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Teatro e Critica

«...sono arrivata alla nudità quando ho capito che tra le mani avevo la consapevolezza di una pratica.
Durante i momenti di creazione mi rendo conto che l’utilizzo del corpo che scelgo di portare in scena non potrebbe essere mostrato in maniera diversa. Ho compreso, nel corso delle mie ricerche e del mio processo artistico, di avere la necessità di essere nuda per rendere effettivamente leggibile la mia indagine sul corpo.»


Intervista di Sara Raia a Luna Cenere

https://www.teatroecritica.net/2026/06/il-corpo-oltre-la-soglia-dello-sguardo-una-conversazione-con-luna-cenere/

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La notizia è arrivata ieri pomeriggio mentre preparavamo questa puntata: ancora una volta i locali dell’Angelo Mai sono stati messi sotto sequestro dalla questura dopo un controllo. L’Angelo Mai parla di 12 agenti, neanche fosse una retata contro la camorra, e di una chiusura che arriva proprio mentre stava per giungere a termine l’infinito percorso di assegnazione dello spazio.

E poi i dati SIAE sul 2025, Julian Beck pittore sulla Lettura con Edoardo Sassi, i classici e l'Inda con Marina Valensise in dialogo con Micol Sarfatti, un'intervista di Lucrezia Ercolani a Marina Otero e le recensioni della settimana:

Roberto Giambrone sul domenicale del Sole su Kontakthof - Echoes of ’78; Filippomaria Pontani sul Fatto racconta Baccanti di Terzòpoulos; Francesca de Sanctis sul nuovo lavoro di Mario Perrotta; Lorenzo Donati da Ravenna Festival su Fanny & Alexander per Altre Velocità.

ASCOLTA QUI

https://open.spotify.com/episode/6tYjH3Ghewx3Y5VbO6H3iL?si=D83OMWTdSUCfbZ9JCBb3Mw

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«...quel che s’ode, anche se scritto cinquant’anni fa, parla al 2026 tanto quanto Moro parla al 2026 quando dice d’influenza americana sui gesti dell’Europa, di soldi nascosti in fondi illeciti, di stampa al servizio dei potenti, di distanza tra il Palazzo ed il Paese. Il «brutale do ut des» per cui «ti do questo denaro perché tu faccia questa politica», la corruzione celata in edilizia, la ferita del mondo arabo, insanabile ma rimossa dal dibattito mentre – se torno a Il male dei ricci – basti l’inizio de Il Processo, con cui Pasolini elenca le sue accuse: «Indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, gli industriali, i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la CIA, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna, distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani, responsabilità della condizione paurosa delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono selvaggio delle campagne, responsabilità dell’esplosione selvaggia della cultura di massa e dei mass-media, responsabilità della stupidità delittuosa della televisione»

Alessandro Toppi sul progetto di Fabrizio Gifuni dedicato a Moro e Pasolini prodotto da Ert


https://www.teatroecritica.net/2026/06/sul-corpo-di-fabrizio-gifuni/

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La vicenda avviene in un ambiente subito identificabile come sede del potere. La bella scena di Alfons Flores è una grande stanza di ispirazione razionalista, governata dalla perfetta simmetria di solidi primari. Progressivamente, le sedute vengono occupate dal coro degli anziani dignitari persiani.

Tiziana Bonsignore racconta I Persiani di Eschilo con la regia di Alex Ollé visto a #Siracusa Inda nel Teatro Greco di Siracusa

https://www.teatroecritica.net/2026/06/contammo-le-perdite-i-persiani-a-siracusa/

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Sono passati (solo) nove anni dalla chiusura nell’ottobre 2017 e, dopo vari stop and go ai cantieri, sono (forse) in dirittura d’arrivo i lavori di ristrutturazione del Teatro Ringhiera. Il Comune ha dunque lanciato il bando per la ricerca di un nuovo gestore. Analizzare questo avviso è un’ulteriore occasione per riflettere sulle politiche culturali del Comune di Milano (e in generale della pubblica amministrazione) per le periferie.

Tiresia comincia con le parole di Mimma Gallina, operatrice e studiosa dei processi culturali e dell'organizzazione teatrale. Su ateatro.it ha scritto un articolo di riflessione e commento del bando pubblicato dal comune di Milano per la gestione del Teatro Ringhiera.

Sul Manifesto troviamo: La messa in scena come atto politico, di Claudio Tognonato

Su Robinson: Io, Venezia John Cage e il rumore

Domani del giugno Il caso Holzinger. L’Italia che temeva la performance. Di Edoardo Lazzari.

