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Teatro e Critica

Oggi e domani al Teatro di Napoli #Mercadante

"L’intero spettacolo sembra ruotare attorno a una domanda fondamentale, frequentata già da molte voci della creazione teatrale nei secoli: fin dove ci si può spingere nel mostrare qualcosa sul palco? Dietro, ovviamente, c’è un ragionamento più ampio, che piuttosto si chiede “che cosa siamo, in fondo, disposti a sapere e, dunque, a sopportare?"

Ne parlava qui Sergio Lo Gatto

www.teatroecritica.net/2024/07/medeas-children-milo-rau-il-sesto-atto-della-tragedia/

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«Precisione assoluta, nessun cedimento o sbavatura: i corpi appaiono da subito pienamente disponibili, capaci di attraversare senza attrito le scritture che li guidano. In questa traiettoria si colloca la compagnia Aterballetto, portando in scena il trittico di Diego Tortelli, Angelin Preljocaj e Crystal Pite, all’interno della stagione Dance&Performance del Teatro Bellini di Napoli, curata da Emma Cianchi e Manuela Barbato. Le tre coreografie alternano soli, duetti e potenti ensemble, costruendosi in stretta connessione con i brani musicali, giocando sulla versatilità dei performer e offrendo al pubblico una costruzione scenografica dinamica in grado di generare una partecipazione attiva e costante.
Cosa resta, dunque, una volta che tutto è eseguito in maniera impeccabile? Qual è la traccia necessaria che si deposita oltre l’evidenza del gesto? A sipario chiuso, mentre il pubblico pian piano si appresta verso l’uscita, i performer sembrano esibirsi nuovamente tra i pensieri generando queste domande.»

L'approfondimento di Sara Raia

#VISIONI

#danza #recensioni

https://www.teatroecritica.net/2026/04/limpeccabile-virtuosismo-di-aterballetto-per-pite-preljocaj-tortelli-tra-estetica-e-necessita/

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Si immerge nel bosco ARIEL a partire da Lugano e poi La Spezia, e soffia in mezzo alla natura da Udine a Torino, fino a Ravenna e infine Napoli. Si sentono nell’aria del suo volo distinte parole d’amore tra Milano e Roma, l’amore che dà vita all’arte tra Bologna e Firenze, tra Parma e Verona, tra Genova e Palermo. Ma non è che a forza di volare in mezzo all’aria, di spingersi più su, finisce per volare tra le stelle?

Per scrivere ad ARIEL


https://open.spotify.com/episode/3S5KnJVTjPaaCB2bJpfyW5?si=zXwIG-z1QzeTRZAvdOKjQA&context=spotify%3Ashow%3A3LC4DdGR1yic5lieAoCJiu

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«Ci interroghiamo meno invece sulle conseguenze date dall’accumulo di messinscene scadenti e rimuoviamo dal discorso gli effetti prodotti nel tempo lungo dal teatro quand’è adoperato malamente: le direzioni pubbliche affidate a registi abili più nei rapporti coi partiti politici che nell’approfondimento dei testi, le coproduzioni decise in base alla poltrona occupata dall’artista o per ragioni economiche, le tournée allestite per scambi (con tanto di messa in abbonamento del titolo) e a prescindere dalla qualità effettiva del lavoro. Come se la mediocrità non generasse mediocrità o peggio: come se non contribuisse ad abbassare il livello col fine di continuare a preservare se stessa.»

Alessandro Toppi su questa nuova produzione diretta da Luca De Fusco in tournée in varie città.


#recensioni #teatro #eduardo

https://www.teatroecritica.net/2026/04/la-mediocrita-applaudita-sabato-domenica-e-lunedi-di-luca-de-fusco/

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"Circonfusi dalle ampie gonne nere in un’aura barbaramente neoclassica, i performer de La Veronal coniugano in solo, in duo, in schiera la figura del cerchio spezzato: la grazia del loro movimento è sempre interrotta, disturbata, costretta a riformularsi da oggetti di scena in grado sia di accompagnarla che di ostacolarla, un fascio di legna, un’ascia, un sacco nero – nell’intervista sopracitata, Morau afferma che «la scena deve restare in uno stato di tensione, come un organismo che non si stabilizza mai del tutto»."

