,6).
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Guarda, Dio onnipotente,
l’umanità sfinita per la sua debolezza mortale,
e fa’ che riprenda vita per la passione del tuo unigenito Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
************** «Maria di Betania prese trecento grammi
di profumo di puro nardo, assai prezioso,
ne cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli». (Cf. Gv 12,3)
«Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome». (Fil 2,8-9)
«I capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: “Che cosa facciamo?” […] Uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: “Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!”». (Cf. Gv 11,45-56)
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Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.
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«Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono e producono frutto con perseveranza».
(Cf. Lc 8,15) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
MERCOLEDÌ 04 MARZO 2026
MERCOLEDÌ DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Non abbandonarmi, Signore, mio Dio,
da me non stare lontano;
vieni presto in mio aiuto,
o Signore, mia salvezza». (Sal 37,22-23)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
«Lo condanneranno a morte. »
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,17-28).
In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Risponde Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse ei capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Sant'Agostino [(354-430)
vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa],
Esposizioni sui salmi, Sal 126 (Nuova Biblioteca Agostiniana)
"Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato" (Lc 18,14)
«Vano è per voi levarvi prima della luce» dice un salmo (127,2). Tali erano i figli di Zebedeo, i quali, prima di umiliarsi conformandosi alla passione del Signore, già si sceglievano il posto dove sedersi: uno alla sua destra, l'altro alla sua sinistra. Volevano «levarsi prima della luce»... Così anche Pietro. Si levò prima della luce quando osò dare al Signore il suggerimento di non patire per noi. Gesù aveva parlato della sua passione, causa della nostra salvezza, e delle umiliazioni che l'avrebbero accompagnata: difatti egli patì e fu umiliato. Ascoltando le parole con cui il Signore prediceva la sua prossima passione, Pietro restò esterrefatto, tanto più che poco prima l'aveva definito Figlio di Dio. Temette che avesse davvero a morire e gli disse: «Lungi da te questo, Signore! Sia a te propizio Iddio! Non ti accadrà una cosa del genere» (cfr Mt 16,22). Voleva levarsi prima della luce e dare suggerimenti alla luce. Ma cosa fece il Signore? Lo costrinse a levarsi dopo la luce. «Va' dietro a me»... «Va' dietro a me, in modo che io preceda e tu segua. Passa per la strada dove son passato io; non pretendere di guidarmi là dove tu saresti contento d'andare»...
Con che senno volete dunque essere esaltati prima della luce, o figli di Zebedeo? Ci sia lecito parlare così e servirci del loro nome: tanto essi non si adireranno contro di noi! Inoltre, se queste cose sono state scritte di loro, è perché gli altri evitassero la superbia della quale essi furono rimproverati. Con che criterio, quindi, volete levarvi prima della luce? È vano per voi. Volete essere glorificati prima di subire le umiliazioni? Ma lo stesso vostro Signore, lui che è la vostra luce, per essere esaltato fu prima umiliato! Ascoltate cosa dice Paolo. «Pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; ... umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
«Chi si esalta sarà umiliato
e chi si umilia sarà esaltato». (Cf. Mt 23,12)
«Siate misericordiosi,
come è misericordioso il Padre vostro»,
dice il Signore. (Lc 6,36)
«Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
“Questi è il mio Figlio, l'amato: ascoltatelo!"». (Cf. Mc 9,7)
«Siate perfetti
come è perfetto il Padre vostro celeste», dice il Signore». (Mt 5,48)
«Se un tuo fratello ha qualcosa contro di te,
va’ prima a riconciliarti con lui». (Cf. Mt 5,23-24)
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». (Cf. Mt 7,7-12)
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«Come Giona fu un segno per quelli di Nìnive,
così il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione». (Lc 11,30)
«Maria di Betania prese trecento grammi
di profumo di puro nardo, assai prezioso,
ne cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli». (Cf. Gv 12,3)
In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
DOMENICA 29 MARZO 2026
DOMENICA DELLE PALME: PASSIONE DEL SIGNORE - ANNO A
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«Osanna al Figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore,
il re d’Israele!
