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Teatro e Critica

Un corpo riverso a terra, il volto nascosto, accanto a un pc che rimanda l’immagine fissa – proiettata e ingigantita sullo sfondo – di un altro corpo nella stessa posizione, senza vita. Il richiamo immediato all’attualità di Gaza è confermato dalle parole che scorrono: gli organizzatori di un importante festival di arti performative in Germania chiedono che l’artista elimini dal suo spettacolo le parole Palestina libera e genocidio. L’immagine che accoglie gli spettatori di Ayoub nella sala oscura dello Spazio Rossellini di Roma sintetizza il nodo cruciale del lavoro e il suo fondamento

Sabrina Fasanella ha visto questo nuovo lavoro di Marina Otero a Sempre più fuori

#VISIONI

#teatro #recensioni

https://www.teatroecritica.net/2026/08/marina-otero-in-ayoub-o-dellimpotenza-dellarte-occidentale/

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Facciamo il punto:

Sulle pagine di teatroecritica non parlavamo del Teatro Eliseo dalle ultime notizie circa l’abbassamento del prezzo di vendita dell’immobile di proprietà di Luca Barbareschi, commentate nella nostra rassegna stampa Tiresia. Intanto, però, nelle ultime settimane è cominciata a circolare la notizia di una possibile riapertura sotto una diversa gestione, quella di Alessandro Longobardi, figura di spicco del teatro privato capitolino che con le sue società gestisce già i teatri Brancaccio, Sala Umberto e Diamante; di tutti Longobardi è anche direttore artistico.

https://www.teatroecritica.net/2026/07/teatro-eliseo-alessandro-longobardi-lo-affitta-e-lo-riapre-per-sei-mesi/

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Com’è avvenuto l’incontro con il Tanztheater Wuppertal e con Pina Bausch?

Dal 1982 al 1985 circa ho vissuto a Roma, dove ho frequentato l’ultimo anno all’Accademia di Belle Arti, dopo i primi due all’Accademia di Bari. Parallelamente continuavo a danzare. Poi, a causa di un infortunio al piede – a seguito del quale mi dissero che non avrei più potuto danzare e che avrei dovuto sottopormi a un intevento chirurgico – un medico sportivo mi disse che sarebbe stato possibile per me danzare solo con le scarpe col tacco. Dopo qualche tempo da quell’evento, Pina Bausch arrivò a Roma, al Teatro Argentina, con il suo spettacolo Viktor. La conoscevo già, ma non avevo mai visto niente di lei. Avevo ventidue anni. Seduta in platea, mi accorgo subito che tutte le danzatrici avevano le scarpe col tacco. Fu sorprendente per me. Alla fine dello spettacolo andai a chiedere se fossero previste di lì a breve delle audizioni.


Giusi De Santis in conversazione con Marigia Maggipinto

https://www.teatroecritica.net/2026/07/la-danza-e-la-ricerca-del-movimento-interiore-intervista-a-marigia-maggipinto/

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https://open.spotify.com/episode/44woxMYKQTyt7wuG5litSc?si=1fMtIvzeR3Gchco6pZuWewhttps://open.spotify.com/episode/44woxMYKQTyt7wuG5litSc?si=1fMtIvzeR3Gchco6pZuWew

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«Come primo anno di Master abbiamo la firma di Marcos Morau, coreografo di punta della danza contemporanea, e ci sarà il riallestimento di uno dei suoi primi lavori, Cathedral...»

Marianna Masselli in conversazione con Roberta Ferrara di Equilibrio Dinamico, alla scoperta di questa nuova esperienza pedagogica.

#danza #dance #master

https://www.teatroecritica.net/2026/07/nasce-a-bari-il-il-primo-master-universitario-in-contemporary-dance-performance-intervista-a-roberta-ferrara/

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https://www.teatroecritica.net/2015/04/sotto-la-tenda-dellavanguardia-il-teatro-perduto/

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«Sono un po’ di anni che non siamo felici e che ci domandiamo se sia ancora possibile vivere dentro al e per il teatro in Italia con questo livello continuo di sofferenza. Questo non ha a che vedere soltanto con la realizzazione dei progetti personali – mi sento una persona abbastanza fortunata nel merito – ma attiene allo svuotamento di senso che progressivamente e velocemente stiamo vivendo negli ultimi anni. L’Angelo Mai è un tassello del contesto e ha particolare rilevanza in quanto deliberatamente politico. Non abbiamo mai nascosto il connubio tra creazione, fantasia, attivazione di sistemi e impegno civile e politico.»