Un testo di Alessandro Serra su La lettura

Le recensioni di Rossella Menna da Siracusa,

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🙃🧚 aggiornamenti per la #danza dai #festival su Cordelia: Sara Raia racconta Luna Cenere - dal Campania Teatro Festival e Stefano Tomassini Piergiorgio Milano da Ira Festival

https://www.teatroecritica.net/2026/06/cordelia-giugno-luglio-2026/

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Si pensa sempre attraversando delle utopie e allora la mia è quella che Verona diventi, nel corso degli anni, la nostra piccola Avignone o Edimburgo, dove si svolgono festival storici di creazione contemporanea tra dimensione istituzionale e indipendente. In fondo le caratteristiche non sono troppo diverse: un centro storico concentrato attorno a cui si organizza un sistema diffuso di spazi, il riconoscimento di eccellenza da parte dell’Unesco, etc. Le possibilità sono molte e già da questa edizione ho spinto per rendere l’attività il più decentrata possibile rispetto al Teatro Romano, che di certo resta il centro nevralgico.

Fabrizio Arcuri in dialogo con Sergio Lo Gatto

https://www.teatroecritica.net/2026/06/avere-un-cuore-di-vetro-lestate-teatrale-veronese-diretta-da-fabrizio-arcuri/

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"è doveroso registrare un prevalente interesse nei confronti di lavori il cui sguardo si è poggiato più volte sul femminile, con un’attenzione particolare alla declinazione più meridionale della questione. In questo senso, il cartellone del festival ha consentito di soffermarsi anche su quale possa essere, nel nostro momento storico, il senso di un discorso che proviene da sud."

Tiziana Bonsignore dal Teatro Libero Palermo

#VISIONI #IDEE

#recensioni #Palermo #Sicilia

https://www.teatroecritica.net/2026/06/tra-presente-e-futuro-nuove-proposte-dal-libero-di-palermo/

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Torna a fare visita alle nostre pagine lo sguardo di Stefano Tomassini, dal Piccolo Teatro Milano dove al festival #PresenteIndicativo ha visto Anne Teresa de Keersmaeker sulla musica e le canzoni di Jacques Brel e il nuovo concept-work di Parini Secondo.

"Anne Teresa davvero non si tiene: per esempio, di fronte alla radicalità della rottura di ogni abbandono, della paura per la perdita, la violenza di ogni fine, scandita da Ne me quitte pas, si spoglia nuda e accoglie sulla schiena la proiezione della bocca di Brel, che canta e «infine abbaia alla sua immagine, mentre la voce intona il verso l’ombre de ton chien» (così Iachino precisa, con ferrea memoria). La drammaturgia è spaventosamente engagée. "


https://www.teatroecritica.net/2026/06/retour-a-brecht-ah-no-e-brel-al-piccolo-di-milano/

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E voi, avete mai visto uno spettacolo di Josef Nadj?

«Il coreografo, attesissimo al Teatro Mercadante di Napoli, firma un lavoro di forte intensità sicuramente visiva ma anche drammaturgica, in cui la danza si fa organismo pulsante in dialogo con individualità e collettività. La coreografia segue una scrittura del corpo stratificata e minuziosa. I danzatori sembrano obbedire a una forza gravitazionale: si attraggono, si respingono, si riuniscono e forse rimandano tanto a un branco quanto a una tribù antica. »

Dal Teatro di Napoli la #recensione di Sara Raia

#danza #teatro #Napoli

https://www.teatroecritica.net/2026/06/lesperienza-dello-sguardo-josef-nadj-e-il-rito-inesauribile-di-full-moon/

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Perché a #JanFabre viene ancora concesso un palcoscenico?

Questa domanda ce la facevamo su teatroecritica qualche mese fa attraverso un articolo di Ilse Ghekiere. Oggi torniamo su questo tema perché a Lecce hanno inaugurato un archivio dedicato all'artista condannato e nella nuova stagione del #TeatroVascello ci sono ben due spettacoli del regista belga.

Ne parliamo nella nuova puntata di Tiresia anche grazie all'articolo di Alessandra Lupo pubblicato sul Quotidiano di Puglia.

Poi ce ne andiamo a Cagliari dove Sardegna Teatro insieme ad altri partner prende in gestione un importante luogo cittadino per aprilo alla città.
Palermo 1996 storia di una rinascita. Emiliano Morreale sul Venerdì di Repubblica.