Matteo Valentini su questa nuova creazione de La Veronal

#VISIONI

#MarcosMorau #Laveronal #danza #teatro #recensioni

https://www.teatroecritica.net/2026/04/la-mort-i-la-primavera-la-tentazione-dellinumano/

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Altri 3 nuovi pezzi in chiusura di Cordelia di marzo: siamo agli sgoccioli.

* Silvia Maiuri su THE FOREST (di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir) al Teatro Arena del Sole Bologna

* Alessandro Toppi su IL BERRETTO A SONAGLI (regia Andrea Baracco) dal Teatro di Napoli

* Andrea Gardenghi su WHEN I SAW THE SEA (di Ali Chahrour) dalla Triennale Milano

Leggi qui --> https://www.teatroecritica.net/2026/03/cordelia-marzo-2026/

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🧚👓 Lettere a Bernini di Marco Martinelli (Teatro delle Albel) visto al Teatro Vascello, Fabrizio Falco con il suo adattamento da Pirandello al Sala Assoli e dalla Triennale Milano a #Fogfestival Homage Au Pair della compagnia De Utvalgte che «a Oslo conduce dal 1994 è la tessitura precisissima di una drammaturgia intermediale dove proiezioni video, realtà virtuale e repertorio jazzistico concorrono alla realizzazione di un dispositivo performativo all’interno di una dimensione che è volutamente installativa»

Articoli di Giusi De Santis, Sara Raia e Andrea Gardenghi

https://www.teatroecritica.net/2026/03/cordelia-marzo-2026/

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«Scegliendo di non considerare il costo degli affitti, i pendolari di Trenord, le minoranze etniche marginalizzate, i centri sociali sgomberati, le speculazioni edilizie, Miracolo a Milano sembra parlare soltanto di Miracolo a Milano per gli spettatori di Miracolo a Milano.»

La #recensione di Matteo Valentini

Visto al Piccolo Teatro Milano


https://www.teatroecritica.net/2026/03/miracolo-a-milano-la-citta-non-e-un-film/

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Scopriamo insieme Sonar?
Gestisci una compagnia o un festival, ecco come può aiutarti questa piattaforma.

Articolo pubblicato in #mediapartnership

https://www.teatroecritica.net/2026/03/sonar-si-rinnova-la-piattaforma-digitale-che-connette-il-mondo-dello-spettacolo-dal-vivo/

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Dove ci porta lo spirito di ARIEL questa settimana?

Nell’aria si muove agile ARIEL e così da Napoli vola fino a Milano a parlare di giustizia, di lotta per i diritti individuali e collettivi, poi corre da Bologna a Roma e poi a Perugia per le biografie e i ritratti di individui più o meno illustri, passa per Genova ad ascoltare come si può dire l’amore, ma lo stesso se lo chiede osservando la condizione femminile a Bari, Pisa, Cesena e Torino, infine plana su Firenze a parlare di lavoro e si ferma a Lecce, per una storia da non dimenticare.

https://open.spotify.com/episode/4Q69v3H2jkEo0WAVqkvjn6?si=6c84c5d0153c494a

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«Classe ’98, albanese di nascita ma greco di adozione, Banushi, dopo aver studiato recitazione presso la Scuola di Arte Drammatica del Conservatorio di Atene, ha rapidamente conquistato un posto di rilievo nel teatro contemporaneo europeo grazie a un linguaggio visivo potentissimo che predilige e si sostanzia nella narrazione drammaturgica dei corpi, rinunciando del tutto alla tradizione oratoria. Le sue sono immagini eloquenti provenienti dalla tradizione pittorica, negli utilizzi cromatici modulati dal ricercato gioco espressivo di luci e ombre, ma debitrici anche di tutta una tradizione scultorea per impianto formale e strutturale. All’eredità di una certa storia dell’arte occidentale, condita di riferimenti visivi tipicamente locali, originativi di quei Balcani che sono stati la culla del regista, si intreccia una genealogia famigliare personale, radicata nel vissuto dell’autore, che sa parlare anche dell’essere umano tout cour e delle sue vicende terrene. Che sa parlare di noi.»