Giorgina Pi intervistata da Lucia Medri, facciamo il punto sull' Angelo Mai

#DIALOGHI #interviste #AngeloMai

https://www.teatroecritica.net/2026/07/angelo-mai-ci-viene-tolto-uno-spazio-in-cui-possiamo-essere-noi-stess%c9%99/

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«Inaspettatamente, l’incipit di L.A.V.A. è lento. Il magma è ancora invisibile, nascosto nei meandri terreni e non è pronto ad esplodere nell’immediato: a dare inizio all’azione è una figura al centro vestita con una tuta d’argento. Mentre il suo procedere cauto avanza, la luce artificiale insieme a quella del sole che tramonta, illuminano i suoi passi. Il suo andare pare riemergere da una dimensione altra.»

Sara Raia dal Teatro di Pompei Teatro di Napoli su L.A.V.A.

ICK Dans Amsterdam e della Compagnia Zappalà Danza

#VISIONI #danza #Pompei


https://www.teatroecritica.net/2026/07/la-tensione-sotto-la-pelle-la-danza-tellurica-di-l-a-v-a/

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🧚‍♀️🧞 Aggiornamenti da Santarcangelo Festival e Pergine Festival con gli articoli si Giusi De Santis e Sabrina Fasanella https://www.teatroecritica.net/2026/06/cordelia-giugno-luglio-2026/

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«Agire vuol dire suonare, per cui per vedere occorre ascoltare. Quando il dolce e il roco convivono nel tono di Roberto Latini, come se coprisse con lo zucchero l’amaro del veleno; quando Marco Cacciola emette parole contratte, come parlasse premendo i denti sui denti; quando la risata di Enzo Vetrano fonde infantilismo e demenza senile (diventando crudele); quando Alvia Reale deglutisce sofferenza e saliva; quando Paolo Musio fa risorgere dalla gola una vibrazione arcaica, prima come uno spillo lontano, poi come un farfuglio, quindi mutandola nel rantolio d’una formula che sospende il tempo esterno e zittisce la platea portandola all’indietro, alle fonti e dunque – lontano dal presunto contemporaneo e dall’appiattimento sulla cronaca – verso l’eterno.»


Da non perdere la recensione di Alessandro Toppi de Le Baccanti (con un cast stellare) https://www.teatroecritica.net/2026/07/corpo-voce-coro-su-le-baccanti-di-terzopoulos/

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La messa in scena ideata dal regista Leone d’Oro 2016 si situa in un palcoscenico che riduce le dimensioni del teatro antico, di cui si vede l’intero scheletro e alle cui spalle è posto un fondale inscritto, a sua volta, nel fondale naturale dato dal fiume Adige e dalle luci della città; non sono previsti o quasi oggetti di scena, nessun elemento distingue se non nominalmente le vicende nelle due città, mentre i costumi di attori e attrici ricercano un’estetica più contemporanea rispetto alla datazione dell’opera...

Simone Nebbia dall' Estate Teatrale Veronese racconta LOS DOS HIDALGOS DE VERONA | I DUE GENTILUOMINI DI VERONA con la regia di Declan Donnellan

https://www.teatroecritica.net/2026/07/donnellan-a-verona-due-gentiluomini-ma-non-troppo/

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È una sera di inizio giugno a Genova. Nel cortile dell’ex-caserma Gavoglio, in via del Lagaccio, il pubblico ha preso posto sugli spalti, in attesa che la messinscena cominci. Non sono pochi i curiosi che, affacciandosi dai balconi dei condomini che si ergono intorno alla caserma, cercano di intravedere uno spiraglio di quanto sta per accadere. Lo spiazzo che si apre di fronte ai nostri occhi è piuttosto spoglio, se non fosse per qualche luce puntata sullo scheletro ligneo di un letto a baldacchino. L’essenzialità della scena si conferma, ancora una volta, cifra stilistica della regia di Giovanni Ortoleva, che porta l’attenzione del pubblico a concentrarsi su una centralità a tratti claustrofobica, in contrasto con l’ampio spazio scenico a disposizione.

