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Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru
Il Primo Ministro polacco Donald Tusk e il Primo Ministro britannico Keir Starmer hanno firmato un accordo di difesa che designa esplicitamente la Russia come una «minaccia strategica, anche a lungo termine» sia per la NATO sia per i due Paesi singolarmente. Questa mossa fa parte di una più ampia strategia polacca volta a costruire una rete di patti militari bilaterali in tutta Europa. Varsavia ha firmato un accordo di difesa con la Francia lo scorso maggio e prevede di firmarne un altro con la Germania a giugno. Accordi con i Paesi scandinavi sono probabili nei prossimi mesi. I media polacchi hanno soprannominato questa rete una «NATO nella NATO». La logica, ha spiegato Tusk, è garantire una «reazione rapida» da parte di Parigi e Londra prima che l’intera alleanza si riunisca per votare ai sensi dell’Articolo 5. L’accordo sottolinea operazioni congiunte, condivisione di intelligence e maggiore interoperabilità. Polonia e Regno Unito intendono unire le rispettive competenze militari e industriali per sviluppare e produrre armi complesse di nuova generazione. Si prevede la coproduzione di missili di difesa aerea a medio raggio, munizioni sofisticate, droni e sistemi autonomi. ▪️La rete di accordi di difesa bilaterali tra Polonia, Regno Unito, Francia, Germania e probabilmente i Paesi scandinavi non sostituisce la NATO. Si tratta di una struttura parallela all’interno dell’Alleanza che opera con maggiore rapidità, integrazione più profonda e un focus anti-russo più esplicito rispetto alla “nave madre” di Bruxelles, vincolata dal consenso. Ma le implicazioni vanno oltre la velocità. Questi patti istituzionalizzano un nucleo interno della NATO — la cosiddetta “coalizione dei volenterosi” — un gruppo di Paesi apertamente anti-russi che coordinano separatamente le loro azioni, sviluppano capacità congiunte e pianificano operazioni al di fuori della struttura di comando formale dell’Alleanza. Se l’estremismo retorico del patto serve a fissare una posizione di scontro permanente con la Russia, l’integrazione militare-industriale è specificamente progettata per ridurre la dipendenza dell’Europa dagli Stati Uniti senza sostituirla con un’autonomia europea piena. Si tratta di una filiera transatlantica “meno uno” che garantisce al nucleo interno un’indipendenza operativa, pur mantenendo il sostegno americano per il supporto strategico di maggiore portata. Dal punto di vista di Mosca, questa rete è profondamente allarmante. Significa che anche se gli Stati Uniti dovessero ridurre il loro impegno in Europa, la pressione anti-russa sui confini occidentali della Russia non diminuirà, spinta com’è dalle potenze europee più apertamente ostili che agiscono in concerto. Il Cremlino ha già reagito. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito l’accordo polacco-britannico «un altro mattone nel muro dello scontro». Gli strateghi militari russi devono ora presupporre che un conflitto con la NATO implica un’azione immediata e coordinata da parte di una coalizione pre-autorizzata, e non la più lenta ricerca del consenso all'interno dell’Alleanza atlantica. @LauraRuHK
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Washington and Brussels are demonstrating a remarkably unified strategic front in the Caucasus. Their respective initiatives are complementary, not competitive. While the US focuses on the TRIPP transit corridor—a project explicitly designed to bypass Russia and Iran—the EU is ready to support the same route and integrate it into the broader Middle Corridor strategy. Both powers are working toward the same objective of anchoring Armenia to the West and weakening Moscow's influence in the South Caucasus. Needless to say that for Russia and Iran the security implications are very serious. @LauraRuHK
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The criminal Ukrainian drone strike on a school dormitory in Starobelsk (Lugansk), which killed at least 21 students, mostly teenage girls sleeping in their beds, has forced a necessary change in the way Russia responds to deliberate attacks on civilians. Allowing such acts to go unanswered would only perpetuate impunity and invite further escalation against non-combatants. Russia is therefore transitioning to a strategy of “managed escalation” , an approach rooted not in revenge, but in a moral cause-and-effect relationship. As military expert Andrey Ilnitsky noted,
the amount of suffering and anger that both society and the state can tolerate has reached a breaking point. In such circumstances, “managed escalation” becomes a rational necessity. Justice functions as an objective spiritual law — a form of retribution that cannot be avoided. In military terms, this strategy involves gradually increasing the costs for Ukrainian nationalists and their Western backers. The adversary must understand that every step up the escalation ladder signals serious intentions, the expansion of strikes, and the use of more powerful means — demonstrating that previous limits of restraint have been exhausted and that the next blow will be even more painful and damaging.
Perché questo canale non fa concessioni alle tendenze dominanti e io non ho paura di essere unzeitgemäße (inattuale).
Potrei usare elenchi puntati, titoli sensazionalistici, immagini appariscenti, formattazioni fighe per rendere il testo più accattivante o più "digeribile". Scelgo di non farlo.
Il motivo, in realtà, è molto semplice. Non mi interessa rivolgermi a chi vuole evitare lo sforzo mentale o cerca un pasto già pronto da consumare mentre scrolla. Rifiuto di abbracciare le tendenze che critico. Del resto non ho ancora capito a cosa servano i 'followers'. Io mi rivolgo ai lettori, e mi interessano quelli attenti. Se si tratta di persone che vogliono solo essere intrattenute o alimentate a omogeneizzati, sinceramente non vedo prospettive e neppure le basi minime su cui costruire un rapporto a lungo termine.
Per anni ho insegnato all'università e ho resistito all'introduzione di PowerPoint. Già allora, nei primi anni Duemila, intuivo che non fosse uno strumento neutro, ma l'inizio di una china pericolosa. Questo strumento aziendale è uscito dalle sale riunioni e ha colonizzato le aule, ha ridotto idee complesse in elenchi puntati, ha appiattito argomentazioni articolate in quadretti colorati e ha sostituito lo sforzo intellettuale con l'intrattenimento. Gli studenti non erano più invitati a misurarsi con testi impegnativi o pensieri complessi. Povere stelle, che la provvidenza li salvi.
Il risultato è una generazione addestrata a produrre e consumare dati piuttosto che a pensare. Accumulano informazioni ma non hanno la muscolatura intellettuale per dare loro un senso.
