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Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.

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I DRONI RENAULT - Dalla Francia arriva la notizia che la Renault ha deciso di produrre droni in Ucraina.

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Trento, ora.
Ringrazio Riccardo Rocchesso per la consueta perfetta organizzazione.

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I legami profondi tra Microsoft e il sistema di occupazione israeliano

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Turchia e Somalia, un legame sempre più inscindibile
https://it.insideover.com/politica/turchia-e-somalia-un-legame-sempre-piu-inscindibile.html

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Ventisei anni fa a Brescia, il 7 giugno del 1999 , nasceva una libreria con un nome mitologico: La Fenice. Un nome che evoca rinascita, visione, tenacia e bellezza. Da allora, questa libreria non ha mai smesso di volare, tra le fiamme delle crisi editoriali, i mutamenti dei gusti, le sfide del mercato e persino una pandemia. Ma come la creatura mitologica che la ispira, è sempre risorta – ogni volta più forte, più libera, più viva e indipendente.

In questi ventisei anni, La Fenice non è stata solo un luogo dove acquistare libri e venderli, ma è stata anche un presidio culturale, una casa per lettori inquieti, un laboratorio di idee e il giusto luogo per cercare le vie che portano allo spirito e alla conoscenza di sé stessi. Ha dato voce inoltre ad autori locali e a piccole case editrici e al suo interno è nata anche” Fen Edizioni” che si è presa cura di portare alla luce storie e avvenimenti della Brescia che fu.

Fra gli scaffali, a ogni libro consigliato, ci sono Pietro e Nika, che con dedizione e abnegazione tengono viva la libreria, un luogo dove si entra per cercare un libro e si esce con una domanda nuova, un’idea diversa, una scintilla. Un grazie a tutti voi che ci avete sostenuto negli anni.

Pietro Freggio

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Venerdì 6 giugno l'esercito israeliano ha bombardato l'abitazione del fotoreporter palestinese Abdulraheem Khodr a Jabalia al-Balad, nella Striscia di Gaza settentrionale.

Abdulraheem era appena uscito per andare al lavoro quella mattina quando i vicini lo hanno chiamato per dirgli che la casa era stata distrutta dalle bombe israeliane. Al suo ritorno ha trovato solo macerie e 48 membri della sua famiglia uccisi.

"Sono riuscito a seppellire solo quattro persone della mia famiglia", ha raccontato. Molti sono ancora intrappolati sotto le macerie. L'IDF continua a impedire ai soccorritori di svolgere il loro lavoro e raggiungere coloro che potrebbero ancora essere salvati.

"Nel primo giorno di Eid al-Adha, Israele mi ha tolto tutto.” ha detto il fotoreporter.

#GazaGenocide #palestine #EidAlAdha #IDF

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Mosca ha incassato 883 miliardi di euro dall’export di combustibili fossili: 209 miliardi arrivano da Stati Ue
di Michela A.G. Iaccarino
La Bbc: “I dati analizzati dal Centro ricerca energia e aria pulita mostrano che gli alleati occidentali dell'Ucraina hanno pagato per gli idrocarburi alla Russia più di quanto abbiano dato a Kiev in aiuti”

L’Unione promette di eliminare totalmente le importazioni energetiche dalla Russia entro il 2027. Secondo un’analisi del think tank energetico Ember, però, le importazioni di gas russo in Ue sono aumentate del 18% nel 2024: “L’aumento è stato trainato dall’aumento delle importazioni in Italia, Repubblica Ceca e Francia”. Inoltre, “l’aumento delle importazioni di gas russo si è verificato nonostante la domanda non sia cresciuta nel 2024”. E con il mercato energetico globale compromesso dagli scismi finanziari causati dal conflitto russo-ucraino, i prezzi del gas in Ue, dopo anni di volatilità, nel 2024 sono aumentati del 59%.