Letizia Chiarlone racconta I Persiani con la regia di Giovanni Ortoleva prodotto dal Fondazione Luzzati Teatro della Tosse

#VISIONI

https://www.teatroecritica.net/2026/07/i-persiani-o-della-vanita-della-guerra/

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«...sono arrivata alla nudità quando ho capito che tra le mani avevo la consapevolezza di una pratica.
Durante i momenti di creazione mi rendo conto che l’utilizzo del corpo che scelgo di portare in scena non potrebbe essere mostrato in maniera diversa. Ho compreso, nel corso delle mie ricerche e del mio processo artistico, di avere la necessità di essere nuda per rendere effettivamente leggibile la mia indagine sul corpo.»


Intervista di Sara Raia a Luna Cenere

https://www.teatroecritica.net/2026/06/il-corpo-oltre-la-soglia-dello-sguardo-una-conversazione-con-luna-cenere/

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La notizia è arrivata ieri pomeriggio mentre preparavamo questa puntata: ancora una volta i locali dell’Angelo Mai sono stati messi sotto sequestro dalla questura dopo un controllo. L’Angelo Mai parla di 12 agenti, neanche fosse una retata contro la camorra, e di una chiusura che arriva proprio mentre stava per giungere a termine l’infinito percorso di assegnazione dello spazio.

E poi i dati SIAE sul 2025, Julian Beck pittore sulla Lettura con Edoardo Sassi, i classici e l'Inda con Marina Valensise in dialogo con Micol Sarfatti, un'intervista di Lucrezia Ercolani a Marina Otero e le recensioni della settimana:

Roberto Giambrone sul domenicale del Sole su Kontakthof - Echoes of ’78; Filippomaria Pontani sul Fatto racconta Baccanti di Terzòpoulos; Francesca de Sanctis sul nuovo lavoro di Mario Perrotta; Lorenzo Donati da Ravenna Festival su Fanny & Alexander per Altre Velocità.

ASCOLTA QUI

https://open.spotify.com/episode/6tYjH3Ghewx3Y5VbO6H3iL?si=D83OMWTdSUCfbZ9JCBb3Mw

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«...quel che s’ode, anche se scritto cinquant’anni fa, parla al 2026 tanto quanto Moro parla al 2026 quando dice d’influenza americana sui gesti dell’Europa, di soldi nascosti in fondi illeciti, di stampa al servizio dei potenti, di distanza tra il Palazzo ed il Paese. Il «brutale do ut des» per cui «ti do questo denaro perché tu faccia questa politica», la corruzione celata in edilizia, la ferita del mondo arabo, insanabile ma rimossa dal dibattito mentre – se torno a Il male dei ricci – basti l’inizio de Il Processo, con cui Pasolini elenca le sue accuse: «Indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, gli industriali, i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la CIA, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna, distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani, responsabilità della condizione paurosa delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono selvaggio delle campagne, responsabilità dell’esplosione selvaggia della cultura di massa e dei mass-media, responsabilità della stupidità delittuosa della televisione»

Alessandro Toppi sul progetto di Fabrizio Gifuni dedicato a Moro e Pasolini prodotto da Ert


https://www.teatroecritica.net/2026/06/sul-corpo-di-fabrizio-gifuni/

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Al Giardino delle Esperidi, nella 22^ edizione del Festival organizzato da Campsirago Residenza, le bisettrici di tempo e spazio hanno dei valori riconoscibili, amplificati dalle peculiarità del luogo, piccolissimo borgo sul monte Brianza, quasi abbandonato fino a una trentina di anni fa, che ha saputo ritrovare linfa dalla strenua volontà di chi lo ha reso presidio teatrale, nell’incontro tra cultura artistica e cultura del paesaggio. Proprio in virtù di questo distacco dal mondo sotto ai Sacri Monti, anche il tempo segue ritmi diversi: negli otto giorni di festival, la permanenza viene scandita dall’invito a partecipare alle performance che spesso avvengono dentro ai boschi, lungo cammini di molte ore per raggiungere l’ombra delle cappelle, su sentieri lungo antiche pietre rituali, sui crinali collinari, accanto o dentro alle mura di chiese arroccate...