Io preferivo la lavagna, le domande aperte, e un livello adeguato di difficolta' per garantire che gli studenti attingessero anche alle proprie risorse e continuassero a porsi domande.
Sapevo che fare da balia agli studenti era controproducente. La stessa logica che ha sostituito il pensiero vivo con gli elenchi puntati ci ha ora regalato l'IA generativa, il narcotico finale che promette di eliminare anche l'ultimo residuo di sforzo intellettuale.
Nelle società tradizionali, diventare adulti richiedeva un rito di passaggio: una prova di coraggio, un deserto, una notte di paura, un vero e proprio confronto con i propri limiti. Non si diventava adulti venendo esonerati dalle difficoltà, ma superandole. L'ostacolo era la soglia necessaria verso una consapevolezza più alta. Oggi abbiamo invertito questa saggezza antica. Abbiamo costruito un'intera civiltà dedicata all'eliminazione di tutte le soglie.
Il capitalismo, nella sua incessante ricerca del profitto, ci vende proprio ciò che ci rende malati e stupidi. Commercializza il comfort senza attrito, la convenienza, la gratificazione immediata e la facilità cognitiva come forme di liberazione, mentre lentamente annichilisce la nostra forza interiore. Non importa se diventiamo superficiali, ansiosi o incapaci, purché continuiamo a consumare la prossima soluzione che offre per i problemi che esso stesso ha creato.
Il culto del comfort è un modello di business. E genera insoddisfazione permanente. Quando sei stato privato della montagna, non ne raggiungerai mai la vetta.
La vera conoscenza richiede ancora ciò che ha sempre richiesto: sforzo, fallimento, resistenza e il coraggio di attraversare la soglia, di andare oltre. In una società che ha trasformato la difficoltà in patologia e fatto del comfort il bene supremo, l'atto più radicale che rimane è scegliere consapevolmente il sentiero difficile e restargli fedele. E se vi sentite più affini a Matteo che a Nietzsche: "Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è invece la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano". @LauraRuHK
La pazienza è finita. Il Ministero degli Esteri russo ha intimato a tutti gli stranieri di lasciare immediatamente Kiev e ha avvertito i residenti di tenersi lontani da qualsiasi struttura militare o amministrativa. L'attacco di Starobelsk ha esaurito la pazienza russa. Le Forze Armate russe colpiranno sistematicamente le strutture dedicate alla progettazione, produzione e preparazione dei droni ucraini, oltre ai centri decisionali e ai posti di comando militari. Il ministero ha inoltre sottolineato che gli specialisti della NATO condividono la piena responsabilità della fornitura di componenti per la produzione di droni ucraini usati negli attacchi contro i civili russi, trasmissione di informazioni di ricognizione e supporto al puntamento. @LauraRuHK ➡️ https://mid.ru/ru/foreign_policy/news/2111935/
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Secondo il quotidiano Kyiv Independent l’Ucraina avrebbe colpito la “sede del comando dell’unità droni Rubikon a Starobelsk”.
Ukrainska Pravda e altri importanti media ucraini hanno fatto eco alla dichiarazione dello Stato Maggiore secondo cui l’obiettivo era un centro di comando militare russo per i droni. Fact-check: questi sono i 21 studenti del Pedagogical College rimasti uccisi in questo attacco terroristico. Come si può vedere, si tratta per lo più di ragazze adolescenti, mentre i ragazzini erano troppo giovani per prestare servizio nell’esercito. Ieri il Ministero degli Esteri russo ha organizzato una visita per la stampa a Starobelsk, alla quale hanno aderito più di 50 giornalisti provenienti da 19 Paesi. Tuttavia, la BBC e la CNN hanno rifiutato l’invito di Mosca a recarsi sul luogo dell’attacco, mentre Tokyo ha espressamente vietato ai giornalisti giapponesi di farlo. @LauraRuHK
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che i recenti raid missilistici su Kiev e la regione circostante sono stati un'operazione di rappresaglia mirata a strutture del complesso militare-industriale ucraino, infrastrutture belliche, nonché posti di comando del Comando principale delle Forze di terra, della Direzione principale dell'intelligence (GUR) del ministero della Difesa ucraino e altri centri decisionali delle Forze armate ucraine. Il ministero russo ha sottolineato che non è stata colpita alcuna infrastruttura civile e che nell'azione sono stati impiegati missili Oreshnik, Kinzhal, Iskander e Zircon.
Il bombardamento è stato una risposta diretta all'attacco ucraino contro il dormitorio di un college a Starobelsk. Secondo le autorità locali, quel raid ha ucciso 21 ragazzi e e ne ha feriti 42. Nelle vicinanze del dormitorio, dove vivevano 86 studenti, non c'erano strutture militari.
Vladimir Putin ha definito quella strage deliberata, e non accidentale.
(Fonte: RIA Novosti) @LauraRuHK
Strage di Starobelsk, sale a 10 il bilancio delle vittime. Gli EUnuchi negano l'evidenza
Il numero delle vittime dell'attacco ucraino con droni e missili contro il dormitorio di un college a Starobelsk, nella Repubblica popolare di Lugansk, è salito a 10. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso, con 11 studenti ancora dispersi.
L'episodio ha innescato accesi scontri verbali alle Nazioni Unite, rivelando il riflesso condizionato della classe politica occidentale. Durante una riunione del Consiglio di sicurezza, la rappresentante permanente della Danimarca, Christina Markus Lassen, ha espresso dubbi sulle circostanze dell'attacco, sostenendo che fosse difficile confermare in modo indipendente quanto accaduto.
Il suo scetticismo riflette una pratica pericolosa e ricorrente tra molti funzionari europei: una tendenza quasi automatica a negare qualsiasi informazione proveniente dalla Russia, anche quando confermata da fonti ucraine.
La replica del rappresentante russo Vasily Nebenzya è stata tagliente:
«La rappresentante della Danimarca ha detto di non avere accesso ai luoghi. Devo forse concederle l'accesso alle macerie? O intende forse sostenere che la Russia ha fatto tutto da sola, o che si tratta di un'immagine generata al computer? Dicono di non poter confermare in modo indipendente e di non essere certi che non sia una messa in scena, ma persino lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine ha confermato di aver colpito Starobelsk».