Osanna nell’alto dei cieli!» (Cf. Mt 21,9)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
La passione del Signore
✠ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco
(Mc 14,1 – 15,47).
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.
Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».
Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
MEDITAZIONE
San Bonaventura [(1221-1274) francescano, dottore della Chiesa], L’Albero della vita
Ecco il nostro Re
Il buon Gesù, sorgente di ogni misericordia, per testimoniare la dolcezza della sua infinita bontà non una volta ha pianto sulla nostra miseria, ma molte volte. Una prima volta su Lazzaro, poi sulla città: sulla croce, i suoi occhi misericordiosi sparsero torrenti di lacrime per espiare tutti i peccati. (…) O cuore duro, (…) guarda il tuo medico in lacrime e “Fa’ lutto come per un figlio unico” (Ger 6,26). (…) Dopo la risurrezione di Lazzaro, dopo che il vaso di profumo fu sparso sulla testa di Gesù, e dopo che la fama di Gesù si diffuse nel popolo, egli, prevedendo la folla venire da lui, salì su un asino, per dare un esempio mirabile d’umiltà in mezzo agli applausi del popolo accorso. Ma mentre la gente tagliava rami e stendeva abiti lungo il percorso e intonava canti di lode, lui non dimenticava la loro miseria e cominciava il lamento sulla distruzione della loro città. Alzati, dunque, serva del Salvatore, per contemplare, come una delle figlie di Gerusalemme, “il tuo re Salomone” (Ct 3,11) negli onori che gli rende con venerazione sua Madre la Sinagoga, in questo mistero della Chiesa nascente. Accompagna fedelmente il Maestro del cielo e della terra seduto sul dorso dell’asino. Accompagnalo con i rami d’ulivo e le palme delle tue opere di pietà e delle conquiste delle tue virtù.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
************** «Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.» (Fil 2,8-9) In Cristo Gesù nostro Redentore, buona domenica delle Palme e fruttuosa Settimana Santa. D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
SABATO 28 MARZO 2026
SABATO DELLA V SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto,
perché io sono un verme e non un uomo,
rifiuto degli uomini, disprezzato dalla gente». (Sal 21,20.7)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. ✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,45-56)
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
San Gregorio di Narek (ca 944-ca 1010)
monaco e poeta armeno
Il libro di Preghiere, n° 77
Cosa hai sopportato per me, mio Dio!
Con timore misto a gioia, penso importante dire qui qualcosa delle sofferenze che per me hai sopportato, tu, Dio di tutti! (...)
Ti abbiamo sentito sull'altare della croce come vittima;
ti abbiamo inchiodato come un malfattore;
come un ribelle ti abbiamo trattato;
tu che sei la pace celeste, come fossi un brigante;
tu che sei la causa della vita,
trattato degno di essere annientato dalla morte;
tu che hai proclamato il Vangelo,
come un bestemmiatore della Legge;
tu che sei un raggio dei gloria
e sigillo dei pensieri insondabili del Padre,
come avversario della volontà di colui che ti ha generato.
Hai accolto tutti questi dolori volontariamente
e con spontanea arrendevolezza,
sopportandoli nella tua umanità che ti è unita;
e dopo aver subito tali ignominie
con indicibile pazienza,
sei risorto vivo grazie alla tua potenza
in una luce straordinaria,
con la tua piena umanità e la tua perfetta divinità.
Tu che sei benedetto per la tua gloria,
lodato per la tua pietà,
sempre esaltato per la tua misericordia,
nei secoli dei secoli. Amen!
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Dio, che hai fatto di tutti i rinati in Cristo
la stirpe eletta e il sacerdozio regale,
donaci il desiderio e la forza di compiere ciò che comandi,
perché il tuo popolo, chiamato alla vita eterna,
sia concorde nella fede e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
**************
«Liberatevi da tutte le iniquità commesse, dice il Signore,
e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo». (Cf. Ez 18,31a) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
GIOVEDÌ 05 MARZO 2026
GIOVEDÌ DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore;
vedi se percorro una via di iniquità
e guidami sulla via della vita». (Cf. Sal 138,23-24)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
«Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti».