Da febbraio 2022 nelle casse di Mosca sono entrati miliardi grazie all’esportazione di idrocarburi: la Russia – le cui entrate statali dipendono per oltre il 60% dalle esportazioni di petrolio e gas – ha guadagnato, nonostante le sanzioni imposte a pioggia dall’avvio del conflitto, più del triplo di quanto l’Ucraina abbia ricevuto in aiuti dei suoi partner. Lo ha dedotto dall’incrocio dei dati aggiornati a fine maggio scorso Crea – Centro ricerca energia e aria pulita: “I dati analizzati mostrano che gli alleati occidentali dell’Ucraina hanno pagato per gli idrocarburi alla Russia più di quanto abbiano dato all’Ucraina in aiuti”, nota la Bbc.

Negli ultimi tre anni, Mosca ha guadagnato 883 miliardi di euro dalle esportazioni di combustibili fossili: 209 miliardi sono stati pagati da Stati Ue. “Il gas russo continua a essere trasportato in Europa in quantità crescenti attraverso la Turchia: i dati Crea mostrano che il suo volume è aumentato del 26,77% tra gennaio e febbraio 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024” nota il media britannico.

Anche metà delle esportazioni di gas liquefatto finiscono in Ue. E non c’è solo l’energia diretta che la Russia continua ancora a esportare, ma anche quella raffinata in Paesi terzi, poi spedita in Occidente. “Lavanderie” di greggio russo, che viene diluito con carburante locale, sono state trovate in Turchia e India. Ma tutto è “perfettamente legale”, dicono gli analisti di Crea: “I Paesi sanzionatori sono disposti ad accettarlo, è una scappatoia”.

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Putin promette la pace in 24 ore.

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Adolfo Morganti: "Con pandemia e tecnologia i giovani hanno sviluppato problemi inediti nella storia della psicoterapia"

"Faccio lo psicoterapeuta da 36 anni e sono specializzato in psicopatologie dell'adolescenza. In questi decenni ho visto numerose generazioni che affrontano in modi diversi i loro problemi. Con le ultime generazioni stiamo assistendo a un'esplosione della domanda di consulenza specifica, che riguarda cose che prima non c'erano. Questo lo voglio sottolineare. La domanda attuale non è una mera riproposizione aggiornata del classico tema dell'adolescente che cerca se stesso. Una prima categoria dei nuovi problemi riguarda come l'Italia ha gestito il Covid: dopo aver vissuto quegli anni, chi oggi va alle scuole medie presenta di problemi di insicurezza; rifiuto della scuola, di sé e della realtà. Ci sono poi le patologie da eccesso di dipendenza da dispositivi tecnologici. Questi ragazzi hanno capacità, cognitive e di gestione delle emozioni, che sono basse a un livello inedito".

Adolfo Morganti a Tele Ragione, il programma di e con Giorgio Bianchi.

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(continua dal post precedente)

Oggi nessuno sa se davvero i vaccini a RNA e tanto più gli autoreplicanti possano davvero trasmettersi tramite esalazioni e secreti da un individuo all'altro, ma certo l'ipotesi ha una sua plausibilità. Quel che è certo è che se nessuno mai questa ipotesi la verificherà, nel caso in cui il fenomeno esistesse nella quotidianità non sarà mai e poi mai identificato, certo non con la farmacovigilanza e tanto meno con l'osservazione occasionale. E tutti saremo felici e contenti, come il popolo di Corinto di buona memoria. E un po' più indifferenti.

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La maggior parte dei Paesi membri della NATO ha accolto favorevolmente la proposta del presidente statunitense Donald Trump di aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del PIL.

Il Segretario Generale dell'Alleanza, Mark Rutte, ha dichiarato che c'è un ampio sostegno e che l'accordo potrebbe essere raggiunto in vista del vertice NATO previsto per il 24 e 25 giugno all'Aia.

L'obiettivo prevede che il 3,5% del PIL sia destinato alla spesa militare diretta e l'1,5% a infrastrutture strategiche, come strade, porti e aeroporti, essenziali per il rapido dispiegamento delle truppe.

Questo rappresenta un aumento significativo rispetto all'attuale traguardo minimo del 2%, concordato nel 2014 e riaffermato nel 2023 durante la guerra in Ucraina.