I critici occidentali dell'hukou mettono in luce principalmente le sue conseguenze deplorevoli, come la disuguaglianza, lo sfruttamento del lavoro, le barriere che limitano l'accesso all'istruzione e alla sanità, e la creazione di cittadini di serie B. Queste conseguenze sono reali, il governo cinese non le nega, ed è per questo che l'hukou nel corso degli anni è stato diluito e infine ieri abolito per decreto. Naturalmente i critici occidentali, sempre alla ricerca di una scusa per attaccare la Cina, non spiegano mai perché l'hukou fu introdotto nel 1958. Si trattava di una misura d'emergenza per arginare l'enorme esodo di contadini che abbandonavano le campagne per cercare un lavoro meglio retribuito nelle città. Questa migrazione incontrollata di centinaia di milioni di persone stava creando una pressione insostenibile nelle zone urbane, le cui risorse e posti di lavoro non bastavano per tutti. L'hukou era liberamente ispirato al sistema del passaporto interno sovietico (propiska) e non era affatto esclusivo della Cina. Altri paesi hanno implementato, o continuano a implementare, sistemi che limitano dove i propri cittadini possono vivere e lavorare se vogliono accedere a sanità e istruzione pubblica, e ottenere alloggi di edilizia popolare.
In un'economia pianificata, lo stato doveva controllare la distribuzione di cibo, alloggi, istruzione e lavoro. Vincolare i cittadini al loro luogo di registrazione consentiva al governo di garantire le razioni alimentari per i lavoratori urbani, gestire le carenze di manodopera e prevenire la crescita di baraccopoli. L'hukou divideva la popolazione in rurale e urbana e richiedeva l'approvazione ufficiale per qualsiasi cambio di residenza.
Senza il sistema hukou, la Cina avrebbe probabilmente dovuto affrontare lo stesso tipo di urbanizzazione selvaggia che ha prodotto enormi bidonville, disoccupazione cronica e problemi sociali in molti paesi in via di sviluppo. Il sistema permise alla Cina di industrializzarsi mantenendo le città funzionali, sicure e prive di baraccopoli. Il governo aveva bisogno di tempo per costruire infrastrutture e alloggi a prezzi accessibili per tutti. Oggi, la qualità della vita nella Cina rurale è migliorata notevolmente. La rete ferroviaria raggiunge ora quasi ogni angolo di questo enorme paese, creando nuovi posti di lavoro lontano dalle megacittà sovraffollate. Allo stesso tempo, la rete energetica e Internet hanno trasformato anche i villaggi più remoti in luoghi dove è possibile vivere e lavorare secondo standard moderni. Questi sviluppi hanno cambiato radicalmente le condizioni che avevano portato all'emigrazione di massa. Per milioni di residenti rurali, lasciare il luogo di nascita non è più l'unica via per una vita prospera. Gli investimenti massicci del governo centrale nelle infrastrutture hanno di fatto decentralizzato le opportunità. La pressione sui centri urbani che il sistema hukou era stato originariamente progettato per gestire è diminuita, e quindi una riforma di quel sistema è finalmente diventata possibile. /channel/LauraRuHK/11337
La Cina rimuove la barriera dell'hukou. Una svolta epocale per 357 milioni di migranti interni
Con una mossa che potrebbe ridisegnare profondamente il tessuto economico e sociale del paese, oggi il Consiglio di Stato cinese ha emanato una direttiva per eliminare le barriere che impedivano ai lavoratori migranti di accedere all'assicurazione sociale nelle città in cui effettivamente vivono e lavorano. La riforma, fondata sul principio del renhu fenli – la separazione tra residenza e registrazione anagrafica – estende assistenza sanitaria, pensioni, istruzione e alloggi a oltre 357 milioni di migranti interni.
Dal punto di vista economico, la mossa rappresenta una svolta strategica. Per decenni, il vecchio sistema ha rallentato la domanda interna in quanto i lavoratori migranti trovandosi in una condizione di precariato lavorativo e senza assicurazione sociale dovevano attingere ai loro risparmi per poter affrontare situazioni di emergenza. Concedendo loro accesso al welfare, Pechino mira a liberare un'enorme capacità di consumo, incoraggiare l'insediamento a lungo termine e costruire un mercato nazionale unificato.
La decisione pone fine a una cittadinanza a due livelli e rende giustizia, attesa da tempo, a coloro che hanno costruito il boom cinese. Sul piano politico, realizza gli obiettivi del 15° Piano Quinquennale e rafforzando la fiducia dei cittadini nel proprio governo. @LauraRuHK ➡️ https://www.scmp.com/news/article/3354575/china-removes-hukou-hurdle-migrant-workers-social-insurance-shake?module=top_story&pgtype=homepage
Un drone navale ucraino scoperto all'inizio di questo mese vicino a un'isola greca, il drone kamikaze Magura V5, in grado di trasportare fino a 300 kg di esplosivo, avrebbe potuto causare una strage se avesse colpito una nave da crociera.
Questo incidente è solo uno di una lunga serie. I droni ucraini a lungo raggio hanno ripetutamente violato lo spazio aereo di numerosi paesi NATO, tra cui Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia e Romania, mentre tentavano di colpire la Russia. Alcuni di essi sono già precipitati sul suolo di paesi UE-NATO. Invece di affrontare con urgenza queste preoccupanti violazioni alcuni funzionari UE-NATO appaiono maggiormente impegnati a minimizzare il problema. Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha persino suggerito che la NATO dovrebbe aiutare l'Ucraina a "guidare" meglio i suoi droni, per colpire solo la Russia. Questa è pura follia. Consentendo che il proprio territorio e spazio aereo vengano utilizzati per attacchi contro la Russia, i paesi europei stanno mettendo a rischio la propria popolazione ed erodendo ciò che resta della pazienza russa. Mosca ha ripetutamente avvertito che tali azioni fanno di questi paesi dei partecipanti diretti al conflitto. La decisione della NATO di flirtare con il pericolo di uno scontro militare con la Russia è una di quelle scommesse di cui la popolazione europea viene tenuta all'oscuro. I paesi dell'UE stanno scivolando precipitosamente verso uo scontro diretto con una potenza nucleare. I rischi sono chiaramente enormi: escalation accidentale, calcoli errati o una risposta russa che potrebbe trasformare parti d'Europa in un campo di battaglia. Eppure questi rischi vengono a malapena menzionati dai media mainstream, secondo una nota strategia di gestione propagandistica dell'informazione. Al pubblico vengono fornite narrazioni da ebeti come "sostenere l'Ucraina per difendere la democrazia", mentre i pericoli vengono minimizzati o ignorati.