Maggio è anche il periodo in cui vengono portati a termine laboratori e percorsi di formazione con aperture pubbliche e spettacoli. Da Napoli un pezzo di Francesca Saturnino
«Ozebwa», riscrivere le Supplici con le storie delle donne migranti.

Le recensioni: Oracle visto da Gianni Manzella sul Manifesto e Il processo Pelicot recensito da Maddalena Giovannelli sul domenicale del Sole24 ore e da Lucrezia Ercolani sul Manifesto.
Segnaliamo anche gli articoli di Ines Jeune Fille Arsì su PAC - Paneacquaculture (Sotterraneo incontra Cecilia Sala), di Simona Cappellini su Krapp's Last Post (per Amazzoni di Silvia Gribaudi), di Roberto Giambrone sul Sole 24 Ore (a proposito di Cani lunari di Francesco Marilungo).
Buon ascolto.

Su tutte le piattaforme. Qui link spotify https://open.spotify.com/episode/5tJbNqLB38WBwhldHd5A0N?si=ac1ea37ed019483d

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🧚‍♂️🧜 Uno degli ultimi aggiornamenti per Cordelia di Maggio!

da #Milano Chiudiamo lo speciale su #Life di ZONA K, da #Bologna Preghierine di Gabriele Portoghese visto al Teatro delle Moline Teatro Arena del Sole Bologna, da #Roma Los de Ahí, scritto e diretto da Claudio Tolcachir visto al Teatro India - Teatro di Roma

#recensioni #teatro

https://www.teatroecritica.net/2026/05/cordelia-maggio-2026/

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La puntata numero 16 di Tiresia è online : la rassegna stampa del teatro e delle arti della scena

https://open.spotify.com/episode/1ow30z9gFmeify2kuoJRqt?si=31da254527734a15

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«Restare ingabbiati in un unico linguaggio e in un’unica estetica o in un unico modo di fare le cose limita il percorso di un artista che dovrebbe invece essere sempre spinto a sperimentare. Per entrare in un mercato si tende a non rischiare e fare lavori maggiormente accomodanti, perché si ha paura di non riuscire a vivere del proprio lavoro. Noi dovremmo avere degli operatori del settore, dei direttori artistici in grado di invitare i giovani a rischiare, con la possibilità di sbagliare, concependo dunque l’arte sempre come tentativo e mai come punto di arrivo. Secondo me, quindi, il rischio necessario è proprio scegliere di fare un salto nel vuoto senza aver timore...»

Sara Raia ha intervistato Giovanfrancesco Giannini, danzatore, coreografo

#DIALOGHI

https://www.teatroecritica.net/2026/05/lesigenza-di-attraversare-territori-inesplorati-il-linguaggio-intermediale-di-giovanfrancesco-giannini/

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Siamo seduti in cerchio, artisti e giovani critici. Il sole dei primi di maggio è ancora timido e ci permette di godere di ampie zone di ombra e del soffio gentile di un venticello fresco che fa intirizzire a tratti. Si è appena aperta una “tavola rotonda” alla ricerca del confronto tra chi il teatro lo fa e chi invece ne usufruisce. Giulia Odetti di Collettivo EFFE, Giulio Santolini, Violetta Ghersina, Alice Sinigaglia e Davide Pascarella sono solo alcune delle voci che intervengono nel dibattito vivo che si viene a creare.

Letizia Chiarlone ci racconta le giornate del festival #Tuttalavitadavanti

https://www.teatroecritica.net/2026/05/il-teatro-sfacciato-come-la-giovinezza-al-festival-tutta-la-vita-davanti/

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Cosa accade da domani al 4 luglio a #Fasano? Occhi puntati sul #PugliaShowcase organizzato da Puglia Culture - Circuito Teatrale.

Con questo articolo in #mediapartnership cominciamo a presentare artiste/i e finalità della rassegna-vetrina pugliese

#festival #Puglia #danza #teatro

https://www.teatroecritica.net/2026/06/dalla-puglia-al-resto-del-mondo-la-scena-di-puglia-showcase/

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E qui anche i corpi esplodono, perdono i freni, si espongono anche a mille fragilità, mille incombenze moderne: la platea è raggiunta, l’eros necessario è rivendicato e cercato (non tanto tra il pubblico, ma sul bracciolo di una poltrona… fra risate mai trattenute): qui tutto spiazza, scende in piazza e viene messo in piazza. Così l’ingiuntiva raccomandazione di fare piano (pure negli applausi) perché in camerino un figlio (Ettore!) dorme, pone la questione della maternità che è zero tutelata nel sistema danza, ma posta così, con l’intelligenza rapida e fondamentale di un affondo di fioretto.