Andrea Gardenghi dopo al visione del nuovo lavoro di Mario Banushi alla Triennale Milano nell'ambito di Fog Festival

#Triennale #milano #MarioBanushi https://www.teatroecritica.net/2026/03/esistere-dentro-un-gesto-di-cura-mami-di-mario-banushi/

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Fino a domenica allo Spazio Diamante c'è ancora Ashes di Muta Imago.

«C’è dunque, tra chi compie l’atto e chi vi assiste, una specularità annunciata che si identifica per la staticità dei corpi e, per converso, si evolve a un livello sensibile più alto, riverberando nell’evocazione immaginifica data dal suono. Da tale evocazione scaturisce una drammaturgia polisemica, legata per pause e asprezze dai suoni esterni e dalla musica dal vivo di Lorenzo Tomio; stralci di discorsi, parole urlate o sussurrate, dette a qualcuno o a sé stessi, si mescolano a comporre una narrazione viva, pulsante che si irradia per lo spazio attorno e alla quale contribuiscono dall’alto le luci deboli e lunari di Maria Elena Fusacchia, capaci di definire un manto sottile attorno alla scena.»
Ne scriveva Simone Nebbia

https://www.teatroecritica.net/2022/09/muta-imago-il-suono-soffia-sulle-ceneri/

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🐝 🍀 Nuovo aggiornamento con tanti articoli da #Milano, #Prato #Firenze #Roma, #Napoli.

Con articoli di Letizia Chiarlone, Giusi De Santis, Andrea Gardenghi, Lucia Medri, Simone Nebbia, Alessandro Toppi, Matteo Valentini, Andrea Zangari

Cordelia è stata alla Triennale Milano per #FogFestiva, al Teatro Metastasio, a Materia Prima Festival Murmuris, allo Spazio Diamante, Teatro Ateneo, Al Teatro Torlonia - Teatro di Roma, Argot Studio, Dominio Pubblico, Teatro Belli, Sala Assoli

https://www.teatroecritica.net/2026/03/cordelia-marzo-2026/

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"Contro cosa lotta un’attrice o un attore quand’è sul palco? [...] E Ludeno? Quando si stacca dal leggio e staziona nei barbagli esterni dei fari, lì dove la luce c’è ma sta sparendo, mi pare di comprendere il dispendio e l’inutilità (e dunque la tragicità) della sua battaglia. La morte è giunta, si è presa chi doveva prendersi e lui non può che fare il solletico al trionfo dell’assenza. Ci prova agitando brani, pezzi incollati, scritture di ritorno ma sono colpi dati all’aria tant’è che tutto sa d’addio dopo aver provato a dire che «il poeta è vivo»"
Alessandro Toppi su S-Enz, questo omaggio che Giovanni Ludeno fa alla figura e all'opera di Enzo Moscato, ma anche all'arte dell'attore

https://www.teatroecritica.net/2026/03/amleto-moscato-ludeno-appunti-su-un-attore/

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da #stasera a #domenica allo Spazio Diamante

«Fulgida dimostrazione della capacità drammaturgica di Jean Genet, Le Serve (1946) è una macchina infallibile che, come spesso accade nella scrittura del “Santo” preferito da Sartre, attinge alla vita reale per caricare lingua, linguaggio e immaginario di crudeltà ferina e spregiudicata. Il punto di partenza è un fatto di sangue, il brutale duplice omicidio di una ricca signora e sua figlia a opera delle due governanti...»

Qui lo raccontava Sergio Lo Gatto

#recensione #dalnostroarchivio

https://www.teatroecritica.net/2024/02/davidson-di-maurizio-camilli-e-michela-lucenti-2/

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🧜🧚‍♂️Apriamo Cordelia di aprile, cominciamo come sempre lentamente: 3 articoli per 3 importanti lavori visti nelle scorse settimane.

14.610 (di e con Claudia Catarzi)

LA FAME ( Les Moustaches)

BASSO NAPOLETANO (di Marco Sgrosso Le belle bandiere)

Articoli di Sara Raia, Simone Nebbia , Viviana Raciti

https://www.teatroecritica.net/2026/04/cordelia-aprile-2026/

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Dunque a metà settembre il Teatro Valle riapre? Così sembra.