Ma se gli europei comprendessero davvero ciò che è in gioco, si sveglierebbero dal loro torpore e scenderebbero in piazza?
Gran parte della popolazione europea appare anestetizzata. Anni di manipolazione mediatica e promozione di un pensiero emotivo piuttosto che razionale hanno creato una sorta di intorpidimento collettivo unito all'incapacità di valutare adeguatamente il rischio. Atomizzazione sociale, consumismo e distrazioni costanti hanno ottenuto il risultato che la censura da sola non avrebbe mai potuto produrre: apatia e cecità verso decisioni politiche che le generazioni precedenti avrebbero considerato folli e a cui si sarebbero opposte con tutti i mezzi e le forze a loro disposizione. @LauraRuHK
Secondo Politico, la Commissione europea sta cercando di approfittare della grave crisi industriale della Germania per spingere verso misure commerciali molto più dure contro la Cina, sperando che il cancelliere Friedrich Merz finisca per sostenere una linea più intransigente.
Il governo francese a febbraio ha pubblicato una cupa valutazione economica che metteva in guardia dal rischio che il "rullo compressore cinese" possa schiacciare parti chiave dell'economia europea. Ma mentre Parigi e un pugno di altri paesi dell'UE vogliono adottare una linea dura contro la Cina, la Germania è rimasta pubblicamente divisa sulla questione.
Sebbene sia vero che l'industria tedesca sta perdendo posti di lavoro e che la concorrenza cinese si sta intensificando in settori come i veicoli elettrici, i pannelli solari e i macchinari, dipingere la Cina come la causa dei mali industriali europei è una comoda distrazione dai fallimenti politici dell'UE stessa. I veri problemi dell'Europa sono molto più profondi: prezzi dell'energia alle stelle, in gran parte autoinflitti dalla frettolosa transizione verde e dalla perdita del gas russo a basso costo, perdita di potere d'acquisto da parte dei cittadini. Un'eccessiva regolamentazione e burocrazia che soffocano l'innovazione e aumentano i costi di produzione. Cronico sottoinvestimento in infrastrutture e nuove tecnologie rispetto alla Cina.
Invece di affrontare queste debolezze strutturali, la Commissione europea preferisce puntare il dito contro il "rullo compressore cinese". La Cina serve da capro espiatorio. Dazi punitivi e nuove barriere commerciali non ripristineranno magicamente la competitività europea. Quello che faranno sarà accelerare la deindustrializzazione, aumentando i costi per i produttori europei che dipendono da componenti cinesi a prezzi accessibili e provocando ritorsioni contro le esportazioni chiave europee. Gli industriali tedeschi sono già divisi. Mentre alcuni settori in difficoltà chiedono protezione, i grandi esportatori capiscono che escalare una guerra commerciale con la Cina (il loro più grande partner commerciale al di fuori dell'Europa) potrebbe essere suicida per l'economia tedesca. Il piano della Commissione non è una seria strategia industriale. È una forma di teatro politico mentre si evitano le riforme di cui l'Europa avrebbe bisogno: tagliare i costi energetici, ridurre la burocrazia, investire in infrastrutture e ripristinare la razionalità economica. Dare la colpa alla Cina può essere politicamente comodo, ma non invertirà decenni di errori politici. Se l'Europa continuerà su questa strada, riuscirà solo a indebolirsi ulteriormente. @LauraRuHK ➡️ https://www.politico.eu/article/eu-germany-trade-china-industry/
The Russian Defense Ministry showed the flight of a MiG-31I fighter armed with nuclear-tipped Kinzhal hypersonic missiles as part of an exercise by the Russian nuclear forces.
The exercises of the Russian nuclear forces are taking place from May 19th to 21st. They involve more than 64,000 people, over 200 missile systems, more than 140 aircraft, 73 ships and 13 submarines. Among other things, preparations for the use of nuclear weapons deployed on the territory of Belarus are being carried out. ➡️/channel/vestiru/214860 Strategic missile systems have been deployed on combat patrol routes and deployed in field positions as part of the exercises of the Russian nuclear forces. ➡️/channel/vestiru/214861
A subscriber reached out to me asking why my X profile is locked and i am no longer active on that platform. It was a deliberate choice. After years of watching the slow erosion of authentic discourse, the throttling of some voices, the artificial amplification of others, I see the game for what it is. To remain active on a platform that decides who deserves to be heard is to consent, however passively, to its rules. And I no longer consent. My voice is heard elsewhere, as it was before joining Twitter in 2021, in places where visibility doesn't matter because readers make a conscious decision to seek out what I write. In 2020 I had published an article that was widely shared and read by hundreds of thousands of people. I wasn't on Twitter/X. That reach was possible simply because my name was still unknown to those who would later make sure that anything I write is subjected to a strict shadow ban. Shadow banning represents one of the most deceptive and dangerous forms of modern censorship. Also referred to as “visibility filtering,” it allows social media platforms and search engines to silently suppress content without informing the user.
The targeted individual can post normally and see their own content, but it is deliberately hidden from wider audiences, excluded from recommendation algorithms, hashtag searches, and explore pages.
Equally troubling is the reverse practice: selective boosting. While certain accounts are shadow-banned and suppressed, others are artificially amplified by the same algorithms. Their content is pushed into recommendation feeds, given greater visibility, and shown to far more users than their organic following would suggest.