Viviana Raciti da Campsirago Residenza

#reportage #teatroenatura

https://www.teatroecritica.net/2026/08/il-giardino-del-tempo-cartoline-da-campsirago/

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"Se spesso la drammaturgia contemporanea che racconta la vita di chi fa teatro è, negli ultimi anni, un sottogenere affollato e quasi sempre lamentoso — un piangersi addosso inaccessibile ai più travestito da autofiction, l’estrema affilata franchezza di questo spettacolo lo rende un unicum sorprendente. Lanera racconta le gioie del settore con disincanto e le difficoltà con brillante sincerità, per restituire — in un registro accessibile anche a chi non pratica il mestiere — la condizione materiale di chi lo esercita, quella che noi operatori, seduti nel buio della platea, misuriamo ogni giorno nelle nostre vite. Eppure, il bilancio è così efficace da rischiare di sovrastare a tratti la profondità dell’operazione, che non parla di precariato e disagio, ma di amore, come cura, come balsamo, come unica forma di eredità disponibile a chi non ne ha a disposizione altre. Di questo mestiere non si guarisce, sembra dirci Lanera e, allo spegnersi delle luci, l’applauso è a un collettivo conto con la vita che continua a restare aperto."

Serena Spanò dal #PugliaShowcase con un approfondimento su James di Compagnia Licia Lanera

#visioni #recensioni

https://www.teatroecritica.net/2026/07/un-conto-che-resta-aperto-james-di-licia-lanera/

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Ultima puntata prima della pausa di agosto, poi ci si sente a #settembre.
Oggi dai tagli al teatro in Francia (fortunatamente ritirati), alle proteste sul Bitef in Serbia (con il rifiuto dei Motus) grazie all'articolo di Lucrezia Ercolanie poi il ricordo di Rodolfo Di Giammarco su Pippo Di Marca.
Il teatro fake in provincia di Vicenza, le residenze shakespeariane di Matteo Pecorini, il teatro di Andreina Garella, il teatro e i corpi razzializzati su Theatron2.0 con Gaja Aurora Ebere), le recensioni di Sergio trombetta su Bolzanodanza_tanzbozen, KatiaIppaso su abracadabra di Collettivo_cinetico visto tra Santarcangelo Festival e Centrale Fies.

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Bologna. Nel momento in cui scrivo è al centro del discorso politico per un fatto di cronaca che assedia il dibattito e scatena l’opinione pubblica: la morte di Abderrahim Fakir, cittadino 42enne di origini marocchine, nel quartiere Pilastro, bloccato a terra da un’azione di Polizia e morto, in diretta video, un respiro dopo l’altro, una richiesta d’aiuto dopo l’altra. E poi nulla più. Bologna. La sera in cui ci sono stato, poche settimane prima, l’ho conclusa bevendo birra di notte, nel centro della movida proverbiale che accompagna la narrazione della città da decenni, la Bologna giovane, universitaria, crocevia della creatività; ma non ero lì, in origine, per bere a tarda notte: ci sono stato per vedere Habil delle città, nuovo spettacolo del Teatro dell'Argine...

Le parole di Simone Nebbia da #Bologna

#IDEE

https://www.teatroecritica.net/2026/07/politico-poetico-bologna-spezzata/

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«Per arrivare al Banannefabrik, bisogna attraversare la stazione e la ferrovia e con i lavori in corso di questi mesi alcune scale sono bloccate, ci sono però gli ascensori che portano sul lungo ponte che passa sopra i binari, attraversandolo si arriva in un tranquillo quartiere residenziale, il Bonnevoie, dove spicca la presenza della comunità caraibica locale. Bastano altri 5 o 10 minuti e siamo di fronte al Banannefabrik, esempio di archeologia industriale la cui idea di riconversione è cominciata dal basso negli anni ‘90, per poi affermarsi nel 2011 con la riapertura dopo un’importante ristrutturazione. È un luogo che porta i segni di chi lo vive e attraversa, qui lavora il centro coreografico nazionale e ogni anno nella seconda parte di giugno la compagnia Fundamental ASBL dà vita al Monodrama Festival, una piccola ma resistente rassegna di cui sono protagonisti spettacoli per un solo interprete. »