✠ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,19-31).
In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma".
Ma Abramo rispose: "Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi".
E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento". Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro". E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno". Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti"».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
San [Padre] Pio da Pietrelcina [(1887-1968) cappuccino], Capitolo VI, n° 171-172
Anime sante, datemi un po' di quest'acqua fresca!
Sopporta l'esilio che Dio vuole. Grande guadagno per te! Vivrò in questa vita, o mio Gesù, e la speranza ed il silenzio saranno la fortezza mia, finché dura questa misera vita. E voi intanto fate ardere, o mio creatore e mio Dio, nel mio cure questa bella fiamma dell'amor vostro... O centro unico della mia felicità, o mio Dio, quanto dovrò dunque aspettare ancora? ... Voi vedete, o Signore, che il mio male è senza rimedio... Quando dunque, o Signore, quando dunque? Fino a quando? ...
O anime sante, libere da ogni inquietudine, già godete in cielo quel torrente di sovrana dolcezza, oh, quanto invidio la vostra felicità! Datemi pietà, poiché siete prossime alla sorgente della vita, poiché mi vedete morire di sete in questo mondo sotterraneo, datemi un po' di quest'acqua fresca.
Anime fortunate, lo confesso, ho troppo mal speso la mia parte, troppo male ho conservato una pietra così preziosa. Ma viva Dio! A questa colpa sento tuttavia che c'è un rimedio. Ebbene, anime beate. fatemi il favore di aiutarmi un po'; anch'io, siccome non ho potuto trovare ciò di cui l'anima ha bisogno nel riposo e nella notte, anch'io mi leverò come la sposa del Cantico dei cantici, e cercherò colui che ama l'anima mia: "Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare l'amore dell'anima mia" /Ct 3,2), e lo cercherò sempre, lo cercherò in ogni cosa, e non mi fermerò finché non l'avrò trovato sulla soglia del suo regno...
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Dio, che ami l'innocenza
e la ridoni a chi l'ha perduta,
volgi verso di te i nostri cuori
perché, animati dal tuo Spirito,
possiamo rimanere saldi nella fede
e operosi nella carità fraterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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«Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così». (Cf. Mt 20,17-28)
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Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome» (Fil 2,6ss).
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Custodisci, o Padre,
la tua famiglia nell'impegno delle buone opere;
confortala con il tuo aiuto
nel cammino della vita
e guidala al possesso dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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« Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito,
ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». (Cf. Mt 20,28) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
MARTEDÌ 03 MARZO 2026
MARTEDÌ DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Conserva la luce ai miei occhi, o Signore,
perché non mi sorprenda il sonno della morte
e il mio nemico non dica: “L'ho vinto!”». (Cf. Sal 12,4-5)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
«Dicono e non fanno».
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23,1-12).
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbì" dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
San Pascasio Radberto [(? - ca 849)
monaco benedettino]
Commento al vangelo di Matteo, 10, 23; CCM 56B, 1112
"Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri" (Gv 13,14)
"Chi si abbasserà sarà innalzato". Non soltanto Cristo ha detto ai suoi discepoli di non farsi chiamare maestri e di non avere cari i primi posti né qualsiasi altro onore, ma lui stesso ha dato nella sua persona l'esempio e il modello dell'umiltà. Mentre il nome di maestro gli è stato dato, non per compiacenza, ma per diritto di natura, perché "tutte le cose sussistono in lui" (Col 1,17), nella sua venuta nella carne ci ha comunicato un insegnamento che ci conduce alla vera vita e, poiché egli è più grande di noi, ci ha "riconciliati con Dio" (Rm 5, 10). È come se ci dicesse: Non abbiate cari gli onori, non desiderate farvi chiamare maestri, come infatti "io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca e giudica" (Gv 8,50). Tenete i vostri sguardi fissi su di me, perché "il figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti" (Mt 20, 28).