Il caso Garlasco diventa uno spettacolo teatrale? Si avete capito bene…

Riaprono anche altri due teatri: uno a Cosenza e uno ad Amelia con un progetto dal basso, di 40 persone.

Dal Fatto Quotidiano la stroncatura di Camilla Tagliabue del nuovo spettacolo di Mario Martone con Lino Musella e Iaia Forte e poi un Beckett all’Elfo e tanto altro.
la 10° puntata di Tiresia è online!

https://open.spotify.com/episode/6ggCg3KFcn853Ax7bhuK3j?si=_9od6d05R4qxfDrIzZUEGQ

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«Attenzione, dunque: lo spettacolo conterrà, in disordine sparso (riporto solo gli aspetti appuntati al buio, nella visione al KVS Bol di Bruxelles; a voi riflessioni sull’autocensura selettiva): immagini disturbanti, violenza, sangue, nudità, agismo, stereotipi, body shaming, linguaggio inappropriato, linguaggio offensivo, linguaggio abusante, battute omofobiche, battute razziste, battute troppo lunghe, immagini generate con l’intelligenza artificiale, aggressioni sessuali, mascolinità tossica, mansplaining, privilegio bianco, pensiero binario, linguaggio politicamente corretto, ideologia woke, spreco di risorse ambientali, preparazioni alimentari non vegane, cannibalismo, teorie post-coloniali, teorie anti-LGBTQ+, riferimenti al genocidio, cancel culture… »

Matteo Columbo racconta questo spettacolo di Julian Hetzel che sarà anche a Milano a maggio, al #LifeFestival organizzato da ZONA K

https://www.teatroecritica.net/2026/04/gli-estremi-si-toccano-three-times-left-is-right-di-julian-hetzel/

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«Nell’ambito del cartellone del Teatro Ragazzi, abbiamo ravvisato un’attenzione specifica al dialogo che intercorre tra lo spazio performativo e lo spettatore, a cui viene chiesto di coniugare a una visione critica una più ampia corrispondenza col proprio vissuto e con il presente. Creando, così, una connessione con quanto emerge dalla programmazione curata da Fabrizio Pallara per il festival Contemporaneo Futuro – l’unica vetrina dedicata alle nuove generazioni prodotta da un teatro nazionale – giunto alla sua VI edizione, e che attraverserà, fino al 12 aprile, gli spazi del Teatro India e del Teatro Torlonia, che hanno ospitato nel mese di marzo gli spettacoli Link. C’è un abbraccio invisibile che ci legherà per sempre, Écoute pour voir, L’albero dei bottoni e ONCE UPON A TIME – Museo della fiaba...»

#idee

#teatro #Roma #teatroperlenuovegenerazioni #teatroragazzi

https://www.teatroecritica.net/2026/04/lesercizio-della-memoria-per-il-futuro-delle-nuove-generazioni/

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Quale futuro per il tanto atteso Codice dello Spettacolo ora che il sottosegretario alla cultura Gianmarco Mazzi (tra i principali referenti politici del Governo per il settore dello spettacolo dal vivo) è diventato ministro del Turismo?

Pubblichiamo le riflessioni di Progetto Cresco https://www.teatroecritica.net/2026/04/mazzi-e-il-codice-della-spettacolo-la-nota-di-c-re-s-co/

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"Dopo aver collaborato ad alcuni progetti cinematografici, a un certo punto mi sono ritrovata a prendere parte alla lavorazione di Morte di un matematico napoletano di Martone, che per me ha avuto un impatto importantissimo: innanzitutto era un film ambientato negli anni Cinquanta – epoca di cui ero una grande appassionata e conoscitrice -, e per il quale erano state coinvolte tantissime persone, tantissimi personaggi e altrettante comparse, quindi fu per me un’esperienza formativa, perché mi sono dovuta inventare un mestiere che non conoscevo, e devo dire che fu così un po’ per tutti noi della troupe, poiché eravamo tutti esordienti. "


Giusi De Santis in conversazione con la costumista Metella Raboni

https://www.teatroecritica.net/2026/04/dalla-pagina-al-tessuto-intervista-a-metella-raboni