Un reportage di Andrea Pocosgnich

https://www.teatroecritica.net/2026/07/in-lussemburgo-alla-ricerca-dellassolo-che-sorprende-monodrama-festival/

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Apprendiamo con grande dispiacere che oggi è morto Pippo Di Marca (Catania, 12 ottobre 1939 – Roma, 21 luglio 2026)
regista, drammaturgo, attore, protagonista del fermento sperimentale dagli anni '60, dell'avanguardia e di quel momento unico che furono le cantine romane.
Collaborò con artisti come Carmelo Bene, Leo De Berardinis, Giancarlo Nanni.

Il suo lavoro a Roma ha attraversato spazi storici che non esistono più, come Beat 72, Abaco, Alberico, Spaziouno, Spaziozero e Politecnico. Ne fondò anche uno a Trastevere, il Metateatro.

Qualche anno fa pubblicò un importante documento, un libro edito da Titivillus, Sotto la tenda dell'avanguardia, era la sua biografia artistica ma anche un racconto appassionato della nascita e dello sviluppo del nuovo teatro. Su teatroecritica trovate ancora una recensione di questo libro scritta nel 2015

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Gli animali vengono picchiati, insultati, tirati per le orecchie e detenuti in condizioni pessime. Ma non sono solo gli animali a subire.
Artisti e operai lavorano in condizioni di scarsa sicurezza e, riferiscono, senza contratto. Uno di loro subisce mobbing e violenze. La telecamera nascosta dell'infiltrato documenta anche minori coinvolti nel lavoro quotidiano e un presunto smaltimento illecito di rifiuti.
Quanto documentato è un caso isolato o parte di un sistema più ampio?»


Nella 24° puntata di #Tiresia parliamo di animali nei circhi attraverso un’importante inchiesta della LAV insieme a Fanpage.it e Fondazione Franz Weber.
e poi le proteste francesi dal Festival d'Avignone con un articolo di Lucrezia Ercolani, la lettera della direzione di Kilowatt Festival, uno studio sul teatro per le nuove generazioni di Samuel Maverick Zucchiati su ateatro, i problemi calabresi evidenziati da Francescantonio Pollice di AMA Calabria. Le recensioni della settimana da Krapp's Last Post (Giulia D'amico su Santarcangelo Festival, Vincenzo Sardelli su Colpi di Scena di Accademia Perduta Romagna Teatri, su LIMINATEATRI Carlo Lei parla di #foreveryoung dalla La Corte Ospitale - Teatro Herberia.

Segnaliamo anche Francesca de Sanctis sul'Espresso, Matteo Valentini sull' L'OCA - Osservatorio Critico Autogestito e tanto altro.

https://open.spotify.com/episode/3RGGOnaDeaSY9Gevl32SQ9?si=6a6add896ed9441b
Buon ascolto.

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È proprio nel potere trasformativo della parola e nella ricerca della sua dimensione sonora più profonda e significante, insieme all’assoluta centralità del corpo, che intercettiamo le caratteristiche elettive dei percorsi performativi presentati nei nostri sei giorni di permanenza a Santarcangelo Festival. Giunto alla 56esima edizione – l’ultima che vede la direzione artistica, per il quinto anno consecutivo, del critico teatrale e drammaturgo polacco Tomasz Kireńczuk prima dell’inizio del prossimo mandato, per il triennio 2027/2029, affidato a @Luigi Noah De Angeli regista, filmmaker e musicista – il festival costruisce un’articolata mappatura di voci e corpi dove confluiscono sperimentazione e impegno politico.

Le riflessioni di Giusi De Santis da #SantarcangeloFestival 2026

https://www.teatroecritica.net/2026/07/santarcangelo-festival-2026-il-corpo-e-la-voce-manifesto/

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La 23° puntata di #Tiresia comincia tornando sul caso delle molestie e violenze al Teatro Due di Parma: il gruppo dei Dieci Teatranti ha scritto una lettera aperta sul nuovo bando di formazione del teatro e Altre Velocità ha pubblicato un comunicato in cui spiega la propria posizione.