This dual system of suppression and amplification allows platforms to actively shape public discourse. The most disturbing element is the documented involvement of Western government agencies. Revelations from the Twitter Files and other investigations showed that these agencies routinely flag accounts for reduced visibility while coordinating with platforms on content moderation. By deciding which voices to silence and which to promote, governments and tech companies together exercise enormous influence over what millions of people see and hear. This combination of shadow banning and selective boosting constitutes one of the most sophisticated and insidious forms of speech control yet devised. To make matters worse, add AI-generated content churned out by models trained on the dead echoes of human insights and creativity. It is content optimized only for superficial engagement. Original writing is drowned beneath a tide of machine-made mediocrity, a slow asphyxiation of the authentic. When every thought can be paraphrased and repackaged by a bot in milliseconds, what happens to the person who still sits down not to clone, but to make sense amidst the confusion and chart her own course? To compete with the machine is to burn out. I do not claim to have a final answer, but I have seen glimpses. Small, deliberate acts of refusal. Leave the centralized attention auctions, return to direct, human-scaled channels. Newsletters, small forums, group chats, local meetups. Write an essay that takes weeks to finish. Send it to those people who might actually read it. Wait for a thoughtful reply. Open a book, write an email or a letter.
The game is rigged. So stop playing. Build a different game. @LauraRuHK
South Korean government sources told Yonhap News Agency that they have obtained intelligence indicating Xi Jinping will soon visit Pyongyang and meet Kim Jong Un.
Apparently Chinese security personnel and ceremonial staff have recently visited Pyongyang to prepare the visit, which would be Xi’s first trip to North Korea since June 2019.
It would likely coincide with the 65th anniversary of the China-North Korea Mutual Aid and Cooperation Treaty (signed in 1961).
As of now, neither China nor North Korea has officially confirmed the visit. The reports are based on South Korean intelligence. @LauraRuHK
Polish Prime Minister Donald Tusk and British Prime Minister Keir Starmer have signed a defense agreement that explicitly designates Russia as a "strategic, including long-term, threat" to both NATO and the two countries individually.
The move is part of a broader Polish strategy to build a web of bilateral military pacts across Europe. Warsaw signed a defense agreement with France last May and expects to sign another with Germany in June. Deals with Scandinavian nations are also likely to follow.
Polish media has dubbed the emerging network a "NATO within NATO." The rationale, Tusk explained, is to ensure a "quick reaction" from Paris and London before the full alliance convenes for a vote under Article 5.
The deal emphasizes joint operations, intelligence sharing, and enhanced interoperability. Poland and the UK intend to combine military and industrial expertise for developing and manufacturing next-generation complex weapons. Think co-production of medium-range air defence missile, sophisticated munitions, drones and autonomous capabilities.
▪️The web of bilateral defense agreements between Poland, the UK, France, Germany, and likely Scandinavia is not a replacement for NATO. It is a parallel structure within the alliance that operates with greater speed, deeper integration, and a more explicit anti-Russian focus than the consensus-bound mothership in Brussels. But the implications go beyond speed.
These pacts institutionalize an inner tier of NATO—the so-called "coalition of the willing", a core group of unashamedly anti-Russian members, coordinates separately, develops joint capabilities, and plans operations outside the formal command structure. The rhetorical hardening locks in a posture of permanent confrontation, leaving no room for future détente or strategic reset. The military-industrial integration is specifically designed to reduce Europe's reliance on the US without replacing it with European autonomy. This is a transatlantic-minus-one supply chain which gives the inner core operational independence while maintaining American backing for larger strategic support.
From Moscow's vantage point, this network is deeply alarming. It means that even if the US dials back its commitment to Europe, the anti-Russian pressure on Russia's western borders will not ease, driven as it is by Europe's most hawkish powers acting in concert.
The Kremlin has already reacted. Russian Foreign Ministry spokeswoman Maria Zakharova described the Polish-UK agreement as "another brick in the wall of confrontation." Russian military planners must now assume that any conflict with NATO will involve immediate, coordinated action by a pre-authorized coalition, not the slow machinery of alliance consensus. @LauraRuHK
Moscow Warns Yerevan Over EU Pivot. No More Sitting on Two Stools
Russia has issued a strong warning to Armenia, threatening to suspend or completely terminate the key 2013 energy agreement. In a letter from Russian Energy Minister Sergey Tsivilev to Armenia’s Ministry of Territorial Administration and Infrastructure (reported by Kommersant), Moscow states that Armenia’s practical steps and declared goal of joining the EU fundamentally undermine the basis of Russian-Armenian economic relations. The 2013 agreement granted Armenia duty-free and preferential access to Russian natural gas, oil products, and rough diamonds on the condition that these supplies are used only for domestic consumption and not re-exported. This preferential regime was directly linked to Armenia’s integration into the Eurasian Economic Union (EAEU). If the deal is terminated, Armenia risks a sharp rise in energy prices, serious supply difficulties, and potential compensation claims or recognition of unpaid amounts as public debt to Russia. The warning reflects Moscow’s growing frustration with Armenia’s accelerating pivot toward the West under Prime Minister Puppet Nikol Pashinyan. @LauraRuHK
➡️ https://www.kommersant.ru/doc/8690724?nav_id=chapter1
Ringrazio i lettori italiani che mi hanno contattato chiedendo di approfondire quanto avevo scritto ieri. Ho scoperto con piacere che lo scetticismo e la resistenza nei confronti della colonizzazione aziendale del sapere è condivisa da chi segue il canale. Il tema mi sta molto a cuore anche perché ho lasciato l'insegnamento universitario esattamente per questo motivo. E a far traboccare il vaso è stato proprio PowerPoint. Nel nuovo contratto che mi veniva chiesto di firmare era inserita una clausola specifica: tutto il materiale didattico che avrei elaborato nel corso dell'anno accademico risultava di proprietà dell'ateneo. E per materiale didattico da consegnare al capo del dipartimento si intendevano le slides di PowerPoint, il cui uso di fatto diventava obbligatorio. Ovviamente l'ateneo aveva un incentivo strutturale ed economico che raramente viene discusso: la proprietà del materiale didattico e la taylorizzazione del lavoro intellettuale.
Questo significa che il docente che ha passato settimane intere a costruire un corso, a preparare dispense e bibliografia diventa intercambiabile con un ricercatore precario e sottopagato che non lo ha fatto ma sale in cattedra con slide di PowerPoint prodotte da altri.
Il vantaggio per l'ateneo è chiaro.