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Ucraina e Russia, prosegue lo “scambio” di droni e missili

La scorsa notte sono proseguiti gli attacchi per mezzo di droni e missili. I 174 droni ucraini hanno tentato di raggiungere le città russe tra cui Voronezh, Bryansk, Saratov (Engels), e Mosca.

La Russia ha risposto lanciando un attacco combinato alle infrastrutture energetiche ucraine a Kiev, dove presumibilmente è stata colpita anche una batteria del sistema antiaereo “Patriot”. Colpiti anche l’aerodromo militare di Starokonstantinov, infrastrutture militari a Ternopol, Leopoli, Odessa, Chernigov e Lutsk, dove l’esercito russo ha preso di mira l’impianto “Motor”, dove viene effettuata la manutenzione dei motori dei MiG-29. Non lontano è stato danneggiato anche l’omonimo albergo dove alloggiavano anche una squadra di atletica leggera. Mentre i media internazionali parlano di attacco mirato ai civili, gli stessi atleti hanno ammesso che gli unici due feriti nell’albergo erano militari.

✍️ RangeloniNews

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🇪🇺 L'UE VUOLE RIALLOCARE I MILIARDI DEL FONDO COVID PER IL RIARMO
Fonte: Berliner Zeitung

L'Unione Europea ha deciso di destinare 335 miliardi di euro dal Fondo per la ripresa e la resilienza, originariamente creato per affrontare le conseguenze della pandemia, a progetti di difesa e armamenti. Questa decisione, approvata dai 27 Stati membri, risponde alla proposta della Commissione Europea di istituire un fondo di difesa da 150 miliardi di euro per rafforzare le capacità militari dell'UE, come munizioni, droni e sistemi di difesa missilistica.

Il modello di finanziamento, che prevede l'assunzione di debito comune tramite i mercati dei capitali, ricalca quello adottato durante la crisi del Covid-19.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l'urgenza di potenziare la sicurezza europea, anche in risposta alle pressioni dell'ex presidente USA Donald Trump affinché l'Europa investa di più nella propria difesa. L'obiettivo a lungo termine è mobilitare fino a 800 miliardi di euro entro il 2030 per progetti di difesa, con la possibilità per Paesi terzi, come il Regno Unito, di accedere al fondo con un limite del 35% di partecipazione ai costi.

Tuttavia, la decisione ha suscitato critiche: in Europa meridionale si sta formando un movimento anti-riarmo, e alcuni esperti, come quelli spagnoli, considerano la presunta minaccia russa un pretesto. La strategia dell'UE riflette un cambiamento delle priorità geopolitiche, ma solleva dibattiti su trasparenza, controllo parlamentare e implicazioni per la pace globale.


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Israele ha lanciato 17 attacchi nella periferia sud di Beirut
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno effettuato almeno 17 attacchi nella periferia sud della capitale libanese Beirut. Lo ha riportato l’emittente Al Jazeera. Secondo quanto affermato dall’emittente libanese LBCI, gli israeliani hanno effettuato sei attacchi diretti e dieci attacchi di avvertimento e l’unico proiettile rimasto non è esploso. In precedenza, l’IDF aveva dichiarato che i suoi attacchi avrebbero preso di mira siti dell’Unità Aerea di Hezbollah a Dahieh, sobborgo meridionale di Beirut. Prima di compiere il bombardamento, l’esercito israeliano ha diramato un ordine di evacuazione dei civili, che in migliaia si erano riversati in strada per allontanarsi.



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🇵🇸🇮🇱 La Madleen Freedom Flotilla si trova attualmente a circa 144,3 miglia [125,4 miglia nautiche] dalla linea in cui inizia il blocco marittimo imposto da Israele al largo della costa di Gaza.
Israele ha affermato che "arresterà gli attivisti o li eliminerà se rappresentassero una minaccia".

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Trump e Palantir, l'alleanza che preoccupa la base MAGA
https://it.insideover.com/media-e-potere/palantir-i-malumori-della-base-di-trump-e-la-sorveglianza-di-massa.html

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🇺🇦🪖 Mobilitazione forzata in Ucraina, è apparso su Telegram il video di un commissario militare di Kharkov, catturato da civili e costretto a chiedere scusa per le morti che ha causato.