Sicuramente in questo brano del vangelo, il Signore ammaestra non soltanto i suoi discepoli, ma anche i capi delle Chiese, prescrivendo loro di non lasciarsi trascinare dall'avidità a ricercare gli onori. Al contrario, "colui che vorrà diventare grande" sia il primo a farsi, come lui, "servo di tutti" (Mt 20,26-27).
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Custodisci con continua benevolenza, o Padre, la tua Chiesa
e poiché, a causa della debolezza umana,
non può sostenersi senza di te,
il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo
e la guidi alla salvezza eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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«Chi si esalta sarà umiliato
e chi si umilia sarà esaltato». (Cf. Mt 23,12) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
LUNDI 02 MARZO 2026
LUNEDÌ DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Riscattami, o Signore, e abbi pietà di me.
Il mio piede è sul retto sentiero;
benedirò il Signore in mezzo all'assemblea».
(Cf. Sal 25,11-12)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
«Perdonate e sarete perdonati».
✠ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,36-38).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
San Giovanni Maria Vianney [(1786-1859) sacerdote, curato d'Ars], Omelia per l'11ma domenica dopo Pentecoste
"Non giudicate e non sarete giudicati"
Fratelli miei, come osare di giudicare e condannare qualcuno, anche quando lo avessimo visto commettere un peccato? Chi era ieri un peccatore può essere oggi un santo pentito. Quando vediamo un male nel prossimo, diciamo almeno: "Ahimè, se il buon Dio non mi avesse dato più grazie che a lui, sarei stato ancora peggio".
Sì, fratelli, il giudizio temerario porta necessariamente la rovina e la perdita della carità cristiana. (...) Nostro Signore ha detto: "Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi dal Padre mio" (cfr. Mt 7,1-2).
Del resto, fratelli, chi fra noi sarebbe contento di esser giudicato male per ciò che fa o dice? Nessuno. Nostro Signore non ha forse detto: "Non fate agli altri ciò che non volete sia fatto a voi" (cfr. Mt 7,12). Ahimè! Quanti non lo sanno e perciò non se ne sono mai accusati! Mio Dio, quante persone dannate, a causa di non farsi istruire o di non riflettere sul loro modo di vivere!
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Dio, che hai ordinato la penitenza del corpo
come medicina dell’anima,
fa’ che ci asteniamo da ogni peccato
per avere la forza di osservare
i comandamenti del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
**************
«Siate misericordiosi,
come è misericordioso il Padre vostro»,
dice il Signore. (Lc 6,36) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
DOMENICA 01 MARZO 2026
II DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO A
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«Il mio cuore ripete il tuo invito: “Cercate il mio volto!”.
Il tuo volto, o Signore, io cerco, non nascondermi il tuo volto». (Sal 26,8-9)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
«Il suo volto brillò come il sole».
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,1-9).
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
San Luigi Maria Grignion de Montfort [(1673-1716) predicatore, fondatore di comunità religiose], L'amore dell'eterna Sapienza; 15.16.19.70 (Gianfranco Bertagni, Mistica cristiana, riv.)
La rivelazione della Gloria
Tutti gli occhi si chiudano per il timore di essere abbagliati da una luce tanto viva e splendente; ogni lingua taccia per non offuscare una bellezza così perfetta nel tentativo di scoprirla. Qui ogni spirito deve umiliarsi ed adorare per non sentirsi oppresso dal peso immenso della gloria della divina Sapienza, nell'intento di penetrarla.
Tuttavia, ecco l'idea che lo Spirito Santo ce ne dà nel libro della Sapienza composto per noi, nel desiderio di adattarsi alla nostra debolezza: La Sapienza eterna è "effluvio della potenza di Dio, emanazione genuina della gloria dell'Onnipotente; per questo nulla di contaminato penetra in essa. È riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio e immagine della sua bontà" (Sap 7, 25-26). (...)
In questa suprema bellezza il Padre trovò le sue compiacenze nell'eternità e nel tempo, come lui stesso chiaramente affermò il giorno del battesimo e della trasfigurazione di Cristo: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale sono compiaciuto" (Mt 3,17; 17,5). (...)