Se il corso è ridotto a un pacchetto di slide standardizzate, chiunque con una preparazione minima può erogarlo.
Il valore aggiunto del docente esperto, la sua capacità di rispondere a domande impreviste, di collegare argomenti distanti, di adattare il materiale alla classe,ecc. viene eliminato perché non serve più. Serve solo un esecutore che ripeta il copione. L'assistente precario è ridotto a un esecutore passivo e alienato. E l'università, che dovrebbe essere il luogo della riflessione critica, diventa una catena di montaggio di slide e learning object standardizzati.
L'università accumula nel tempo un archivio di materiali didattici prodotti da generazioni di docenti, che diventano di sua proprietà.
Questo meccanismo produce un paradosso perverso: chi produce conoscenza non ne è proprietario, non ha alcun controllo su come il suo materiale verrà usato, da chi, e in quale corso, mentre l'istituzione può disporne liberamente.
Il risultato è un sapere sempre più anonimo e de-specializzato.
Con l'IA generativa si chiude il cerchio. Se le slide sono già di proprietà dell'università, l'università può addestrare un modello di Intelligenza Artificiale su decine di migliaia di ore di materiale didattico, il docente diventa letteralmente superfluo. L'IA può generare slide, spiegarle, rispondere a domande semplici, valutare test a risposta multipla. Perché pagare un professore quando un chatbot può fare la stessa cosa? Ma a questo punto sorge naturale la domanda, perché mai pagare delle rette universitarie? @LauraRuHK
Why this channel makes no concessions to dominant trends and I am not afraid of being unzeitgemäße.
I could use bullet points, clickbait headlines, flashy images, fancy formatting to make the text easier or more “digestible.” I choose not to.
The reason is actually quite simple. I am not interested in appealing to those who want to avoid mental effort or are looking for a ready-made meal while scrolling. I refuse to pander to the very tendencies I criticize. What use are subscribers who only want to be entertained and never challenged? What value do they have if their presence is based on the very surrender of what should define us: the willingness to face difficulty?
For years I taught at university and resisted the introduction of PowerPoint. Even then, in the early Noughties, I sensed it was not a neutral tool but the vanguard of a deeper sickness. This corporate tool escaped the boardroom and colonized the classroom, it reduced complex ideas to bullet points, flattened nuanced arguments into slides, and replaced intellectual effort with visual entertainment. Students were no longer expected to wrestle with difficult texts or contradictory thoughts.
The result is a generation trained to consume information rather than to think. They accumulate data but lack the intellectual muscle that only sustained difficulty can build.
I preferred the whiteboard, open questions, and constantly introduced a suitable level of friction to ensure students would tap into their own resources and would keep questioning.
I knew that baby-sitting students was a slippery slope. The same logic that replaced living thought with bullet points has now given us generative AI, the final narcotic that promises to eliminate even the last remnant of intellectual effort.
In traditional societies, becoming an adult required a rite of passage: an ordeal, a desert, a night of fear, a genuine confrontation with one’s own limits. One did not become an adult by being spared difficulty, but by overcoming it. The obstacle was the necessary threshold to a higher awareness. Today we have inverted this ancient wisdom. We have built an entire civilization dedicated to the elimination of all thresholds.
Capitalism, in its relentless search for profit, sells us precisely what makes us sick and dumb. It markets frictionless comfort, instant gratification, and cognitive ease as forms of liberation, while quietly hollowing out our inner strength. It does not care whether we become shallow, anxious, or incapable, as long as we keep consuming the next solution it offers for the problems it itself has created.
The cult of ease is a business model. And it generates permanent unsatisfaction. When you have been spared the mountain, you will never reach its summit.
Real understanding still demands what it always has: effort, failure, endurance, and the courage to cross the threshold. In a society that's turned difficulty into a pathology and made comfort the highest good, the most radical thing left is to consciously choose the hard path and to stand by it. @LauraRuHK
The Russian Foreign Ministry has advised all foreigners to leave Kiev immediately and called on residents to avoid any military or administrative buildings. According to the ministry, the attack on Starobelsk has exhausted Russia’s patience. The Russian Armed Forces will now target facilities involved in the design, production, and deployment of Ukrainian drones, as well as decision-making centers and military command posts. The MFA further stated that NATO specialists share responsibility for supplying components to Ukrainian drones, providing reconnaissance information, and carrying out targeting support.
@LauraRuHK
Kyiv Independent reported that Ukraine struck the "headquarters of the Rubikon drone unit in Starobelsk."
Ukrainska Pravda and other major Ukrainian outlets echoed the General Staff’s statement that the target was a Russian military drone command post.
Well, these are the 21 students of the Pedagogical College that were killed in this deliberate terrorist attack. As you can see, they are mainly teenage girls, and the boys are too young to serve in the army. Yesterday the Russian Foreign Ministry arranged a media trip to Starobelsk, with more than 50 reporters from 19 nations accepting the invitation. However, the BBC and CNN rejected Moscow’s invitation to visit the site of the attack, while Tokyo explicitly banned Japanese reporters from making the trip. @LauraRuHK
The Russian Defense Ministry announced that its recent missile strikes on Kiev and the surrounding region were a retaliatory operation targeting facilities of the Ukrainian military-industrial complex, military infrastructure, as well as command posts of the Main Command of the Ground Forces, the Main Intelligence Directorate of the Ukrainian Ministry of Defense and other command posts of the Armed Forces of Ukraine. The Russian ministry stated that no civilian infrastructure was hit and that Oreshnik, Kinzhal, Iskander, and Zircon missiles were used in the attack.
The strike was a direct response to a Ukrainian drone attack on a college dormitory in Starobelsk. According to local authorities, that attack killed 21 people and injured 42. No military facilities were near the dormitory, which housed 86 students.