Stefano Tomassini sul nuovo lavoro di Silvia Gribaudi visto a #IraFestival

https://www.teatroecritica.net/2026/06/irascibili-amazzoni-a-soverato/

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🧞🌼 Update per #Cordelia di giugno e luglio: 2 nuove recensioni.

LETTERE DALL’ALDILÁ (di Yuri Casagrande Conti) recensito da Andrea Gardenghi

TO MY SKIN (Cornelia Dance Company) recensito da Andrea Zangari

https://www.teatroecritica.net/2026/06/cordelia-giugno-luglio-2026/

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https://open.spotify.com/episode/3rRTHEnLbs2MBJYILKufR5?si=b37f8804f9474ce2

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Qual è il ruolo del festival teatrale della La Biennale di Venezia nella geografia culturale del nostro paese? Quale posto occupa all’interno della mappatura delle istituzioni teatrali e delle manifestazioni estive dedicate alle arti performative?
Come nel caso di altre manifestazioni teatrali istituzionali – ad esempio Spoleto o del Campania Teatro Festival – parliamo di progetti nati tutt’altro che dal basso e che nei decenni con cambi dirigenziali e spoils system rischiano di appannarsi almeno per quello che riguarda gli intenti.


Il racconto di Andrea Pocosgnich da #Venezia.

Il teatro immagine, il rigore orientale e il teatro di comunità, tre giorni a Venezia raccontano la ricerca di un festival che interroga la memoria e sfida la scoperta: Satoshi Miyagi, Mario Banushi, Davide Iodice, Darcy Rugamba e uno sguardo, fuori festival, al padiglione austriaco di Florentina Holzinger

https://www.teatroecritica.net/2026/06/venezia-tra-memoria-e-ignoto-dove-va-la-biennale-teatro-di-willem-dafoe/

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#mediapartnership

Anche quest'anno vi presentiamo il cartellone di Fuori Programma - International Dance Festival. Venite a scoprire tutti gli spettacoli e i percorsi che attraversano il festival tra Teatro Biblioteca Quarticciolo e Teatro India - Teatro di Roma. Compreso il nostro laboratorio di visione e critica (iscrizioni aperte).



https://www.teatroecritica.net/2026/06/abitare-roma-fuori-programma-il-festival-della-danza-tra-corpo-spazi-e-riflessioni-contemporanee-dal-21-giugno/

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🐝☄️ Cordelia di giugno e luglio è online!


CIRCLE MIROR TRANSFORMATION (di Annie Baker, regia Valerio Binasco), visto al Teatro Argentina - Teatro di Roma da Andrea Pocosgnich

STABAT MATER (di Stephen Shropshire) visto a Teatro India - Teatro di Roma da Andrea Zangari

L’INCANTO (di J.Cascone e V. Cruciani a cura di Niccolò Giacomazzi) visto da Lucia Medri al @mattatoioroma

https://www.teatroecritica.net/2026/06/cordelia-giugno-luglio-2026/

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«La mobilitazione è stata senza precedenti, con adesioni in tutte le principali città italiane. A Venezia sono rimasti chiusi dieci padiglioni della Biennale, a Firenze l’Archivio di Stato e i reparti amministrativi degli Uffizi, a Milano la Biblioteca Braidense, a Roma il Museo dei fori imperiali. Nella capitale molti monumenti, biglietterie e punti di accoglienza hanno osservato orari ridotti per la mancanza di personale. In mattinata i lavoratori si sono radunati in piazza del Planetario e nel pomeriggio hanno manifestato in Largo di Torre Argentina. »
Qualche giorno fa, il 12 giugno, è andato in scena il più grande sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della cultura degli ultimi anni. Le parole con cui abbiamo aperto questa puntata sono del Manifesto, dall’articolo di Alex Giuzo, I lavoratori della cultura incrociano le braccia: «Basta sfruttamento».