L'eterna Sapienza, per avvicinarsi ancor più agli uomini e dimostrar loro più sensibilmente il suo amore, è giunta fino ad incarnarsi, divenir bambino, farsi povero e morire per essi sulla croce.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Padre,
che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio,
guidaci con la tua parola,
perché purificati interiormente,
possiamo godere la visione della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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«Questi è il Figlio mio, l’amato:
in lui ho posto il mio compiacimento.
Ascoltatelo». (Mt 17,5) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata e Buona Domenica.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
SABATO 28 FEBBRAIO 2026
SABATO DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA
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«La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice». (Sal 18,8)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
«Siate perfetti come il Padre vostro celeste».
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,43-48).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Sant'Agostino [(354-430) vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa], Commento alla prima lettera di S. Giovanni, 5,12 (Nuova Biblioteca Agostiniana)
La perfezione della carità
Avete sentito, fratelli, come si raggiunge la perfezione della carità; il Signore nel Vangelo ci ha presentato il suo fine ed i suoi modi: "Nessuno ha una carità maggiore di colui che dà la vita per i suoi amici" (Gv 15, 13). Ma interrogate voi stessi e ditevi: Quando possiamo avere questa carità? Non voler disperare troppo presto di te stesso: la carità in te forse è appena nata, non ancora perfezionata; nutrila, perché non abbia a venir meno. Forse potrai dirmi: da dove traggo la conoscenza di ciò?
San Giovanni ci dice: "Se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio?" (1 Gv 3, 17). Ecco da dove prende avvio la carità. Se ancora non sei disposto a morire per il fratello, [sii disposto] a dare al fratello un poco dei tuoi beni. La carità scuota il tuo cuore così che tu non rechi il soccorso per ostentazione, ma con interiore abbondanza di misericordia; allora la tua attenzione si volgerà al bisogno di tuo fratello! Se non riesci infatti a dare il superfluo al fratello, come potrai dare per lui la tua vita? (..)
E se non abita in te l'amore del Padre, tu non sei nato da Dio. Come potrai gloriarti di essere cristiano? Ne porti il nome, ma non ne possiedi i fatti. Se invece le opere avranno fatto seguito al nome, ti chiamino pure pagano: da parte tua dimostra di essere cristiano coi fatti. Se non ti mostri cristiano coi fatti, ti chiamino pure tutti cristiano; che giovamento ti reca un nome, quando ad esso non corrisponde nulla? (...) "Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità" (1 Gv 3, 18).
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Padre di eterna misericordia,
converti a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell’unico bene necessario
e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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«Siate perfetti
come è perfetto il Padre vostro celeste», dice il Signore». (Mt 5,48) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
VENERDÌ 27 FEBBRAIO 2026
VENERDÌ DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Salva, o Signore, il mio cuore angosciato,
vedi la mia povertà e la mia fatica
e perdona tutti i miei peccati» (Cf. Sal 24,17-18)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
«Va' prima a riconciliarti con il tuo fratello».
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,20-26).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
San Fulgenzio di Ruspe [(467-532) vescovo in Africa del Nord], Contro Fabiano, 28,16-21
Chiediamo allo Spirito Santo la carità del Signore!
Se sai in cosa consiste l'offerta del sacrificio, capirai perché si implora la venuta dello Spirito Santo.
Secondo l'apostolo Paolo, il sacrificio è offerto per annunciare la morte del Signore e rivivere il ricordo di chi ha dato la vita per noi. Il Signore stesso aveva detto: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici" (Gv 15,139. Quindi, poiché Cristo è morto per amore nostro, quando facciamo memoria della sua morte al momento del sacrificio, chiediamo che l'amore ci sia dato con la venuta dello Spirito Santo. Chiediamo supplicando che, per l'amore stesso che ha spinto Cristo a lasciarsi crocifiggere per noi, anche noi, con la grazia dello Spirito Santo, possiamo essere crocifissi per il mondo e imitare la morte del Signore per vivere una vita nuova.