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«Si può guardare, per tutto il tempo di uno spettacolo, un orologio appeso in alto che a volte appare ed altre scompare? Il tempo, è la chiave. La durata dello spettacolo è una durata che si inscrive nell’esistenza di chi vi assiste, l’unità della quale è condizionata dagli avvenimenti, ritualizzata nella sequenza. Ma cosa accade quando il tempo, di uno spettacolo o della vita, smette di funzionare di colpo? Quell’orologio appeso all’alta parete verde, di tenue acidità, non scandisce minuti e ore, non conta il tempo ma sembra perderlo, smarrirlo, lo sconvolge finché non si arresta e va al contrario; quando riappare, l’orologio non riesce a procedere, va avanti e indietro imprigionando il tempo nello stesso minuto, ipnotizzato dal suono che, prima dirompente e fragoroso, ora fa posto a un docile carillon; poi più avanti cade, come cade il quadro dell'<em>Angelus Novus</em> da un’altra parete; infine ricompare e ruota, perde la sua stabilità, perde un centro e impazzisce, le lancette sono un vortice che moltiplica infinite misure sul quadrante. Si può raccontare uno spettacolo soltanto raccontando un orologio? Si può dire, con la misura perduta del tempo, la misura perduta di una vita?»

Simone Nebbia su VARIAZIONI SUL MODELLO DI KRAEPELIN di Davide Carnevali.

#teatro #recensioni

https://www.teatroecritica.net/2026/03/le-variazioni-di-carnevali-langelo-senza-storia/

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«L’estate è fatta per fare cose e raccontarle, oppure non fare niente e aspettare che i fatti accadono. In questa intercapedine del tempo tra smania e apatia, in cui ci si divide tra chi può e chi non può farsi le vacanze, Daniele Parisi colloca il suo condominio...»

Daniele Parisi in scena ancora fino a domenica al TeatroBasilica.

#dalnostroarchivio la #recensione di Lucia Medri

https://www.teatroecritica.net/2025/04/non-e-uno-sport-acquatico-di-e-con-daniele-parisi/

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🦀 🦚 Aggiornamento di Cordelia #marzo:

- ROSARIA (di Davide Iodice)
- HAMLET IN PURPLE (di Valentino Mannias)
- UN CASO DA MANUALE (di G. Pietrozzini, regia G. Aleandri)
- L’OCCHIO INVISIBILE (di G. M. Falsina e A. Oliva, regia di A. Oliva)

Cordelia è stata alla Sala Assoli di #Napoli, e poi #Roma con Angelo Mai, Teatro Belli, Spazio Diamante

#Recensioni brevi ma intense di Sara Raia, Lucia Medri, Viviana Raciti, Giusi De Santis
https://www.teatroecritica.net/2026/03/cordelia-marzo-2026/

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Immaginate un mercato nel quale gran parte del fatturato dei soggetti in campo arrivi direttamente dallo Stato, il quale ogni tre anni decide chi è della partita e chi no. Immaginate che in questo sistema ci siano soggetti più grandi di altri di decine e centinaia di volte, e che le differenze siano importanti non solo dal punto di vista del fatturato ma anche rispetto alla mission territoriale, alle forme giuridiche e tanto altro.

Questo è il settore della produzione teatrale in Italia e da 4 anni attende il rinnovo dei contratti nazionali.


Nella 7° puntata di Tiresia parliamo del braccio di ferro sul rinnovo dei contratti teatrali (ci ho ragionato grazie anche alle parole di Progetto Cresco).

Di un teatro sul mare, finalmente ristrutturato, il Margherita di Bari, di un teatro che potrebbe riaffiorare dalla Magna Grecia in Basilicata (ne parla Fiorella Fiore sul Il Giornale dell'Arte)

E poi il nuovo libro di Nadia Fusini su Shakespeare attraversato da Alessandra Quattrocchi, la direzione del Trianon a Napoli, Rossella Menna su Giacosa e la storia de La lettura.
E in fine le recensioni: Matteo Brighenti su Kinkaleri, Giuseppe Distefano sul nuovo testo di Cristina Comencini, Irene Ringozzi su Altre Velocità e lo spettacolo di Luca Marinelli, Gianni Manzella su il manifesto scrive di Tre sorelle di Liv Ferracchiati.

https://open.spotify.com/episode/7boRa1QFBhUWSVa7BuV7jO?si=Sn_5Si83Q9Geu5UqQY1V-g