“Noi sfruttati a 4 euro l’ora. Basta salari da fame, tagli e precarietà”: in piazza lo sciopero dei lavoratori della cultura è invece la pagina del Fatto Quotidiano online in cui trovate anche le immagini dell’assemblea a Largo Argentina. Di Alberto Sofia

Mutonia salvata anche dalla Regione Emilia Romagna: ne riconosce l’interesse culturale www.ilrestodelcarlino.it

A Settimo rinasce il Garybaldi. Gabriele Vacis : “Non sarà solo un teatro, ma un presidio di comunità”. Lastampa.it. Di Roberto Pavanello

Su Theatron 2.0 un approfondimento di Alessandro Toppi sul teatro della realtà #loscandaglio

Sul Fatto Quotidiano del 13 giugno: La Biennale di Venezia, trionfa a Venezia il teatro senza le parole. Di Filippomaria Pontani

Shakespeare rivive nel teatro giapponese. Di Masolino D'Amico, La Stampa del 13 giugno

Promemoria, le emozioni che rimangono di una vita. Di Cristina Piccini, Ilmanifesto.it

I Persiani di Ortoleva: un fil rouge da Tonino Conte ad oggi. Di Davide Sannia, Krapp's Last Post

https://open.spotify.com/episode/43rBsLGyfWwJJ2j3218uDx?si=H7PF0APgQRqT2HB9yUwNlA

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«Credi davvero che salverai il mondo con il teatro?». È la domanda che l’inquieta adolescente Ezgi (Leyla Smyrna Cabas) rivolge a suo padre, di ritorno con la moglie dal debutto teatrale del loro nuovo spettacolo, ed è anche la questione attorno a cui ruota l’indagine del regista e sceneggiatore tedesco, di origini turche, İlker Çatak, raccontando, in Yellow Letters, la storia di due artisti, Derya (Özgü Namal) e Aziz (Tansu Biçer), invisi al regime e, per questo, costretti ad abbandonare i loro incarichi professionali.

Giusi De Santis a partire dal film Yellow Letters per riflettere su cinema, arte e realtà.

https://www.teatroecritica.net/2026/06/larte-puo-davvero-cambiare-il-mondo-yellow-letters-di-ilker-catak/

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«La successione dei materiali sulle 600 ore di processo costruisce il contesto della vicenda per frammenti, ma dentro questa apparente accumulazione documentaria a sedimentarsi è la forza di alcune immagini: la casa di Mazan, descritta dalle parole della figlia di Gisèle, il vialetto con l’albero di ulivo, il patio, le persiane azzurre, i ricordi di una famiglia apparentemente ordinaria ma anche la scenografia involontaria dell’occultamento, il luogo dell’orrore nel quale il visibile e l’invisibile hanno coabitato per anni senza lasciare evidenti tracce; i vuoti di memoria di Gisèle, il deterioramento fisico, il sospetto di una malattia neurodegenerativa...»

Andrea Gardenghi affonda lo sguardo e la riflessione nelle oltre 4 ore del Processo Pelicot visto al Piccolo Teatro Milano con la regia di Milo Rau e Servane Dècle

#ProcessoPelicot #recensione #teatro #Milano #MiloRau

https://www.teatroecritica.net/2026/06/processo-alle-intenzioni-milo-rau-e-servane-decle-sul-caso-pelicot/

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Alla fine di Oracle, dopo le quasi quattro ore e i lunghi applausi al numeroso cast, ci si sente un po’ come quando si scende dalla giostra di un luna park. Un luna park teatrale e adrenalinico nel quale tutte le attrazioni siano unite in un unico grande spettacolo; c'è persino una leggerissima paura di tanto in tanto, con lo scoppio di rumori improvvisi che fanno saltare sulla sedia qualche spettatore o spettatrice.

Dal Piccolo Teatro di Milano Andrea Pocosgnich racconta Oracle di Lukasz Twarkowski.

https://www.teatroecritica.net/2026/05/oracle-di-twarkowski-esperienza-della-percezione-e-coscienza-artificiale/

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«...dopo un terzo forse di Dentro la tela. Indagine su Artemisia, Cinzia Spanò scesa nei corridoi di platea ha guardato dritto verso di me – stavo forse prendendo un appunto, sembravo uno spettatore svagato – mi ha piantato le parole in una profondità che mi ha destabilizzato, sembrava dire, con gli occhi tremanti: “Svegliati! È con te che sto parlando!”. Ecco, io non credo di essere uno spettatore disattento...»

Simone Nebbia sullo spettacolo di Cinzia Spanò visto al Teatro Elfo Puccini

#VISIONI

#recensioni #teatro

https://www.teatroecritica.net/2026/05/cinzia-spano-e-se-la-tela-intrappola-il-ragno/

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La Toscana prova a fare scuola con il palco. Novantanove istituti, quarantasei Comuni, dieci province: sono i numeri del “Progetto Scuole” di Fondazione Toscana Spettacolo per la stagione 2025/2026, presentato in Regione. Ne parliamo con il pezzo di Orizzonte Scuola firmato da Andrea Carlino.
L’iniziativa conta 109 iniziative sviluppate in 788 appuntamenti – laboratori, workshop, lezioni e spettacoli – per un investimento complessivo di 247.054 euro. Rispetto all’anno precedente gli eventi sono aumentati di 403 unità.