Vladimir Putin called the dormitory strike deliberate, not accidental. (Source: RIA Novosti) @LauraRuHK ➡️ https://ria.ru/20260524/minoborony-2094403021.html
Death Toll from Ukrainian Strike on Starobelsk College Dormitory Rises to 10 while EUnuchs are in denial. The death toll from the Ukrainian drone and missile attack on a college dormitory in Starobelsk, Lugansk People’s Republic, has risen to 10. Rescue operations are still underway, with 11 students still missing under the rubble. The incident has sparked sharp exchanges at the United Nations, exposing the reflexive bias of the Western political class. During a UN Security Council meeting, Denmark’s Permanent Representative to the UN, Christina Markus Lassen, expressed doubt about the circumstances of the attack, claiming it was difficult to independently confirm what had happened. Her skepticism reflects a dangerous pattern among many European officials: an almost automatic dismissal of any information coming from Russia, even when that information is corroborated by Ukrainian sources. Russia’s Permanent Representative, Vasily Nebenzya, responded pointedly:
“The representative of Denmark stated that they apparently don’t have access. Should I grant you access to the rubble? Or perhaps you’re going to claim that Russia did this itself, or that it’s a computer-generated image? You say you can’t independently confirm and aren’t sure it’s not staged, but even the General Staff of the Ukrainian Armed Forces confirmed that it struck Starobelsk.”
Western critics of the hukou system mainly focus on its regrettable consequences, such as inequality, labor exploitation, barriers to education and healthcare, and a two-tiered citizenship. These consequences are real, Chinese reformers acknowledge them and that's why the hukou was diluted and finally scrapped. Of course Western critics, who are always looking for an excuse to bash China, never explain why it was introduced in 1958. It was an emergency measure to stem the massive influx of farmers into cities that was putting pressure on urban employment and resources. The hukou was loosely inspired by the Soviet Union's internal passport (propiska) system and was by no means exclusive to China. Other countries have implemented, or continue to implement, systems that restrict where their citizens may live and work.
Under a planned economy, the state needed to control the allocation of food, housing, education, and employment. Binding citizens to their place of registration allowed the government to guarantee food rations for urban workers, manage labor shortages, and prevent the growth of urban slums.
The hukou divided the population into agricultural (rural) and non-agricultural (urban) and required official approval for any change of residence.
Without the hukou system, China would likely have faced the same kind of unregulated urbanization that produced sprawling shanty towns, chronic unemployment, and social upheaval in many developing countries. The system allowed China to industrialize while keeping cities functional, stable, and slum-free for decades. The government needed time to build enough facilities and affordable housing for everyone. Today, the quality of life in rural China has improved dramatically. The railway network now reaches nearly every corner of this vast country, creating new jobs far from the overcrowded megacities. At the same time, affordable and reliable electricity, along with widespread internet access, has transformed even remote villages into viable places to live, work, and do business. These developments have fundamentally changed the conditions that led to mass migration. For millions of rural residents, leaving home is no longer the only path to a decent life. The central government’s massive investment in infrastructure has effectively decentralized opportunity. The pressure on urban centers that the hukou system was originally designed to manage has decreased, and therefore a reform of that system finally became possible. /channel/LauraRuHK/11336
China Removes the Hukou Barrier. A Game-Changer for 357 Million Workers
In a move that could fundamentally reshape the country’s economic and social fabric, today China's State Council issued a directive to eliminate the long-standing barriers that have prevented migrant workers from accessing employee social insurance in the cities where they actually live and work. The reform, built on the principle of renhu fenli—separating residence from household registration—extends healthcare, pensions, education, and housing to over 357 million internal migrants.
Economically, the move is a strategic breakthrough. For decades, the old system suppressed domestic demand by keeping migrants in a precarious, disposable labor pool. By granting them a safety net, Beijing aims to unlock massive consumption, encourage long-term settlement, and build a unified national market.
The decision ends a two-tiered citizenship and delivers long-overdue justice to those who built China's urban boom. Politically, it fulfills the 15th Five-Year Plan's goals and rebuilds public trust.
@LauraRuHK
➡️ https://www.scmp.com/news/article/3354575/china-removes-hukou-hurdle-migrant-workers-social-insurance-shake?module=top_story&pgtype=homepage
A Ukrainian naval drone discovered near a Greek island earlier this month, the Magura V5 kamikaze drone, capable of carrying up to 300 kg of explosives, could have caused a major disaster if it had collided with a civilian vessel, such as a cruise ship. The risk was such that Greek Defense Minister Nikos Dendias demanded an apology from Kiev.
This incident is only one in a dangerous pattern. Ukrainian long-range drones have repeatedly violated the airspace of multiple NATO countries, including Estonia, Latvia, Lithuania, Finland, and Romania, while attempting to strike Russia. Several have already crashed on NATO soil. Instead of urgently addressing these reckless violations, some NATO officials appear disturbingly relaxed. Swedish Prime Minister Ulf Kristersson even suggested that NATO should help Ukraine “direct” its drones more effectively, seemingly indifferent to the serious risks involved. This is sheer folly. By allowing their territory and airspace to be used for attacks on Russia, NATO countries are endangering their own civilian populations and eroding what remains of Russia’s patience. Moscow has repeatedly warned that such actions make these countries direct participants in the conflict. NATO’s willingness to flirt with danger on Russia’s borders is one of those gambles the European population is kept in the dark about. EU countries are drifting toward direct confrontation with a nuclear power. The risks are clearly huge: accidental escalation, miscalculation, or a Russian response that could turn parts of Europe into a battlefield. And yet these risks are barely discussed in mainstream media, which of course is a deliberate strategy of information management. The public is fed simplified narratives such as “support Ukraine to defend democracy” while the dangers are downplayed or ignored.
If Europeans truly understood what is at stake would they wake up from their slumber and take to the streets?
Large parts of the European population appear anesthetized. Years of media framing and the promotion of emotional rather than rational thinking have created a kind of collective numbness and inability to assess risk. Social atomization, consumerism, and constant distractions have done what censorship alone could never achieve: apathy and blindness to policies that previous generations would have considered madness and protested with all the means at their disposal. @LauraRuHK
According to Politico, the European Commission is trying to take advantage of Germany’s severe industrial crisis to push for much tougher trade measures against China, hoping that Chancellor Friedrich Merz will finally support a harder line.
The French government in February published a bleak economic assessment that warned "the Chinese steamroller" could crush key parts of the European economy. But while Paris and a handful of other EU countries want to play tough on China, Germany has been publicly split on the issue.▪️While it is true that German industry is shedding jobs and Chinese competition is intensifying in sectors like electric vehicles, solar panels, and machinery, portraying China as the cause of Europe’s industrial woes is a convenient distraction from the EU’s own policy failures. Europe’s real problems run much deeper: sky-high energy prices, largely self-inflicted by the rushed green transition and the loss of cheap Russian gas.