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«L’Ucraina non decide: è l’Occidente che combatte, usando Kiev come strumento contro la Russia»

Lo racconta Maria Zakharova, rappresentante del Ministero degli Affari Esteri della Russia, in una lunga intervista a “Deep State”.

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Assolutamente falso. Circa venti anni fa l'ANP si presentava già come un'emanazione di Israele e USA (grazie al lavoro di personaggi come Mohammed Dahlan, a capo dei servizi ANP, che per tutto il corso della seconda Intifada hanno lavorato fianco a fianco con le forze di sicurezza israeliane per arrestare/torturare uomini di Hamas e per isolare Arafat, insieme all'ormai impresentabile Abu Mazen). Le forze di sicurezza dell'ANP, inoltre, addestrate e armate sempre da USA e Israele vennero infiltrate a Gaza (insieme ad alcuni battaglioni giordani) per combattere Hamas nel 2007. Ancora, la strategia di utilizzare uomini legati ad al-Qaeda o ISIS contro Hamas non è affatto una novità ma è vecchia di almeno 10 anni.
Al massimo si potrebbe discutere sulla libertà di azione politica che Israele concesse al Movimento Islamico nei suoi primi anni di vita in chiave di opposizione all'OLP. Cosa che indubbiamente ha permesso ad Hamas di costruire una vera e propria egemonia culturale nel senso gramsciano del termine.
Spiace che questi "accademici" dicano cose palesemente errate, pur di seguire il flusso di certa propaganda.

Daniele Perra

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Israele ha invaso il Libano per la prima volta quando Hezbollah ancora non esisteva.
Israele occupa il Sud del Libano.
Gli attacchi di Hezbollah dopo il 7 Ottobre non hanno riguardato Israele ma zone occupate da Israele.

Mehdi Raza Hasan, giornalista e scrittore britannico di origini indiane, spiega la storia a Piers Morgan.

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Calma, c’è tempo
Di Marco Travaglio

Se i trombettieri della fu Europa che popolano i talk show e le marcette ventoteniche (a proposito: e la terza?) fossero al governo, farebbero un decreto Sicurezza con un nuovo reato al posto dei 14 inventati dalle destre: il “vilipendio di Ue” (peraltro già incluso nel vilipendio di cadavere). Non avendo ancora elaborato i lutti della vittoria di Trump e della sconfitta di Nato, Ue e Ucraina contro la Russia, si sono autonominati apostoli, apologeti, catechisti e omileti dell’Euro-Verbo: la Buona Novella della beata Ursula e dei suoi beoti discepoli a base di armi, minacce e preparativi di guerra. Con grave sprezzo del ridicolo, della logica e del principio di realtà, non ammettono critiche alla Sacra Unione e ne cantano le laudi da mane a sera: mani giunte, edicole e reti unificate. Ogni pallido dubbio o timida obiezione diventa bestemmia, blasfemia, eresia, seguita da scomunica. La scorsa settimana, quando la pia Kallas pigolò qualche frase di circostanza su quei birbantelli di Netanyahu&C. che sterminano i palestinesi, sacerdoti e vestali dell’Euro-Verbo s’illuminarono d’immenso per il prodigioso Risveglio d’Europa, fingendo di non sapere che a Bruxelles e dintorni si stavano solo parando il deretano per non farsi scavalcare da Trump.
Il 20 maggio la Kallas dichiarava: “A Gaza la situazione è catastrofica. Una forte maggioranza vuole la revisione dell’accordo di associazione con Israele”. Ma in due settimane non è accaduto nulla e l’accordo è sempre attivo. Il 9 aprile Macron annunciava che la Francia, come diversi altri Paesi, avrebbe riconosciuto lo Stato Palestinese (mossa simbolica, priva di conseguenze pratiche). Ma in due mesi non è successo niente. Però, dài, lui ha fatto bella figura. Il governo italiano continua a mentire, negando di trafficare in armi con Israele ed esportandovi droni, jet, radar e munizioni. La Germania, in 20 mesi, ha fornito a Tel Aviv armi per 485 milioni e non intende smettere, però il ministro degli Esteri Wadephul le canta chiare: “Bisogna esaminare se ciò che sta accadendo a Gaza sia conciliabile con il diritto internazionale umanitario. Sulla base di questa verifica, approveremo ulteriori consegne di armi, se necessario”. Mentre lui esamina e verifica, pure l’Olanda dà una mano agli stragisti con cani militari e componenti di F-35. L’unico che fa qualcosa è lo spagnolo Sánchez, che la Palestina l’ha riconosciuta un anno fa e ora, con molta fatica, ha annullato l’acquisto di 168 sistemi di tiro e 1.680 missili anticarro Spike LR2 israeliani, ma non i 45 contratti aggiudicati a imprese di Tel Aviv dal 2023. Intanto l’Ue, che la scorsa settimana ha varato in fretta e furia il 17° pacchetto di sanzioni alla Russia, ieri ha già annunciato il 18°: è la famosa Europa “a due velocità”.