Così tutti i fedeli che amano Dio e il prossimo, anche se non bevono il calice di una passione corporale, bevono tuttavia il calice della carità del Signore. Poiché si beve il calice del Signore quando si conserva la sua santa carità senza la quale non serve a nulla dare il corpo alle fiamme. Il dono della carità ci dà di essere in verità ciò che celebriamo misticamente nel sacrificio. (...) Ecco perché chiediamo che lo Spirito Santo venga a darci la carità.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Concedi, o Signore, alla tua Chiesa
di prepararsi interiormente alla celebrazione della Pasqua,
perché il comune impegno nella mortificazione corporale
porti a tutti noi un vero rinnovamento dello spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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«Se un tuo fratello ha qualcosa contro di te,
va’ prima a riconciliarti con lui». (Cf. Mt 5,23-24) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO 2026
GIOVEDÌ DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.
Sii attento alla voce del mio grido, mio re e mio Dio». (Sal 5,2-3)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
«Chiunque chiede, riceve».
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,7-12).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Tertulliano [(155? - 220?) teologo
L'orazione, 28-29 (https://www.parrocchiasanvitale.it/)
Può forse Dio rifiutare la preghiera che sale a Lui?
"Verrà l'ora", dice, "in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità" (Gv 4, 23) e perciò tali adoratori egli cerca. Noi siamo i veri adoratori e i veri sacerdoti che, pregando in spirito, in spirito offriamo il sacrificio della preghiera, ostia a Dio appropriata e gradita, ostia che egli richiese e preparò. Questa vittima, dedicata con tutto il cuore, nutrita dalla fede, custodita dalla verità, integra per innocenza, monda per castità, coronata dalla carità, dobbiamo accompagnare all'altare di Dio con il decoro delle opere buone tra salmi e inni, ed essa ci impetrerà tutto da Dio.
Che cosa infatti negherà Dio alla preghiera che procede dallo spirito e dalla verità, egli che così l'ha voluta? Quante prove della sua efficacia leggiamo, sentiamo e crediamo! L'antica preghiera liberava dal fuoco, dalle fiere e dalla fame, eppure non aveva ricevuto la forma da Cristo. Quanto è più ampio il campo d'azione dell'orazione cristiana! La preghiera cristiana non chiamerà magari l'angelo della rugiada in mezzo al fuoco, non chiuderà le fauci ai leoni, non porterà il pranzo del contadino all'affamato, non darà il dono di immunizzarsi dal dolore, ma certo dà la virtù della sopportazione ferma e paziente a chi soffre, potenzia le capacità dell'anima con la fede nella ricompensa, mostra il valore grande del dolore accettato nel nome di Dio. (...)
Prega ogni creatura. Gli animali domestici e feroci pregano e piegano le ginocchia e, uscendo dalle stalle o dalle tane, guardano il cielo non a fauci chiuse, ma facendo vibrare l'aria di grida nel modo che a loro è proprio. Anche gli uccelli quando si destano, si levano verso il cielo, e al posto delle mani aprono le ali in forma di croce e cinguettano qualcosa che può sembrare una preghiera. Ma c'è un fatto che dimostra più di ogni altro il dovere dell'orazione. Ecco, questo: che il Signore stesso ha pregato. A lui sia onore e potenza nei secoli dei secoli. Amen.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Ispiraci, o Padre, pensieri e propositi santi
e donaci la forza di attuarli prontamente,
e poiché non possiamo esistere senza di te,
fa’ che viviamo secondo il tuo volere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
**************
«Chi chiede riceve, chi cerca trova,
a chi bussa sarà aperto». (Mt 7,8) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO 2026
MERCO DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Ricordati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore che è da sempre.
Non trionfino su di noi i nemici.
Da ogni angoscia salvaci,
Dio d’Israele». (Cf. Sal 24,6.2.22)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
«A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona».
✠ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,29-32).