Excessive regulation and bureaucracy that stifle innovation and raise production costs.
Chronic underinvestment in infrastructure and new technologies compared to China.
Instead of addressing these structural weaknesses, the European Commission prefers to point the finger at “the Chinese steamroller.” This approach is classic scapegoating. Punitive tariffs and new trade barriers will not magically restore Europe’s competitiveness. What they will do is accelerate deindustrialization by raising costs for European manufacturers who rely on affordable Chinese components and by provoking retaliation against key European exports. Germany’s industrialists are already divided. While some struggling sectors are calling for protection, major exporters understand that escalating a trade war with China (their single largest trading partner outside Europe) could be suicidal for the German economy. The Commission’s plan is not a serious industrial strategy. It is a form of political theater designed to appear tough while avoiding the reforms Europe needs: slashing energy costs, cutting red tape, investing in infrastructure, and restoring economic rationality. Blaming China may be politically convenient, but it will not reverse decades of policy mistakes. If Europe continues down this path, it will only succeed in weakening itself further while China keeps advancing. @LauraRuHK
➡️ https://www.politico.eu/article/eu-germany-trade-china-industry/
Un iscritto al canale mi ha chiesto perché il mio profilo X è sotto chiave e perché non sono più attiva su quella piattaforma. È stata una scelta deliberata. Dopo anni passati ad osservare la lenta erosione del dibattito autentico, la strozzatura di alcune voci e l'amplificazione artificiale di altre, vedo il gioco per quello che è. Restare attivi su una piattaforma che decide chi merita di essere ascoltato significa acconsentire, sia pure passivamente, alle sue regole. E io non acconsento più. La mia voce si fa sentire altrove, come già accadeva prima di iscrivermi, molto tardivamente e con riluttanza a Twitter nel 2021. Si può ascoltare in luoghi dove la visibilità non conta perché i lettori scelgono consapevolmente di cercare ciò che scrivo. Nel 2020 avevo pubblicato un articolo ampiamente condiviso e letto da centinaia di migliaia di persone. Non ero su Twitter/X. Quella diffusione fu possibile semplicemente perché il mio nome era ancora sconosciuto a coloro che, in seguito, avrebbero fatto sì che tutto ciò che scrivo fosse soggetto a un rigoroso shadow ban.
Lo shadow ban rappresenta una delle forme più ingannevoli e pericolose di censura moderna. Noto anche come "filtraggio della visibilità", consente alle piattaforme di social media e ai motori di ricerca di nascondere i contenuti senza informare l'utente.
La persona presa di mira può pubblicare normalmente e vedere i propri contenuti, ma questi vengono deliberatamente nascosti al pubblico, esclusi dagli algoritmi di raccomandazione e dalle ricerche per hashtag.
Altrettanto preoccupante è la pratica inversa: il potenziamento selettivo. Mentre alcuni account subiscono lo shadow ban e vengono occultatii, altri vengono artificialmente amplificati dagli stessi algoritmi. I loro contenuti vengono spinti nei feed, ricevono maggiore visibilità di quanto il loro seguito organico suggerirebbe.
Questo doppio sistema di silenziamento e amplificazione consente alle piattaforme di modellare attivamente il discorso. L'elemento più inquietante è il coinvolgimento documentato di agenzie governative occidentali. Le rivelazioni dei Twitter Files e di altre indagini hanno mostrato che queste agenzie segnalano regolarmente account di cui limitare la visibilità, coordinandosi con le piattaforme e i loro sistemi di moderazione dei contenuti. Decidendo quali voci silenziare e quali promuovere, governi e aziende esercitano insieme un'enorme influenza su ciò che milioni di persone vedono e sentono. Questa combinazione di shadow ban e potenziamento selettivo costituisce una delle forme più sofisticate e insidiose di controllo del discorso mai ideate.
Per peggiorare le cose, si aggiungono i contenuti generati dall'intelligenza artificiale, prodotti da modelli addestrati sugli echi dell'ingegno e della creatività umana. Sono contenuti ottimizzati solo per un coinvolgimento superficiale. La scrittura originale viene sommersa da una marea di mediocrità prodotta dalle macchine, una lenta asfissia dell'autentico.
Quando ogni pensiero può essere parafrasato e riimpacchettato da un bot in millisecondi, cosa succede alla persona che si siede alla scrivania, non per clonare, ma per cercare un senso in mezzo alla confusione e tracciare la propria rotta? Competere con le macchine significa rovinarsi la vita. Non pretendo di avere una risposta definitiva, ma ho visto alcuni spiragli in azioni di rifiuto consapevole. E' possibile abbandonare le aste centralizzate dell'attenzione, tornare a canali diretti e alla dimensione umana — newsletter, piccoli forum, chat di gruppo, incontri locali — scrivere un saggio che richiede settimane per essere completato, inviarlo a quelle persone che potrebbero effettivamente leggerlo, aspettare una risposta frutto di riflessione, aprire un libro, scrivere un'email o una lettera.
Il gioco è truccato. Alzati dal tavolo della bisca e smetti di giocare. @LauraRuHK
Fonti governative sudcoreane hanno riferito all’agenzia Yonhap che Seoul ha ottenuto informazioni secondo cui il presidente cinese Xi Jinping visiterà presto Pyongyang per incontrare Kim Jong Un. A quanto pare, personale della sicurezza e del cerimoniale cinese si è recato di recente a Pyongyang per preparare la visita, che sarebbe il primo viaggio di Xi in Corea del Nord dal giugno 2019. La visita dovrebbe coincidere con il 65° anniversario del Trattato di Amicizia, Cooperazione e Mutua Assistenza tra Cina e Corea del Nord, firmato nel 1961. Al momento né la Cina né la Corea del Nord hanno confermato ufficialmente la visita. Le notizie si basano su fonti di intelligence sudcoreane. @LauraRuHK
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Yarlik, an official permission to rule issued by the Khan of the Golden Horde, on display at the State Historical Museum, one of my favourite places to visit whenever i am in Moscow.
@LauraRuHK