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Il putinian-comunist-sovranista Messina
di Marco Palombi

C’è una cosabizzarra che salta subito all’occhio leggendo l’intervista – 11.700 caratteri, compresi quelli autoapologetici, stesi su pagina 2 e 3 – che l’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha rilasciato a La Stampa. No, per carità, non è la pur ragguardevole estensione del pezzo, né il fatto che l’uomo che guida la più grande banca (e uno dei maggiori investitori pubblicitari) del Paese fosse il principale titolo del giornale. No, la cosa bizzarra è che solo leggendo le parole di medio buonsenso d’antan di Messina si capisce quanto irrazionale e in definitiva reazionario sia diventato il nostro dibattito pubblico. Sono concetti che il manager ha ripetuto spesso, ma rimessi in fila fanno una certa impressione. La Russia ci invaderà? “Davvero dobbiamo temere che 150 milioni di russi possano invadere l’Europa, dove vivono 450 milioni di persone?” (putiniano!). Il riarmo europeo? “Non possiamo avere come unico tema di dibattito pubblico l’incremento degli investimenti nella difesa” (pacifinto!). Quindi niente aumenti di spesa? “Se davvero i conti pubblici dovessero presentarsi meglio del previsto, ci si dovrebbe concentrare su crescita, occupazione, riduzione delle disuguaglianze (…) Come spiegare a persone che non arrivano alla fine del mese che la priorità è investire in difesa?” (pacifinto-putiniano!). La ministra Calderone vuol legare i salari alla produttività: “Le teorie economiche sono giustissime, per carità, però a mio avviso i livelli retributivi dovrebbero aumentare quando le aziende fanno più utili” (comunista!). Messina non vuol parlare del referendum, però “in un mondo in cui si parla sempre più di intelligenza artificiale, la tutela del lavoro è un grande tema” (veterocomunista!). E la libertà di movimento dei capitali? “È impensabile che in questa fase gli investitori se ne vadano dall’Italia. Il nostro Paese è stabile e credibile. La capacità di tenere il risparmio all’interno del proprio Paese è un elemento di sicurezza nazionale” (sovranista!). L’unica cosa su cui ha detto poco o nulla è come vede il risiko bancario in corso, a cui non può partecipare: ecco, per i curiosi, quanto alle cose grosse (Unicredit-Bpm, Generali, etc) Intesa Sanpaolo preferirebbe che ognuno rimanesse come sta…

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Per entrare a Gaza devi chiedere il permesso ad Israele, non ad Hamas, bestia!