E poi parliamo della nuova stagione del Teatro di Roma e della critica che non critica.
I teatri chiusi a Roma. Un articolo da Repubblica di Maddalena Messeri che prende spunto anche dalla ricerca di Simone Pacini sugli spazi teatrali romani. E a Milano il bando per il Teatro Ringhiera (teatro ATIR Teatro Ringhiera)

Novità sul Teatro Sannazaro dal Mattino di Napoli. Di Leandro Del Gaudio dal Il Mattino

Sciroppo di teatro: su Artribune si parla del progetto nato in Emilia Romagna. Articolo di Livia Montagnoli

Un'intervista a Romeo Castellucci da Repubblica, Di Tonia Mastrobuoni

I vent'anni del progetto napoletano Arrevuoto dal Corriere del Mezzogiorno. Di Stefano De Stefano.

Le recensioni da PAC - Paneacquaculture (Giorgia Valeri dal Premio Anna Pancirolli Amici di Anna) e Krapp's Last Post (con Vincenzo Sardelli andiamo a vedere il circo nella casa circondariale di Lecce).

https://open.spotify.com/episode/1ow30z9gFmeify2kuoJRqt?si=31da254527734a15

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🤩🧚 Aggiornamento per #Cordelia di maggio: nuovi pezzi da #Milano e #Roma, 3 #recenioni dedicate a #Life il festival internazionale di ZONA K, e poi a #Roma dal Teatro Le Maschere Sistema nervoso di Leonardo Capuano e dal Teatro Vascello Casanova di Fabrizio Sinisi e Fabio Condemi

https://www.teatroecritica.net/2026/05/cordelia-maggio-2026/

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Cosa ancora deve accadere al Ministero della Cultura per dimostrare la totale incapacità da parte di questo governo di gestire e immaginare il panorama culturale?
Non basta la nostra industria cinematografica messa in ginocchio, la ridicola situazione dei finanziamenti (e del caso del film su Giulio Regeni), ciò che accadde alle commissioni teatro e danza, l’imbarazzo a proposito dei padiglione russo e di quello israeliano in Biennale, i licenziamenti tra i collaboratori e le collaboratrici, la gaffe del ministro che arriva in ritardo di 40 minuti a un talk del Salone del libro?

Cosa stiamo aspettando prima di chiedere con una voce sola le dimissioni e il commissariamento tecnico di questo dicastero?
Cominciamo da qui l'ultima puntata di Tiresia - ora online -, dall'egemonia culturale rimasta ferma alla retorica dell'identità nazionale...
Sul Manifesto Il piacere di farsi castrare di Carlo Hintermann, sul libro di Luisa Merloni Piccolo manuale di comicità femminista.

A proposito di teatro in carcere sul Secolo di Genova un articolo di Guglielmina Aureo
"Alice diventa underground con le detenute di Pontedecimo". E ancora sul Il Secolo XIX "Un giudice si unisce ai detenuti per recitare insieme Antigone".
Su #Repubblica del 9 maggio: "Niente copione in scena, gli attori sono malati di Alzheimer. “Senza memoria, resta la loro umanità” di Alessandra Arini

Rimaniamo in zona Bologna perché sul il manifesto è stato pubblicato un pezzo di Andrea Cortellessa che è un importante approfondimento sullo spettacolo di archiviozeta «Gran Teatro Anatomico» che si tieni all’interno dell’ Istituto Ortopedico Rizzoli fino al 31 maggio.

Uno sguardo alle pagine teatrali de La lettura, l'inserto del Corriere con le segnalazioni degli articoli di Rossella Menna, Valeria Crippa, Laura Laura Zangarini

RECENSIONI:
A Siracusa l’Antigone di Carsen e la difesa dell’umano di Anna Mallamo. Gazzetta del Sud
Sul Il Foglio Lo spettacolo “La Festa” racconta la Georgia che protesta e sogna l’Europa. Frammenti di vetro, brindisi, proteste, teatri chiusi e desiderio d’Europa, lo spettacolo di Leonardo Manzan racconta la vitalità ostinata di un paese che resiste. Di Nona Mikhelidze

https://open.spotify.com/episode/66nS354XdL41O9VOpFuPdE?si=3c2c2422564944e7

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