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
San Clemente d'Alessandria [(150-ca 215) teologo], Protrettico ai greci, cap 10; SC 2, 152
"Essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c'è qui"
Pentiamoci e passiamo dall'ignoranza alla conoscenza, dall'imprudenza alla prudenza, dall'ingiustizia alla giustizia, dall'empietà a Dio. Molti beni ne scaturiscono, come dice Dio stesso in Isaia: “Vi è un'eredità per quelli che servono il Signore” (54,17). Non oro né argento né ciò in cui può penetrare la tignola e che il ladro può rubare (Mt 6,19), ma il tesoro inestimabile della salvezza. (...) Questa eredità ce la trasmette l'eterno testamento di Dio, che ci assicura questi doni. Il Padre che ci ama teneramente non cessa di esortarci, di ammonirci, di amarci e di salvarci. “Divenite giusti, dice il Signore, voi che avete sete, venite all'acqua, e quanti non avete denaro, venite e comprate e bevete senza denaro” (Is 55,1). Ci invita al lavacro che purifica, alla salvezza, alla illuminazione. (…) I santi del Signore erediteranno la gloria di Dio e la potenza di Lui, “gloria che occhio non vide né orecchio ascoltò né entrò in cuore di uomo” (1 Cor 2,9). (...)
Voi avete la divina promessa della grazia, avete udito, d'altra parte, anche la minaccia del castigo, le due cose per mezzo delle quali il Signore salva. (...) Perché indugiamo? Perché non accettiamo il dono? Perché non scegliamo le cose migliori? “Ecco”, dice, “di fronte alla vostra faccia ho posto la morte e la vita” (Dt 30,15). Il Signore cerca di farti scegliere la vita. Ti consiglia, come un padre. (...)
A chi dirà il Signore: “È vostro il regno dei cieli” (Mt 5,3)? Esso è vostro, solo che lo vogliate, quando avrete scelto Dio. E’ vostro solo se volete aver fede e seguire l’essenziale del messaggio come la gente di Ninive che ha ascoltato il profeta ed ha ottenuto, con una sincera penitenza, una magnifica salvezza al posto dell'attesa rovina.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Guarda, o Signore,
il popolo a te consacrato,
e fa’ che, mortificando il corpo con l’astinenza,
si rinnovi con il frutto delle buone opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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«Come Giona fu un segno per quelli di Nìnive,
così il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione». (Lc 11,30) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
MARTEDÌ 24 FEBBRAIO 2026
MARTEDÌ DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Signore, tu sei stato per noi un rifugio
di generazione in generazione.
Tu sei, da sempre e per sempre». (Sal 89,1-2)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
«Voi dunque pregate così».
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,7-15).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
San Nerses Snorhali [(1102-1173) patriarca armeno], Seconda parte, § 408-414; SC 203
"Quando pregate" (Mt 6,7)
Per seguire il comando della preghiera,
non sono entrato in spirito nella camera del cuore,
né in un angolo della pubblica piazza,
per avere almeno l'umana ricompensa.
Sono stato negligente in entrambi i casi:
riguardo alle apparenze e alla realtà;
la mia indolenza ha vinto sulla speranza,
terrestre e celeste!
Ora, Colui che per natura è tuo Padre in cielo,
che Tu ci hai dato per grazia,
accordami d'invocare perfettamente
con cuore puro il suo Nome.
Il Regno del Signore
arrivi a sostenere l'anima mia;
e si compia in me su questa terra
la sua volontà, come in cielo.
Il pane di ogni giorno e il Pane che è sempre,
rimedio del mio corpo e della mia anima,
egli voglia darmelo in abbondanza, a me indigente:
sia quello materiale che quello spirituale.
Rimetta i miei peccati, a me debitore,
come anch'io rimetto a chi mi deve;
soprattutto faccia rimettere
da entrambe le parti perché a me sia rimesso.
E non permetta al Tentatore
di tentarmi, me poltrone, come fossi intrepido,
ma voglia custodirmi con la sua spada;
Lui stesso combatta contro il Male! !
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Volgi il tuo sguardo, o Signore,
a questa tua famiglia,
e fa’ che, superando con la penitenza
ogni forma di egoismo,
risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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«Padre, sia fatta la tua volontà». (Mt 6,10) In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.