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«Nell’epoca contemporanea, complice il recente anniversario tondo e centenario dalla nascita, si parla di Pasolini ovunque: Pasolini il profeta che aveva capito anche quello che non aveva capito, Pasolini il borghese antiborghese, Pasolini capito poco e male in quella famosa critica al PCI a Valle Giulia e risucchiato in questo tempo ignobile, al punto di trasformarsi in icona di una destra ridicoleggiante, toh, barocca. Mai come in questo caso, sulla scena nuda in cui Virgilio Sieni danza con i suoi versi, sembra vero il paradosso secondo cui, per dire meglio del poeta, meglio è toglierlo di mezzo...»

Simone Nebbia e Sara Raia su questa nuova creazione di Virgilio Sieni.

https://www.teatroecritica.net/2026/03/ma-a-che-serve-la-luce-due-sguardi/

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Al Teatro India di Roma fino a #domenica lo spettacolo di Babilonia Teatri

«Tuttavia «Abracadabra» non è semplicemente uno spettacolo sull’assenza, sulla sparizione, perché il momento cardine dell’illusionismo sta piuttosto nella ricomparsa, nel momento in cui tutto – un corpo segato in due, un vetro in frantumi – si ricompone. È piuttosto un trattato sulla presenza, su ciò che permane. Perché l’illusione, l’incanto, stanno nella possibilità – poetica, immaginaria, lenitiva – di invertire il flusso del tempo.»

Qui lo raccontava Graziano Graziani



https://www.teatroecritica.net/2025/04/abracadabra-la-morte-e-unillusione-la-vita-un-gioco-di-prestigio/

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«Avevo ventitré anni quando arrivai a Manchester con un biglietto di sola andata da Vancouver, uno zaino in spalla e nessuna idea di cosa avrei fatto una volta atterrato a destinazione. Mi spostavo continuamente, finché non iniziai a vivere in un camion, poi in un autobus trasformato in casa, lo stesso con cui approdai a Mutonia nel 1995 (gli altri artisti erano già qui da cinque anni). Da quegli inizi spartani, senza mai immaginare di restare per così tanti anni nell’ex cava, ho creato quella che è diventata una bellissima casa.»

Un incredibile esempio della controcultura degli anni '90, intervista da non perdere di Giusi De Santis

#DIALOGHI

#Mutoid #Santarcanglo #cyberpunk #arte #intervista

https://www.teatroecritica.net/2026/03/fino-alla-fine-del-mondo-in-viaggio-verso-mutonia/

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«il butoh è una forma d’arte che mi ha sempre affascinato, sin dall’inizio, da quando ho iniziato a interessarmi al teatro. Perché? Perché è una delle forme più radicali di danza, potremmo dire, ma è un po’ imprecisa questa definizione: è una forma d’arte che intercetta alcuni principi, alcuni momenti che interessano anche la cultura occidentale, anzi, che sono stati ispirati da essa. La danza butoh è ispirata, infatti, dalla grande letteratura occidentale, da Artaud, passando per Sade e così via, e conserva al suo interno, soprattutto nella pratica di alcuni artisti, elementi del tragico che a volte l’Occidente ha un po’ perso. Nel corso del Novecento tutto questo era molto vibrante, essenziale, ma da un po’ di anni, da qualche decennio, la componente tragica del lavoro teatrale è un po’ appannata. La danza butoh ha mantenuto questo cuore pulsante, tragico, con coscienza, non è un’azione di riflesso. »

Letizia Chiarlone ha intervistato Clemente Tafuri di Teatro Akropolis

https://www.teatroecritica.net/2026/03/clemente-tafuri-teatro-akropolis-tra-tagli-premi-ubu-e-territorio/

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Teatro e Critica

Marzo! ✨🧚 si comincia con #Napoli e #Roma:

📝Edipo Re di archiviozeta
📝Riccardo III diretto da Andrea Chiodi
📝Loco di Natacha Belova e Tita Iacobelli
📝SOLI di S. Sammartino, regia Regia R. Sinibaldi
📝Onirica di Collettivo EFFE
📝Charlotte e Theodore diretto da Massimiliano Farau

https://www.teatroecritica.net/2026/03/cordelia-marzo-2026/

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