Un teatro a Paola, in Calabria, da dare in gestione

E poi la storia della danza con Giannina Censi e John Cranko.

La censura ai tempi di Curzio Malaparte.

Uno sguardo alla Lettura con Rossella Menna che presenta un curioso format di Leonardo Manzan e Niccolò Fettarappa.

Un non racconto da Santarcangelo di Christian Raimo, il Puglia Showcase con Massimo Marino su Doppiozero e le recensioni.

https://open.spotify.com/episode/5SjIK1APITDam3a8XKcoWT?si=EzECa6epSQCTPVWSKOph5g&utm_source=copy-link

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Possiamo ancora meravigliarci, se cerchiamo nei luoghi più imprevisti. Può accadere, ad esempio, che nella piazza centrale di una certa cittadina, si materializzi un teatrino uscito da non si sa da quale remota fiera. Oppure, che ci si trovi col naso puntato al sole, verso la cima di una torre di bastoni su cui un uomo, appollaiato, mangia una mela...

Tiziana Bonsignore da Scenica Festival

#festival #Vittoria #Sicilia

https://www.teatroecritica.net/2026/07/sogno-e-sono-desta-dallo-scenica-festival-di-vittoria/

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Numero e piano della stanza, durata e mobilità consentita, poi devo fare tutto da me. Non male, penso, rinunciare a tutta la consueta ritualità spettatoriale. È il mio turno, allora vado: stanza 333, Hotel San Domenico. Entro, posso muovermi come mi pare, sul letto il dormiente fra candide lenzuola aggrappato sopito al guanciale, dà le spalle all’ingresso. Lo sbircio di scorcio dallo specchio accanto l’armadio che gli è di fronte...

Stefano Tomassini da #Soverato a #IraFestival IRA Institute racconta Stanza di Gaetano Palermo e Michele Petrosino che andrà in scena anche a santarcangelo festival tra qualche giorno.

#visioni

#performance #sonno

https://www.teatroecritica.net/2026/07/il-dormiente-nella-stanza-non-chiude-mai-occhio/

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🧚🧜 Aggiornamento per #Cordelia di giugno/luglio: tanta danza, da #Nutidafestival Stazione Utopia, ATTRAVERSAMENTI MULTIPLI, Teatro Argentina - Teatro di Roma

Articoli di Sara Raia, Giusi De Santis e Viviana Raciti

https://www.teatroecritica.net/2026/06/cordelia-giugno-luglio-2026/

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Cosa accade da domani al 4 luglio a #Fasano? Occhi puntati sul #PugliaShowcase organizzato da Puglia Culture - Circuito Teatrale.

Con questo articolo in #mediapartnership cominciamo a presentare artiste/i e finalità della rassegna-vetrina pugliese

#festival #Puglia #danza #teatro

https://www.teatroecritica.net/2026/06/dalla-puglia-al-resto-del-mondo-la-scena-di-puglia-showcase/

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E qui anche i corpi esplodono, perdono i freni, si espongono anche a mille fragilità, mille incombenze moderne: la platea è raggiunta, l’eros necessario è rivendicato e cercato (non tanto tra il pubblico, ma sul bracciolo di una poltrona… fra risate mai trattenute): qui tutto spiazza, scende in piazza e viene messo in piazza. Così l’ingiuntiva raccomandazione di fare piano (pure negli applausi) perché in camerino un figlio (Ettore!) dorme, pone la questione della maternità che è zero tutelata nel sistema danza, ma posta così, con l’intelligenza rapida e fondamentale di un affondo di fioretto.

Stefano Tomassini sul nuovo lavoro di Silvia Gribaudi visto a #IraFestival

https://www.teatroecritica.net/2026/06/irascibili-amazzoni-a-soverato/

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🧞🌼 Update per #Cordelia di giugno e luglio: 2 nuove recensioni.

LETTERE DALL’ALDILÁ (di Yuri Casagrande Conti) recensito da Andrea Gardenghi

TO MY SKIN (Cornelia Dance Company) recensito da Andrea Zangari

https://www.teatroecritica.net/2026/06/cordelia-giugno-luglio-2026/

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