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A.D. 1984

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GLI INDIFFERENTI 🌺🌺🌺
Secondo il transumanista Yuval Noah Harari, «oggi avere potere significa sapere che cosa ignorare». La frase può essere letta in vari modi: c'è il potere dato dal possesso di informazioni privilegiate che consente di selezionare i fatti rilevanti trascurando le notizie false e distorte, e c'è il potere di chi controlla l'informazione e la comunicazione e che è di conseguenza in grado di ignorare fatti, idee e opinioni contrari alla narrazione dominante, orientando in tal modo la pubblica opinione e cancellando il dissenso.
Appartiene prevalentemente a questa seconda categoria l'ostinato silenzio con cui dall'inizio della pandemia si evita di entrare nel merito di questioni quali la sicurezza dei vaccini covid, fosse anche per confutare le voci allarmistiche. Consapevoli che "una smentita è una notizia data due volte", come usava dire Giulio Andreotti, coloro che gestiscono i luoghi televisivi e giornalistici inseriti nel sistema dominante si guardano bene dal proporre reali confronti e approfondimenti, e al massimo gettano di volta in volta in pasto a qualche cane arrabbiato pseudoscientista alcuni malcapitati rappresentanti del dissenso cui non è di fatto consentito articolare alcun ragionamento.
Ma il lavoro più sporco è svolto dalle istituzioni, che da sempre evitano di entrare nel merito delle zone d'ombra dei vaccini covid fin da subito documentate ma sempre ostinatamente negate. Questo atteggiamento ha il pregio (dal punto di vista loro) di far invecchiare e logorare i temi fino a renderli noiosi. Si prenda la recente vicenda dei nuovi vaccini autoreplicanti. Questi prodotti, ai rischi noti dei vaccini a RNA originari, aggiungono una maggiore probabilità di diffondersi non solo nell'organismo del vaccinato, cosa già di per sé rischiosa, bensì anche nell'ambiente circostante tramite il respiro e le eventuali altre secrezioni. Intendiamoci: non che gli RNA originali non potessero in linea di principio farlo, visto che è noto anche per loro che nell'organismo circolano anche entro vescicole esosomiali, ma gli autoreplicanti in teoria lo fanno pure meglio, essendo assemblati sullo scheletro di un alfavirus che questa tendenza ce l'ha per natura.
Ma ovviamente questa possibilità è un'ipotesi. Noi che la paventiamo lo diciamo sulla base delle conoscenze attuali che consentono al massimo di formulare un quadro possibile che poi andrebbe verificato nel mondo reale. La verifica peraltro è molto semplice: la presenza di esosomi nelle esalazioni polmonari e l'analisi delo loro contenuto è routine per chi fa questo tipo di ricerca, e l'identificazione dell'RNA vaccinale in liquidi biologici di vario genere (saliva, sudore, secrezioni di vario genere) è ancora più semplice. Un ente regolatorio o un'autorità sanitaria responsabile e preoccupata della salute e della sicurezza dei cittadini commissionerebbe e realizzerebbe uno studio del genere in poche settimane. Al contrario, una macchina burocratica che volesse adeguarsi all'andazzo e alla corrente orientata dagli enormi interessi che non tollerano inciampi si limiterebbe, come si limita, a ignorare l'allerta e a sostenere, con formalistica ragione, che si tratta di valutazioni non richieste per i prodotti vaccinali, cosa che ci diciamo da anni essere normativamente corretta ma scientificamente assurda. Eppure, basta non dare udienza agli allarmi per rendere gli allarmi medesimi non credibili, e infine noiosi nella loro ripetizione, un po' come chi si ostina a suonare a un campanello per farsi aprire così da sfuggire a una minaccia. Ma al campanello nessuno risponde e dopo poco i vicini di casa e i passanti iniziano ad avercela con costui poiché si ostina a far chiasso per ragioni che diventano vieppiù incomprensibili.

(continua nel post successivo)

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MOSCA E I MUSULMANI - Mosca celebra l'Eid al-Adha: centinaia di migliaia di musulmani sono usciti nelle strade della capitale. La preghiera solenne si è svolta presso la Moschea centrale di Mosca, dove i fedeli si erano radunati fin dalle prime ore del mattino.

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L’intervista a Maria Zakharova di Gianluca Savoini

Parla di guerra, propaganda, Europa, Zelensky e del ruolo degli USA. Una voce che in Occidente pochi hanno il coraggio di far ascoltare.

In un momento in cui l’informazione rischia di appiattirsi su una narrazione unica, diventa essenziale offrire spazio anche alle voci che vengono sistematicamente escluse dal dibattito pubblico. Ascoltare tutte le parti in causa non significa giustificare, ma comprendere.

È il principio base del giornalismo, soprattutto quando si parla di guerra, diplomazia e crisi geopolitiche di portata mondiale. Per questo, abbiamo intervistato in collegamento Maria Zakharova, portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri russo, affinché il pubblico possa conoscere anche la posizione del governo russo, al di là dei filtri e delle semplificazioni mediatiche.

Guarda l’intervista integrale o leggi la trascrizione

https://www.byoblu.com/2025/06/06/maria-zakharova-a-byoblu-avete-ignorato-la-pace-per-anni-ora-vi-scandalizzate-per-loperazione-militare/

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Una settimana fa su InsideOsint, la nostra newsletter di indagini, @Raffaele Buccolo aveva confermato quello che già si vociferava da tempo ma che ad ora non era stato confermato: Israele a Gaza sostiene bande criminali.

Ad ammetterlo ora è proprio Netanyahu che conferma che Israele sta armando bande armate a Gaza, a suo dire, in opposizione ad Hamas. Netanyahu ha affermato che il governo ha "attivato" potenti clan locali nell'enclave e la sua dichiarazione video pubblicata su X il 6 giugno arriva poche ore dopo che l'ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman lo aveva accusato di aver messo in atto questa tattica.

"Cosa c'è di sbagliato in questo?", chiede Netanyahu in un breve video su X. "Salva solo la vita dei soldati israeliani e pubblicizzarlo aiuta solo Hamas".

Ciò a cui si riferisce il primo ministro israeliano è la fornitura da parte di Israele di armi a un clan di Gaza guidato da un uomo chiamato Yasser Abu Shabab. Buccolo nel suo approfondimento aveva evidenziato il tempismo sospetto con cui, da un lato Israele aveva annunciato la distribuzione di aiuti umanitari, e dall’altro Shabab aveva riaperto tutti i suoi canali social sostenendo di essere il nuovo “garante degli aiuti”.

Yasser Abu Shabab è l’uomo a capo delle bande armate che operano nella Striscia di Gaza, coinvolte nel saccheggio degli aiuti umanitari. Un’indagine di The New Arab di novembre 2024 lo descrive come un ex detenuto, trafficante di droga e figura centrale in una rete criminale legata all’ISIS. E lo raccontano anche diversi fotoreporter su X che operano nella Striscia e almeno una nota delle Nazioni Unite.

Una settimana fa ecco come @raffaele buccolo iniziava la sua newsletter: "Il l suo nome è Yasser Abu Shabab. Yasser è associato non solo ai saccheggi degli aiuti, ma anche a presunti legami con lo Stato Islamico (ISIS) e con Israele. Dove tutto è macerie e i cecchini sparano anche alle pietre, Abu Shabab opera indisturbato, sia di giorno che di notte. Yasser Abu Shabab è un uomo noto nella Striscia. Lo conoscono i civili, lo conoscono i fotogiornalisti, lo conoscono le autorità palestinesi. È lui l’uomo a capo delle bande armate che operano nella Striscia di Gaza. Quelle coinvolte nel saccheggio degli aiuti umanitari".

Nella sua indagine buccolo metteva in collegamento anche il leader della banda criminale a Gaza Yasser Abu Shabab, sostenuto da Israele, con una rete criminale legata all’ISIS.
https://it.insideover.com/guerra/israele-protegge-lisis-a-gaza-il-caso-di-yasser-abu-shabab.html

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🇵🇸🇵🇸 CISGIORDANIA OCCUPATA, RECORD DI VIOLENZE DEI COLONI. E L'IDF DEVASTA I CAMPI PROFUGHI

Violenti attacchi, spedizioni punitive, saccheggi sistematici, ulivi sradicati, bestiame ucciso non per necessità ma per infliggere danno e umiliazione. Questa è la quotidianità imposta ai palestinesi della Cisgiordania occupata. Una realtà che non è iniziata il 7 ottobre 2023, ma che da quella data ha subito un’escalation brutale, raggiungendo livelli di disumanità senza precedenti.  Mai, prima di quest’anno, si erano registrati così tanti attacchi…


https://www.piccolenote.it/mondo/cisgiordania-occupata-record-di-violenze-dei-coloni

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